Leda Guerra

Artist
Padova
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Leda Guerra è nata a Padova, dove vive e lavora. Si è dedicata per molti anni all’insegnamento ed ha lavorato nei settori della grafica pubblicitaria e del design. Dal 1991, dopo aver sperimentato diverse tecniche pittoriche, elabora una nuova soluzione esecutiva di carattere plastico: servendosi di tessuti di vario tipo costruisce “morbidi bassorilievi”.
I soggetti, prevalentemente citazioni di opere classiche, non derivano da uno sguardo nostalgico al passato, ma dall’esigenza di indagarne e analizzarne le strutture grafiche, per produrre immagini leggere come in un ricordo o in un sogno.
La tecnica è costituita dalla trasformazione delle linee in pieghe del tessuto, scelto con caratteristiche diverse (trasparente, opaco, ruvido, morbido…), per sottolineare ed esaltare di volta in volta una composizione statica e solenne, un movimento sinuoso e melodico, oppure dinamico, incalzante o drammatico.
Dal 2018 sperimenta anche diversi materiali in assemblaggio, tra i quali lastre, reti e tubi in alluminio, sempre realizzando bassorilievi che sviluppano composizioni figurative. 
Ha esposto in più collettive nazionali, nel 2007 alla “Rassegna d’Arte Contemporanea”di Sulmona (3° premio). Tra le ultime: nel 2017 “Natura Naturae”, nella Corte Benedettina di Correzzola e nel 2019 “In Bloom”, al Parco Catullo di Peschiera del Garda, e “Dissolvenze” al Museo Diocesano di Padova.
Tra le mostre personali più importanti: nel 1994, Padova, Museo Civico al Santo “Tra le pieghe” nel 2005 “Attraverso”, al Museo Nazionale Atestino; nel 2006 “Artista invitato” alla 17ª edizione di Arte Padova: “Omaggio a Mantegna”; nel 2008 “Miti” ad Altino, Museo Archeologico Nazionale; nel 2011-12 “Trame d’arte” nel Museo Archeologico Nazionale di Adria; nel 2016 “Levità”, in  collaborazione con l’Assessorato alla cultura di Padova, in Galleria Cavour.
 
 
 
 
 
STATEMENT

Uno degli obiettivi costanti nel mio lavoro è stato proprio quello di organizzare un’immagine che, attraverso dei segni grafici anche forti, desse un effetto di leggerezza.
A questo scopo avevo finora scelto come materiale il tessuto ed elaborato una tecnica per trasformare i segni in pieghe, più o meno sporgenti, cucite a macchina.
L’alluminio, nelle sue molteplici forme (lastre, tubi, reti, fascette…) mi ha dato forti stimoli ulteriori per sperimentare altre soluzioni e costruire opere diversissime. In questo caso ho adoperato la rete di alluminio che senz’altro è la più vicina all’effetto dei tessuti trasparenti.
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