Sento i colori e vedo le linee: linee e forme architettoniche appartengono al mondo razionale da cui provengo, ma sottendono anche simboli e numeri magici, coi colori esprimo la mia energia vitale e le emozioni.
Quando fotografo ritraggo ciò che ricordo, ovvero che, etimologicamente, richiamo al cuore. A volte sono dipinti, a volte immagini filosofiche.
Amo i paesaggi, con particolari che in alcuni casi metto a fuoco, in altri meno.
Mi sento figlia del colorismo veneto nella rappresentazione della pittura del Cinquecento, tra Bellini e Cima da Conegliano, e dell’amore per il Paesaggio in versi, espressa dal poeta pievigino del 900 Andrea Zanzotto.
Talvolta stampo le immagini su supporto che prima dipingo a mano, per lasciare la mia impronta materica.
Condivido quello che diceva Man Ray: é lo studio della pittura che mi ha portato alla fotografia, perché volevo riprodurre i miei quadri.
Mentre scatto mi sembra di prendere appunti: la fotografia é per me uno strumento di annotazione mentale, il mio occhio della mente.