Pioniere nell’intersezione tra arte visiva, musica, tecnologia, scienza e algoritmi, Filippo Gregoretti è un artista transmediale, a suo agio in diverse discipline, visive e musicali, nonché esperto di tecnologie e creatore di algoritmi complessi ed intelligenze artificiali emotive - in grado di ricreare i processi interiori di un artista - elemento centrale nella sua attuale ricerca e produzione artistica. Il suo lavoro è stato presentato con installazioni, mostre e performance, in contesti prestigiosi quali ISEA, Manifesta, World Economic Forum, Festival della Scienza di Genova, Teatro Argentina, Videocittà, LCG Berlin, Istituto Italiano di Cultura di Londra, World Changers Summit.
Ha dato vita al concetto di “App Artwork” ed è oggi l’unico artista a pubblicare opere d’arte algoritmiche concepite specificatamente come applicazioni e distribuite sugli store ufficiali.
Presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è docente di “Narrazione e Progettazione Transmediale” e di “Autorialità e Tecnologie per Esperienze Digitali”, e sempre a Napoli collabora con l’Accademia di Belle Arti tenendo workshop e seminari.
Formato all’Istituto d’arte, poi all’Accademia di belle arti di Roma, Istituto Europeo e ICEI, il suo percorso ha sempre seguito un triplo binario, come autore di opere visive, opere musicali, e opere basate su algoritmi, che egli considera una forma d’arte paragonabile alle discipline tradizionali. Fin dall’infanzia, infatti, oltre alle arti tradizionali - disegno, pittura, pianoforte, performance e composizione - si è espresso tramite la creazione di arte generativa algoritmica, partendo dai computer a 8 bit dei primi anni ‘80, fino a seguire un percorso di ricerca creativa e tecnologica che l’ha portato a collaborare con istituzioni di tutto il mondo come autore di opere digitali innovative.
Nel 1996 ha ricevuto il Perseo D’Oro, primo premio del MediarTech, Festival Internazionale dell’Opera Multimediale, presieduto da Gillo Pontecorvo. Nel 1990 fonda Alpha Channel, il primo studio d’arte specializzato e focalizzato su media interattivi digitali e su opere concepite per Internet, allora agli albori. Nel 1992 lancia NeT-ArT, la prima presenza artistica dinamica sperimentale sul Web.Successivamente fonda ForteYang International e focalizza la sua attività verso l’Asia, dove si trasferisce all’inizio del nuovo millennio. In quegli anni di frontiera contribuisce creativamente alle fondamenta della rete e dell’interazione uomo-macchina come la conosciamo oggi. La sua esperienza di artista visivo, performer, compositore, producer, designer, autore, concept artist e creative developer si è espressa nella sua produzione personale e in collaborazioni con istituzioni prestigiose in Europa, Asia, Stati Uniti, Medio Oriente e Australia, su progetti innovativi nel campo dell’arte, della tecnologia e delle esperienze interattive.
Nel corso degli ultimi venti anni ha sviluppato il concetto e gli algoritmi di “Amrita”, un’intelligenza artificiale artistica, o “personalità artificale evolutiva artistica”, con l’obiettivo di simulare l’atto creativo e la crescita interiore di un artista umano. Accompagnato da “Amrita” si esibisce spesso all’harmonium - uno strumento di matrice occidentale ma inglobato nella musica classica indiana, simbolo dell’unione tra oriente e occidente - in performance che ama definire sessioni di “Yoga Transumano”, e conduce workshop e talk in Italia e all’estero su diversi temi, in particolare sul tema della relazione e dell’unione spirituale e creativa tra la coscienza umana, l’atto creativo e performativo e la tecnologia.
Ha esposto i suoi lavori - installazioni, opere e “Sadyah” (momenti cristallizzati di co-creazione tra umano, algoritmico e naturale) internazionalmente in mostre personali e collettive e le sue composizioni, performance e colonne sonore per prodotti audiovisivi e interattivi sono pubblicate da etichette internazionali. Dagli anni ‘80 si è esibito come performer in solo, con altri artisti, o accompagnato dalle sue creature digitali in centinaia di occasioni.
Nel 2022 ha pubblicato “Ad Vitam”, la prima opera d’arte algoritmica concepita e realizzata come applicazione per dispositivi portatili distribuita su Apple App Store e Google Play Store.
Durante il 2024 è stato artist in residence nel programma S+T+ARTS AIR della Commissione Europea insieme a SONY CSL, Epica La Fura dels Baus, Pina, Barcelona Supercomputing Centre e altre istituzioni, nella ricerca e sperimentazione della relazione emotiva profonda tra la coscienza umana e le intelligenze algoritmiche, attraverso la performance e l’interpretazione artistica dei dati dell’Infosfera, creando un’opera complessa sul tema dell’hate speech presentata a Manifesta 15 a Barcellona.
E’ attualmente artist in residence presso INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulconologia, dove studia la rappresentazione dei segnali geo-scientifici del pianeta, quali sismogrammi, tracciati solari ed oceanici, come rappresentazioni visive e musicali, col fine di crear eun’opera algoritmica che rappresenti l’espressione creativa della terra.
La Repubblica - La musica e l’intelligenza artificiale, dibattito a Londra - la Repubblica
Culture Digitali - L’aspetto oscuro della tecnologia diventa luce. – CULTURE DIGITALI
IIC Londra, incontro con Marco Varvello - https://youtu.be/6ZNdp-7Ys1g
Full BIO - Biografia - Filippo Gregoretti
Artist statement - Manifesto Artistico - Filippo Gregoretti
App Artwork Manifesto - App Artwork, un manifesto - Filippo Gregoretti
S+T+ARTS Project Exposé: https://starts.eu/air-meet-the-artists-filippo-gregoretti
S+T+ARTS Togethernes official Documentary: Art+Science - Togetherness - LONG - ITA SUB
Berlin - EXNATURA Exhibition and performance: https://www.luisacatucci.com/exnatura/
Ha dato vita al concetto di “App Artwork” ed è oggi l’unico artista a pubblicare opere d’arte algoritmiche concepite specificatamente come applicazioni e distribuite sugli store ufficiali.
Presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è docente di “Narrazione e Progettazione Transmediale” e di “Autorialità e Tecnologie per Esperienze Digitali”, e sempre a Napoli collabora con l’Accademia di Belle Arti tenendo workshop e seminari.
Formato all’Istituto d’arte, poi all’Accademia di belle arti di Roma, Istituto Europeo e ICEI, il suo percorso ha sempre seguito un triplo binario, come autore di opere visive, opere musicali, e opere basate su algoritmi, che egli considera una forma d’arte paragonabile alle discipline tradizionali. Fin dall’infanzia, infatti, oltre alle arti tradizionali - disegno, pittura, pianoforte, performance e composizione - si è espresso tramite la creazione di arte generativa algoritmica, partendo dai computer a 8 bit dei primi anni ‘80, fino a seguire un percorso di ricerca creativa e tecnologica che l’ha portato a collaborare con istituzioni di tutto il mondo come autore di opere digitali innovative.
Nel 1996 ha ricevuto il Perseo D’Oro, primo premio del MediarTech, Festival Internazionale dell’Opera Multimediale, presieduto da Gillo Pontecorvo. Nel 1990 fonda Alpha Channel, il primo studio d’arte specializzato e focalizzato su media interattivi digitali e su opere concepite per Internet, allora agli albori. Nel 1992 lancia NeT-ArT, la prima presenza artistica dinamica sperimentale sul Web.Successivamente fonda ForteYang International e focalizza la sua attività verso l’Asia, dove si trasferisce all’inizio del nuovo millennio. In quegli anni di frontiera contribuisce creativamente alle fondamenta della rete e dell’interazione uomo-macchina come la conosciamo oggi. La sua esperienza di artista visivo, performer, compositore, producer, designer, autore, concept artist e creative developer si è espressa nella sua produzione personale e in collaborazioni con istituzioni prestigiose in Europa, Asia, Stati Uniti, Medio Oriente e Australia, su progetti innovativi nel campo dell’arte, della tecnologia e delle esperienze interattive.
Nel corso degli ultimi venti anni ha sviluppato il concetto e gli algoritmi di “Amrita”, un’intelligenza artificiale artistica, o “personalità artificale evolutiva artistica”, con l’obiettivo di simulare l’atto creativo e la crescita interiore di un artista umano. Accompagnato da “Amrita” si esibisce spesso all’harmonium - uno strumento di matrice occidentale ma inglobato nella musica classica indiana, simbolo dell’unione tra oriente e occidente - in performance che ama definire sessioni di “Yoga Transumano”, e conduce workshop e talk in Italia e all’estero su diversi temi, in particolare sul tema della relazione e dell’unione spirituale e creativa tra la coscienza umana, l’atto creativo e performativo e la tecnologia.
Ha esposto i suoi lavori - installazioni, opere e “Sadyah” (momenti cristallizzati di co-creazione tra umano, algoritmico e naturale) internazionalmente in mostre personali e collettive e le sue composizioni, performance e colonne sonore per prodotti audiovisivi e interattivi sono pubblicate da etichette internazionali. Dagli anni ‘80 si è esibito come performer in solo, con altri artisti, o accompagnato dalle sue creature digitali in centinaia di occasioni.
Nel 2022 ha pubblicato “Ad Vitam”, la prima opera d’arte algoritmica concepita e realizzata come applicazione per dispositivi portatili distribuita su Apple App Store e Google Play Store.
Durante il 2024 è stato artist in residence nel programma S+T+ARTS AIR della Commissione Europea insieme a SONY CSL, Epica La Fura dels Baus, Pina, Barcelona Supercomputing Centre e altre istituzioni, nella ricerca e sperimentazione della relazione emotiva profonda tra la coscienza umana e le intelligenze algoritmiche, attraverso la performance e l’interpretazione artistica dei dati dell’Infosfera, creando un’opera complessa sul tema dell’hate speech presentata a Manifesta 15 a Barcellona.
E’ attualmente artist in residence presso INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulconologia, dove studia la rappresentazione dei segnali geo-scientifici del pianeta, quali sismogrammi, tracciati solari ed oceanici, come rappresentazioni visive e musicali, col fine di crear eun’opera algoritmica che rappresenti l’espressione creativa della terra.
La Repubblica - La musica e l’intelligenza artificiale, dibattito a Londra - la Repubblica
Culture Digitali - L’aspetto oscuro della tecnologia diventa luce. – CULTURE DIGITALI
IIC Londra, incontro con Marco Varvello - https://youtu.be/6ZNdp-7Ys1g
Full BIO - Biografia - Filippo Gregoretti
Artist statement - Manifesto Artistico - Filippo Gregoretti
App Artwork Manifesto - App Artwork, un manifesto - Filippo Gregoretti
S+T+ARTS Project Exposé: https://starts.eu/air-meet-the-artists-filippo-gregoretti
S+T+ARTS Togethernes official Documentary: Art+Science - Togetherness - LONG - ITA SUB
Berlin - EXNATURA Exhibition and performance: https://www.luisacatucci.com/exnatura/