MANUEL OLIVARES

Painter
Naples
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MANUEL OLIVARES
La più "grande" e prima invenzione umana non credo sia stata imparare ad accendere un fuoco o aver inventato la ruota.. la prima , vera, invenzione umana, quella che ci ha consentito di “progredire”, è per me l'invenzione dell'errore. Tutto parte da quel momento, dallo scartare una modalità in funzione di un'altra, che diviene automaticamente sbagliata. Questo processo che ha avuto come scopo l'agevolazione della nostra sopravvivenza su questo pianeta ci ha allontanato sempre più dal pianeta stesso sino alla percezione e la divisione stessa di ciò che ci circonda in naturale/artificiale. Quello che cerco di fare nel mio lavoro è da una parte cercare di “ricucire” l'oggetto umano ( le infinite protesi create dall'uomo) con l'ambiente ...le linee dei miei soggetti giocano nello spazio con le medesime modalità di una pianta che cresce liberamente.. dall'altra mettere in evidenza lo stridere di questo contrasto e le infinite domande che ne seguono..
Manuel Olivares
MANUEL OLIVARES - Artista incluso nell’elenco di artisti professionisti per l’affidamento di incarichi di realizzazione di opere d’arte (del G.C. n.150 del 5 aprile 2006) Dipartimento VI Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio – ROMA CAPITALE U.O.8-PROGRAMMI COMPLESSI
https://www.saatchiart.com/manuelolivares
DICEMBRE 2023
LUCI NEL BUIO – PALAZZO STROZZI – FIRENZE - MOSTRA FINALISTI PREMIO ENEGAN
DICEMBRE 2022
FRAMMENTI DEL SE' – REALE ALBERGO DEI POVERI - CURATORE ROBERTO SANCHEZ -
SETTEMBRE 2022
DC MEETS NA - EX ASILO FILANGIERI - NAPOLI
MAGGIO 2022
MARTES - EX CARCERE BORBONICO – EVENTO INCLUSO NEL MAGGIO DEI MONUMENTI - AVELLINO - curatori FABRIZIO SCOMPARIN
APRILE 2022-
PARCO TAGLIA – CARDITO - STRACCI AL VENTO DI PACE – CARDITO (NA) curatore ENZO MARINO
MAGGIO 2021
MENZIONE SPECIALE CONCORSO INTERNAZIONALE ZEPTER MUSEUM – ARTZEPT 2020 - ART WALL ISTALLATION
NOVEMBRE 2020
Riconoscimento al Merito Speciale della Giuria - “APOLLO DIONISIACO” Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea
PROMOSSA DALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NEW YORK
IN CONVENZIONE FORMATIVA CON CON L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA TRE – PATROCINIO DELLA REGIONE LAZIO E DI ROMA CAPITALE - CASTELLO DELLA CASTELLUCCIA ROMA
AGOSTO/NOVEMBRE 2020
HUMAN RIGHT - THE FUTURE’S SHAPE Comitato Italiano di IAA/AIAP UNESCO Official Partner
Presso la Campana dei Caduti di Rovereto ROVERETO
LUGLIO 2020
DomaniInArte – partecipazione con opera inclusa nel video proiettato il 28 luglio 2020 presso la
BIBLIOTECA / SALA VIDEO della Galleria d’ Arte Moderna Di Roma - ROMA
DICEMBRE 2019
Serrone di Reggia Reale MONZA – Angeli a cura di Daniele Crippa
AGOSTO 2019
Musée de Peinture de Saint-Frajou - RESILIENCE
MAGGIO 2019
CASA LAVAZZA – PALAZZO MARIGLIANO - NAPOLI
“UN CAFFE’ CON MANUEL OLIVARES” PROIEZIONE VIDEO E ESPOSIZIONE OPERE -
OTTOBRE 2018
VINCITORE GARA PER OPERA PUBBLICA DA COLLOCARE PRESSO LA SCUOLA MARESCIALLI E BRIGADIERI DI FIRENZE CASTELLO - FIRENZE
NOVEMBRE 2016
PRESENTAZIONE CD ALESSANDRO FONTANAROSA CON ESPOSIZIONE DELL’OPERA UTILIZZATA PER LA COPERTINA – CASINA POMPEIANA - NAPOLI
MAGGIO 2016
MOSTRA E CONCERTO CON G.GUARRACINO E L.D’ANGELO - BRANCACCIO 9 - NAPOLI
APRILE 2016
“L’ARTE MOLTIPLICATA” MUSEO MINIMO NAPOLI
FEBBRAIO 2016
“OMAGGIO A TOTO” A CINQUANTA ANNI DALLA SUA MORTE – REGGIA DI CASERTA SALA DEGLI SPECCHI CASERTA
OTTOBRE 2015
“ MILANO, UNA CITTA’ CHE CAMBIA “ CIRCUITI DINAMICI - MILANO
SETTEMBRE 2015
PALAZZO REALE DI NAPOLI - – il libro dipinto SALA DIVERSITA’ - NAPOLI
LUGLIO 2015
ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI – PALAZZO SERRA DI CASSANO NAPOLI
MARZO 2015
BIBLIOTECA BENEDETTO CROCE – il libro dipinto - NAPOLI
FEBBRAIO 2015
Redazione in arte multi versi - POTENZA
OTTOBRE 2014
Real Casina di Caccia di Ficuzza
Mostra Dedicata a Francesco Carbone -  PALERMO
MAGGIO 2014
GALLERIA PICASSO NUORO
MARZO 2014
MANUEL OLIVARES – PROIEZIONE VIDEO E MOSTRA - ASSOCIAZIONE CULTURALE “TEMPO MECCANICO” NETTUNO (RM)
AGOSTO 2013
LA VITA EEEE’ FATTA PER ESSERE CELEBRATA
GALLERIA SPAZIO ZEROUNO BARLETTA
MAGGIO 2013
ARTE E MODA TUNNEL BORBONICO NAPOLI
SETTEMBRE 2012
“PRESENZE ASSENZE” GRAVINA
AGOSTO 2012
“IN UN MONDO SENZA NORME E LIMITI” GALLERIA SPAZIO ZEROUNO BARLETTA
NOVEMBRE 2011
CERIDO CENTRO FICERCA DOCUMENTAZIONE PROMOZIONE ARTE CONTEMPORANEA FIUMICELLO (UD)
NOVEMBRE 2011
ASSOCIAZIONE SEGHIZZI GORIZIA
OTTOBRE 2011
FESTIVAL DELLA LEGALITA’ – VILLA FILIPPINA - PALERMO
MARZO 2011
UNITA’ D’ITALIA - CENTO CINQUANT ’ANNI DI STORIA…OGGI – CHIESA DI SAN DOMENICO – BUDRIO (BO)
OTTOBRE 2010
FLUXMUSEUM, COMMUNITY ARTS CENTER – FORT WORTH - TEXAS
FEBBRAIO 2010
GANO’ - GALLERIA RODINO’ - NAPOLI
NOVEMBRE 2009
“ PULPAINTINGS” MUSEO MINIMO – NAPOLI
OTTOBRE 2009
“ARTE IN COMUNE” Palazzo di città – GIUGLIANO (NA)
AGOSTO 2009
“GRANDMOTHER WAITS FOR YOU” - Embassy Gallery - Embassy Tower at the Roxy Art House -
experimental exhibition/event as part of the Edinburgh Art Festival . Edinburgh
LUGLIO 2009
PRIMA RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA “ARTE NELL’ISOLA” ISOLA DELLA MADDALENA
GIUGNO 2009
Casa Italia Pescara – ETERNOLOGIE - XVI Giochi del Mediterraneo 2009 – CONI - PESCARA
MAGGIO 2009
Honorable Concejo  Municipal de Santa Fe de la Vera Cruz – ARGENTINA
MARZO 2009
“1000 ARTISTI A PALAZZO” PALAZZO ARESE BORROMEO CESANO MADERNO
MARZO 2009
London EAST Festival, con “AUGUST art” – Londra UK
FEBBRAIO 2009
CHATEAU DES REAUX - GALLERIA PERMANENTE D’ARTE CONTEMPORANEA di Yevheh Yukhnytsya - Chouze sur Loire FRANCIA.
DICEMBRE 2008
“IL GIALLO DI NAPOLI” CASTEL DELL’OVO - NAPOLI
SETTEMBRE 2008
“FUTURENERGIE” – VILLA MARIA – QUILIANO (SAVONA)
LUGLIO 2008
“VISIONI E LINGUAGGI” - OFFICINA KOINE’ -EBOLI
MAGGIO 2008
“VUOTO E CREATIVITA’ “ – STUDIO D’ARS - MILANO
APRILE 2008
GALLERIA GANO’ - NAPOLI
MARZO 2008
“FREE INTERNATIONAL ARTIST” SALA DE CERIMONIAS DE LA INTENDENCIA MUNICIPAL DE MONTEVIDEO – MONTEVIDEO - URUGUAY
GENNAIO 2008
“FREE INTERNATIONAL ARTISTS” MUSEO STORICO DI BERGAMO, CONVENTO DI SAN FRANCESCO - BERGAMO
NOVEMBRE 2007
“LO SPAZIO OLTRE I LIMITI DELL’ISTINTO”
TY’SH – POZZUOLI (NA)
SETTEMBRE 2007
KARL –FRANZENS – UNIVERSITAT GRAZ – “STOFFTUCHER IM WIND” GRAZ AUSTRIA
GIUGNO 2007
“XXIX RASSEGNA BICE BUGATTI” – NOVA MILANESE
MARZO 2007
“ARTE VIAGGIANTE” II° EDIZIONE – SPAZIO ART-LINE - MILANO
DICEMBRE 2006
GALLERIA HABITANTE – PANAMA - PANAMA
DICEMBRE 2006
WORLD TRADE CENTER – HONG KONG
SETTEMBRE 2006
“STUDI APERTI”- ARTERIA – NAPOLI
GIUGNO 2006
“MEDITERRANEO” LE AXIDIE VICO EQUENSE (SORRENTO)
GIUGNO 2006
“MOLTIPLICAZIONI TEMPORALI” PICA GALLERY – NAPOLI
GENNAIO 2006
“IPOTESI” - MASCHIO ANGIOINO – SALA DELLA LOGGIA – NAPOLI
NOVEMBRE 2005
“BIENNALE DI ANKARA”
SALA “ARIF HIKMET KOYUNOGLU” MUSEO DI PITTURA E SCULTURA DELLO STATO – ANKARA - TURCHIA
NOVEMBRE 2005
”ARTE VIAGGIANTE” TORRE MEDIOEVALE COLNAGO (MI)
GENNAIO 2005
“DUALISMO” – BBLIOTECA ELSA MORANTE – ROMA
DICEMBRE 2004
GALLERIA METROPOLITAN INTERNATIONAL ART - LECCE
DICEMBRE 2004
PREMIO ELEXPO PER CALENDARIO 2005
NOVEMBRE 2004
HOTEL ART FAIR - SHERATON - CON LA GALLERIA “IL PONTE” - ROMA
NOVEMBRE 2004
“VIDEOPROIEZIONE”- GALLERIA METROPOLITAN INTERNATIONAL ART – LECCE
NOVEMBRE 2004
CENTRO CULTURAL GRAN VIA CAJA DE LA RIOJA – LA RIOJA SPAGNA
OTTOBRE 2004
“2nd WORLD CONGRESS AGAINST THE DEATH PENALTY” PALAIS DES CONGRES – MONTREAL - CANADA
AGOSTO 2004
PARTECIPAZIONE A: “ART AT THE MIRROR” ( PROGETTO DI RUGGERO MAGGI ) BIENNALE DI LONDRA 2004 – LONDRA -INGHILTERRA
LUGLIO 2004
CASA DELLE CULTURE DI COSENZA – SALA PRIMO MORONI - COSENZA
LUGLIO 2004
HOTEL SIRENE - CAPRI (NA)
GIUGNO 2004
UNIVERSITY OF POMONA - LOS ANGELES - CALIFORNIA
MAGGIO 2004
PARTECIPAZIONE A : “ CAMERA 312, PROMEMORA PER PIERRE RESTANY ” ( PROGETTO DI GIANNI OTTAVIANI ) MIART - MILANO
MAGGIO 2004
BIENNALE DI NAPOLI 2004  - ISTITUTO PALIZZI - NAPOLI
MARZO 2004
“ ARTEXPO 900’ ” - CHAPITEAU DE FONTVIEILLE - MONTECARLO
MARZO 2004
“400 METRI PER L’INFANZIA” PALAZZO REALE – SALA DELLA FORTUNA - NAPOLI
GENNAIO 2004
“ ASTRATTAMENTE ” GALLERIA LOGOS - ROMA
DICEMBRE 2003
“AL CARO GIORGIO” - OMAGGIO A GIORGIO GABER - SPAZIO 12 MILANO
SETTEMBRE 2002
GALLERIA OPEN ART - MILANO
SETTEMBRE 2002
GALLERIA PRO ARTE DI LUGOJ - LUGOJ - ROMANIA
APRILE 2002
STUDIO D’ARTE “IL PONTE” - ROMA
GENNAIO 2002
“GLOBALVISION” - SPAZIO MATISSE - ROMA
LUGLIO AGOSTO 2001
HOTEL SAVIOLI SPIAGGIA - RICCIONE
AGOSTO 2001
GALLERIA PINO PASCALI - POLIGNIANO A MARE (BA)
MAGGIO 2001
CANTIERI CULTURALI LA ZISA “- PALERMO
OTTOBRE 1998
“BERLINAPOLI” SALA GEMITO E GOETHE INSTITIUT – NAPOLI.
NOVEMBRE 1997
SALA ITALIA, CASTEL DELL’ OVO IN OCCASIONE DI “NAPOLI NEL MONDO”- NAPOLI
SETTEMBRE 1996
CHIESA DI SAN FRANCESCO – BOLSENA.
MAGGIO1995
INTERNATIONAL ART BIENNALE MALTA.
APRILE 1995
GALLERIA ALBA – FERRARA.
LUGLIO 1994
“L’ARTE DI UNIRE I POPOLI”, ISTITUTO CULTURALE TEDESCO GOETHE
INSTITIUT – NAPOLI.
DICEMBRE 1993
“A NORD E A SUD DEL MEDITERRANEO”, ISTITUTO CULTURALE SPAGNOLO
CERVANTES – NAPOLI.
APRILE 1991
“L’UOMO E L’AMBIENTE” MUSEO DELLE SCIENZE E DELLE TECNICHE DI S.VITTORE MILANO
RECENZIONI
In questo tempo sospeso i volti e le forme di Manuel Olivares mi rimandano al teatro delle maschere di Pirandello che amava dire :  “La maschera, appartenuta in precedenza a qualcun altro e ora vuota, il poeta chiede di insegnargli a vivere la vita grazie al fatto che ormai quella maschera non possiede più un pensiero e, dunque, può insegnargli persino a ridere del fato, ossia delle situazioni che la vita continuamente offre. La maschera, però, venendo indossata dal poeta durante una notte, assume una nuova forma”. Mentre la pratica dell’arte oggi  più  di ieri ha bisogno di vivere al centro della nostra esistenza cercando di rapportarsi con la nostra società contemporanea. Le opera  Manuel Olivares è una splendida testimonianza di come segrete visioni  che possano essere portate alla luce dalla prassi artistica nel contempo viene indebolita la visione esteriore dell’oggetto e la sua manifestazione fenomenica operando una inedita sintesi fra percezione ottica e contemplazione interiore. Si originano opere parzialmente diverse dall’immagine visiva di un oggetto, ma che tuttavia non la contraddicono nella sua complessità. In altre parole l’artista amplia il retaggio dell’indagine ottica che viene comunque usata come punto di partenza per pervenire ad una nuova interpretazione dell’oggetto in cui l’oggetto viene a dilatarsi oltre al proprio apparire per assumere una dimensione nuova, trapassante ciò che l’occhio comune si limita a registrare: muovendo perciò dall’esteriorità ottica dell’oggetto lo scultore, per intuizione, trae conclusioni sull’interno dello stesso. L’impressione fenomenica sollecita l’io dell’artista a conclusioni intuitive che conducono ad una visione interiorizzata. In sostanza Manuel Olivares esemplifica quel procedimento creativo magistralmente raccontato da Paul Klee in cui il grande pittore sostiene: “ che l’artista è al tempo stesso creatura terrestre e creatura nell’ambito del tutto” . L’occhio penetrante dell’artista è un mezzo conoscitivo che indaga attraverso diverse dimensioni poiché l’io dell’individuo partecipa, in quanto elemento naturale, di una radice terrestre comune all’uomo ma, contemporaneamente, è intuitivamente consapevole di appartenere ad una sorta di comunanza cosmica che costituisce l’universo nella sua totalità. Le opere di Manuel Olivares riescono a spingersi nelle vicinanze di quel terreno segreto dove nasce e si alimenta ogni processo vivente. L’artista rivendica in queste sue opere più recenti, in modo ancora più incisivo, la libertà dell’artista di essere mobile così come lo è il volto che esprime in pieno il nostro essere . La pittura di Olivares svolge un duplice ruolo, spaziale e temporale costituisce quel sottile spazio che cattura la luce la quale viene parzialmente assorbita e parzialmente riflessa e la rende dinamica. La sua pittura parla del dramma e della tragedia dell’uomo contemporaneo che scandisce la creazione che diventa genesi, nel prolungare l’atto creativo originario dal passato al futuro, protendendosi verso quel divenire che è proprio dell’opera artistica che non vuole vedere esaurita la propria linfa vitale in un breve lasso di tempo, ma che invece mira a tramandare se stessa verso le prossime generazioni. In altri termini le opere di Manuel Olivares realizzano un procedimento maieutico in cui viene esteriorizzata quella che si potrebbe chiamare la personalità, l’intima essenza dell’oggetto, diventando, come direbbe Graham Sutherland, delle metafore visive che vogliono rappresentare in modo nuovo l’essere umano. In Olivares la metafora mette in rilievo una maniera originale di animare il processo creativo, creando quelle che Sutherland definisce come delle parafrasi emozionali della realtà. In questo processo  creativo l’artista non è, però, completamente libero . Sembra quasi che in Olivares esista quella che Paul Nichols chiamava “predilezione formale innata”che condiziona la scelta delle immagini, una specie di determinismo interiore inconscio, pegno della libertà dell’artista. Sempre Sutherland, parlando dei suoi dipinti, li paragonava a degli aquiloni e ricordava che l’aquilone vola soltanto se è legato ad un filo. Se il filo è reciso l’aquilone o cade o si perde nel nulla. 
Ciò significa che la libertà dell’artista non deve essere assoluta, ma invece deve conoscere un limite nel legame con la natura, legame che può anche essere sottile, ma infrangibile affinché si trasmetta all’opera l’energia per innalzarsi e volare. Manuel Olivares continua oggi a percorrere con leggerezza quel difficile sentiero che passa tra il richiamo della tradizione e l’urgenza della contemporaneità, riuscendo così a creare delle immagini plastiche che riescono a sfiorare molte zone, molti recessi e desideri dello spirito umano. Le sue opere sono quasi una sorta di diario dal quale emergono emozioni, memorie, studi e spunti per future imprese. Per dirla in altro modo, Manuel Olivars dimostra di essere comunque un mirabile artista visivo, poiché in ogni piega delle sue opere si manifesta il privilegio dell'occhio che scruta, analizza, osserva e diventa soglia per accedere ad emozioni più profonde, più intime e che aprono inusitate prospettive interiori provenienti direttamente dal palpitare del suo cuore: tutto si incontra nell'occhio e tutto viene convertito in forma intesa come sintesi di visione esterna e contemplazione interiore. Le forme create da Olivares si sviluppano attraverso l'intuizione e l'osservazione dell'essere umano oltrepassando così il voluto e lo schematico indicando una nuova naturalezza dell'opera.
Giovanni Cardone
I viaggi prospettici dell’ Olivares fanno dello spazio architettonico del quotidiano urbano, in una rivoluzione dei punti di vista, uno spazio di proiezione psicoemotiva e antropomorfica, che riapre i confini fisici dello spazio illimitato in una percezione estesa. Transizionale , il luogo è abitato tra inconscio e coscienza, perché la persiana ancora non del tutto avvolta è la palpebra che resta dischiusa fra spazio interno ed esteriore, a catturare la verticalità di senso umbratile dell’irriflesso senza nome, che procede e rompe la riflessione diurna dello sguardo aperto all’abitudine cosciente.
Prof.ssa Fulvia Minetti
1. La pittura di Manuel Olivares rifiuta qualsiasi schema a priori: non è
figurazione, non è astrattismo; è piuttosto la visione dettagliata e a
volte parziale di un microcosmo visionario che obbedisce a regole ben
precise. Se l'odierno concetto di bellezza è migrato dalle tele alle linee
sinuose dell'architettura organica, se il bello lo ritroviamo nell'oggetto
d'arredamento o nel design estremo dell'auto più esclusiva, vuol dire
che l'artista che è sensibile al mondo che lo circonda deve catturare
questo ritmo per creare una nuova fusione tra oggetto e spazio.
2. Idea e materia si incontrano restando perfettamente in equilibrio,
cristallizzandosi in forme pure dipinte con un virtuosismo che si svela
scrutando il lavoro di un pennello che stende la pittura ad olio domando
luce e ombra, restituendo forme e concetti: reinventandoli o
trasfigurandoli completamente. Si può dire che la sua è una pittura
concettuale perché obbedisce prima di tutto a un ordine che è mentale:
il ritmo non ferma e segrega le forme ma filtra e intensifica la vita. Il
lato concettuale non è fine a sé stesso, non è un'asserzione retorica sul
deterioramento dei soggetti dell'arte e sulla precarietà delle sue vicende
storiche, piuttosto è la ricerca di una unità del reale non come
procedimento razionale ma come sensazione emotiva della realtà
stessa.
3. Per Manuel Olivares la trasformazione è in tutto, anche negli oggetti
più banali, dal copertone di un'auto al pallone supersantos, da una
sedia di plastica a una ringhiera di ferro: è una meditazione sulla durata
delle cose o la loro lenta usura, sull'oscura identità dell'anima che
continua all'interno delle cose anche quando la loro esistenza non è più
utile. Partendo da luoghi realmente esistenti: un'Italia assolata, vuota e
metafisica e ritagliando scorci di un'architettura fascista svuotata da
ogni retorica e monumentalità, l'artista fa crescere le immagini una
dentro l'altra, come in un film, per raccontare la sorprendente bellezza
di questo paesaggio, credibile nelle emozioni appena lambite. L'occhio
smonta e ricompone la visione tenendo sempre conto dello sfondo,
della tridimensionalità dell'immagine, della sua profondità di campo.
4. La sua pittura non ha debiti con la fotografia, cosa che accade alla
maggior parte della pittura figurativa e neopop, perché è guidata da
una perfetta architettura delle parti: al centro c'è sempre la realtà che
non può essere finzione né didascalia, che non può essere appiattita
dall'obiettivo fotografico. E' come se la maggior parte delle immagini
che lo interessano e lo sorprendono non provenissero dall'arte o dalla
pubblicità, dalla televisione, come per la maggior parte degli artisti che
lavorano nella nostra epoca, ma da una realtà vissuta attraverso
l'amore per il cinema, il cinema come metafisica assoluta del mondo, il
cinema come illusione, come intreccio infinito di forme e fantasmi.
5. Il quasi bianconero delle immagini assicura infatti un minimalismo che
non conduce verso la purezza riconoscibile della forma simbolica, ma
piuttosto all'omologazione delle diverse, eccentriche forme sotto lo
sguardo di un unico discorso della luce, così spogliata, uniforme e
accanita nello svelare e velare le sfumature intermedie del grigio, e allo
stesso tempo, luogo in cui ogni colore – opportunamente illuminato –
confina con il grigio e svanisce in esso. Il bianco e nero: il bianco come
ghiaccio stratificato: solidificazione, cristallizzazione, congelamento,
fusione della superficie... strato su strato per definire la sua materia,
nelle pieghe e nelle curvature. Il nero come ombra, come linea di
demarcazione, come confine tra definito e indefinito.
6. Negli strati della visione l'immersione è totale. Il dettaglio ingrandito
della spalliera di una sedia di plastica diventa monumentale, astratto e
altrettanto geometrico quanto un edificio che si staglia contro il cielo:
tutto in uno stesso tempo e in uno stesso spazio, in una profondità in
cui tutto si materializza e appare.
7. Una sedia di plastica, una tapparella, la carrozzeria di un'auto, sono
oggetti dissolti e poi ricomposti come si possono ricomporre nella
curvatura di un'immagine sotto vetro o nel volume illusorio della
deformazione di una lente, secondo una logica combinatoria infinita, in
una trasformazione da uno stadio all'altro, da una forma all'altra per
alludere a una plasmabilità illimitata. Il più infinito e abissale dei registi
di oggi e di sempre, Kubrick, alla fine del viaggio nella più nera
profondità dello spazio, faceva trovare ugualmente – in 2001 Odissea
nello spazio – una ricurvatura delle immagini, un interno dentro
l'interno “un vetro che si rompeva” e poi un feto che rinasceva dalla
forma circolare dell'ovulo-immagine.
8. L'unicità della sua opera è tutta in questa visione allucinata, nella
potenza degli oggetti e delle loro interazioni, nella capacità di cogliere
con lo sguardo le linee di forza che li uniscono e i campi magnetici che
li attraggono e respingono, il legame ineffabile che l'intreccia e genera
un'energia, quell'onda segreta e inesplicata che nasce dagli stati di
tensione e di equilibrio della rappresentazione – in questa deformazione
della visione che curva e dilata il punto di vista in una gravità sospesa –
la disposizione degli oggetti e delle forme raggiunge l'universale nel
particolare: l'atemporalità della forma adeguata. . La strana oggettività
di cogliere il movimento dell'eterno. Di ciò che è. Il vortice, la scia, la
curvatura, il fremito, o l'immobilità nella luce che non è mai immobile,
perché la luce, per sua natura, si sa, muta a ogni istante.
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