Enza Monetti

Artist
Naples
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FIRE-FIGHTING (detail)+

FIRE-FIGHTING (detail)

Biogarfia
Mille Miliardi di Alberi, progetto artistico in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Federico ll di Napoli per la ricerca scientifica della Wolffia Globosa, pianta presentata in mostra, oggetto di studi nell’ambito del progetto Super Food for Space finanziato dall’ Ente Spaziale Europeo-ESA, SciSpaceETeam, Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, Napoli 2022; Sotto il Segno di San Gennaro/Strategie dello Sguardo, chiostro S. Domenico Maggiore, Napoli 2021; Ri-Generarsi, presso l’Azienda Saib S.p.A. una delle principali aziende italiane produttrici di RPB - Regenerated Particle Board, in virtù del processo produttivo Rewood che, attuando i principi dell’economia circolare recupera, trasforma e rigenera ogni anno circa 580 mila tonnellate di legno a fine vita, Piacenza, 2019/2020; Passione Bi-polare, progetto dell’Accademia Albertina di Torino presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, catalogo Albertina Press, Venezia 2019; Per_formare una collezione, a cura del Direttore Andrea Viliani e Silvia Salvati, Museo Madre, Napoli 2018; Nutrimento, Custodia, Conoscenza di sé, installazioni ambientali presso il Momu Molino Museo, Montenero Val Cocchiara, Isernia, Molise 2019; La Rosa dei 20/projectlab, Museo Hermann Nitsch, catalogo ed. Artem, Napoli 2017; Swinging, mostra personale, Palazzo delle Arti, Napoli 2016; Fake, Castel dell'Ovo, catalogo ed.Treves, Napoli  2010; Mater Insula, ex chiesa di San Giacomo Apostolo, isola di Procida, catalogo La Tipolitostampa, Napoli 2002. Collezioni e pubblicazioni: collezione Fondazione Museo Plart (dal 2024); collezione Mulino Bencivenga per l'arte contemporanea, Caserta (dal 2024); collezione privata di Maria Pia Incutti (dal 2019); collezione Museo Madre (dal 2018); collezione della Fondazione Banco di Napoli (dal 2019 al 2023); collezione Saib S.p.a. (dal 2020), collezione privata Vincenzo Vinciguerra, Ce (dal 2017); presente in WAD & community database, progetto internazionale dedicato a raccogliere, diffondere, preservare il lavoro di artisti donne provenienti da tutto il mondo (dal 2024); nel volume San Gennaro Devozione e Culto Popolare a Napoli e nel Mondo pubblicato a corredo della richiesta all'Unesco per San Gennaro patrimonio immateriale dell'umanità, promosso dal Ministero della Cultura, Arcidiocesi di Napoli, Regione Campania, Comune di Napoli, Università di Napoli Federico ll catalogo Elio de Rosa editore 2022; nell’Atlante dell’Arte Contemporanea a Napoli e Campania 1966/2016 a cura di Vincenzo Trione e Museo Madre, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee (ed. Electa 2017); nel catalogo Passione bi-polare, Accademia Albertina Torino (ed. Albertina Press 2019); nel libro 31 Artists self-portraits/Living in Napoli di Loredana Troise, (Rogiosi editore 2020). Riconoscimenti e premi: The Artists and collectors Artpot, Bilndarte aste di arte contemporanea, opera selezionata presente in catalogo (Milano 2019); Premio Masaniello Napoletani Protagonisti per Belle Arti, Napoli (2009); 1° Biennale Arte Contemporanea, opera selezionata, Flash Art Museum, Trevi, Perugia, Italia (1998); Imaginaria 94’,opera selezionata, Milano, Italia (1994); Premio Bleu Blanc Rouge, Trente Artistes Dans Le Rue, opera qualificata, Brest, Francia (1989); Agricoltreno, migliore fotografia, Roma (1987). Concorso I Mezzi di Comunicazione, le Telecomunicazioni, francobollo emesso dal Poligrafico e Zecca dello Stato, presente nell’Albo Nazionale della Filatelia Italiana, Roma, Italia (dal 1986).Dal 2023 collaboro con la redazione del magazine Art a Part of Cult(ure) con la rubrica, Lo sguardo di Antea, indagini e riflessioni a completamento del mio fare arte.
Su di me, sulla mia arte: sono un’artista italiana, vivo a Napoli, faccio arte col mio sentire profondo, maneggio con cura il lavoro che nasce dall'intelletto, dalla passione, dall'intuizione, dalla conoscenza tecnica. I miei progetti, sempre di carattere sociale, muovono instancabilmente a riflessioni, spiritualità, consapevolezza. Il tema sociale è infatti il primo movente artistico, volto ad indagare la relazione tra l’uomo, il suo quotidiano e la tecnologia.  Racconto l'inquietudine del mondo, cercando visioni dentro me per elevarle al linguaggio dell’arte. Il mio interesse si sofferma sul recupero e la rigenerazione, partendo dall’essere umano e dalla natura, fino a raggiungere il punto in cui ambiente, vita ed arte  convergono dialetticamente sul filo  di un fare  diretto ma sempre in bilico fra transitorietà ed inquietudine. Vivo un perenne stato di precarietà, ma riesco tuttavia a rendere questa condizione motivo di indagine, traducendola in linguaggio artistico attraverso l’archetipo dell’albero. Un albero oscillante, instabile, come oggi sono i territori, le foreste, i ghiacciai, assunto a simbolo universale e collocato a distanza minima dal mio abisso interiore. L’albero è  messo al centro del mondo per creare connessioni neuronali ed assumere  forme semantiche trasposte, declinate in formulazioni diverse. Nelle mie opere, da solo o in gruppi, intero o sezionato, l’albero si adatta, si smembra, sparpaglia i suoi quesiti come fa il vento con le foglie, orientando la ricerca verso un piccolo sfuggente punto di equilibrio che racchiuda il senso dell’esistenza e suoni monito alla collettività.Ho concepito l’albero sviluppando un disegno inedito, originale, studiato con un sistema di rotazione su sé stesso, con le radici in luogo della chioma, protese verso l’alto per collegarsi idealmente con l’universo. Nella parte bassa è innestata una curva oscillatoria il cui movimento richiama instabilità ed inquietudine, proprie dell’uomo, ma pure simboleggiano una culla consolatoria che per la sua mantrica, ipnotica, perpetua oscillazione stimoli riflessione profonda, ricerca di equilibrio e pace interiore, ciò a cui  l’uomo ambisce nella sua perenne ricerca esistenziale. Visionariamente l’albero, sciolto il vincolo delle radici, come le sue spore, è libero di andare. In tale immaginaria roteazione, si muove come un seme inviato nello spazio, in assenza di gravità, che giri su sé stesso in cerca della possibilità di germogliare, inseguendo riferimenti di una luce, un suono, un aroma. Nella stessa maniera l’albero elaborato si muove cercando riferimenti nella profondità dell’esistenza, nel recupero di valori umani, nella possibilità di futuro sostenibile.


 
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