Graffiti di Guerra

opera
Graffiti di Guerra
categoria Pittura
soggetto Paesaggio
tags Graffiti, Grandeguerra
base 60 cm
altezza 80 cm
profondità 4 cm
anno 2017
Andrea ha partecipato a numerose collettive d’arte facendosi conoscere e riscuotendo molto successo a livello nazionale. Il suo percorso artistico é legato a due figure importanti dell’arte goriziana Cesare Mocchiutti e Mario di lorio, rispettivamente insegnante e compagno di classe. Due figure che hanno segnato l’arte isontina degli anni ottanta influenzando con il loro carattere forte e dominante molti artisti del territorio. Il tema che egli affronta in questa mostra é il tema della Grande Guerra. Durante il centenario conclusosi qualche mese fa si é voluto ricordare questo evento con tutta una serie di conferenze, spettacoli, mostre fotografiche ma raramente mostre di pittura e quindi noi siamo ben lieti di ospitare questa esposizione. L’obiettivo é quello di raccontare attraverso i propri occhi la drammaticità di questo evento umanitario che ha coinvolto tantissime persone. Con questo conflitto si parla per la prima volta di guerra totale in quanto non si combatte si solo al fronte e nelle trincee ma vengono coinvolti anche i civili. Il contrario della guerra diceva qualcuno non é la pace ma il dialogo. E chi meglio di un artista può raccontare questo dialogo, esprimendo attraverso le proprie opere un pensiero. L’arte diventa un mezzo per interpretare il pensiero dell’uomo. Gli strumenti messi a disposizione da1l’arte contemporanea possono addentrarsi anche in tematiche cruente come queste. Numerosi sono stati in passato gli artisti che hanno raccontato la guerra, artisti convocati a corte per evocare battaglie, trattati, incoronazioni, come Velazquez, Rembrandt ma dopo Canova divenne più difficile convincere un artista a mettersi al servizio del potere e già alcuni di loro avevano preso posizione contro i vecchi regimi. Mai come nel 900 l’arte ha potuto esprimersi anche sotto forma di denuncia, diventando un percorso espositivo volto a sottolineare la ricchezza, e l’energia di idee molto impegnate. Le opere che qui sono esposte esprimono molto drammaticità soprattutto per l’uso dei materiali con le quali sono state create. I materiali sono originali recuperati da quelli che il Carso ancora ci fa trovare. Pezzi di trincea, filo spinato, polvere di ruggine, scritte. Ed’é per questo uso di materiali originali, anche se poi rielaborati, che le sue opere acquistano maggior forza. Questo utilizzo di materiali in realtà non esprime né presente né passato. L’opera diventa una sintesi di dialogo tra storia e l’estetica. L’artista interviene facendola propria.
Ada Fachin
In questo elaborato sono riprodotti i “graffiti” rinvenuti nelle trincee della I^ Guerra Mondiale, scritti dai soldati italiani e austriaci protagonisti di quei tragici eventi. Volutamente sono state scelte le scritte più informali, che nel loro linguaggio semplice e a volte sgrammaticato, fanno trasparire la profonda drammaticità di quell’interminabile guerra di trincea che ha causato 16.000.000 di morti e 20.000.000 di persone ferite. Ferite scarnificate che sono rappresentate nell’opera dai profondi fendenti realizzati sul supporto pittorico, tra cui s’intravede il rosso del sangue versato. La tela è il naturale seguito di quattro opere presentate in anteprima a Cà dei Carraresi Treviso per la rassegna “Artisti in Vetrina”, realizzate in occasione del centenario della Grande Guerra 1915-1918. Il quadro si accompagnato a due foto di graffiti originali rinvenuti nelle trincee, il cui testo è contemplato nell'elaborato.
artista
AndreArt
Pittore, Gorizia
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