Hotel

opera
Hotel
categoria Installazione
soggetto Politico/Sociale, Natura, Architettura
tags hotel, luogo, anima, uomo, classe, alienazione
base 55 cm
altezza 100 cm
profondità 70 cm
anno 2012
Tecnica mista, cemento, polistirolo, acrilico

"Ricordo gli alberghi giapponesi in cui non ci sono le camere ma solo loculi con i letti, segno di una sottrazione al piacere di ogni spazio vitale.
L’incomunicabilità dell’ospitalità, la de-territorializzazione dell’ospitalità, l’uniformità delle strutture ricettive, l’ospitalità del grigio senza finestre a colori in cui l’animo umano si annulla, l’individualismo dell’ospitalità"

Nell'opera Hotel viene sintetizzata l’uniformazione delle strutture ricettive, che sono sinonimo di uniformazione del pensiero, dell’incapacità di viaggiare, dell’impossibilità di essere testimoni di un territorio senza perdere le nostre abitudini, che finiscono per essere, esse stesse, uniformazioni al mondo imposto. Le proprie abitudini, diventano, cioè, l’illusione del proprio confort. Questa illusione secondo cui perpetuare i propri comportamenti sulla base delle proprie abitudini è il segno dell’incomunicabilità, la mancanza di finestre nel mondo, in un mondo che costringiamo a riceverci senza dimenticare che siamo ospiti del mondo stesso. Il mondo grigio dentro cui l’umanità contemporanea si rifugia, diventa il bunker delle emozioni, l’albergo in cui incarceriamo la vitalità.

artista
Francesco Meloni
Fotografo, Pittore, Scultore, Cagliari
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