opera
Vortice 14 Marzo
| categoria | Digital art |
| soggetto | Astratto |
| tags | surreal art, abstract art, digital art, contemporary art |
| base | 100 cm |
| altezza | 100 cm |
| profondità | 3 cm |
| anno | 2025 |
Vortice – 14 Marzo
Stampa su metallo
100 × 100 cm
2025
Edizione limitata: 10
Il 14 marzo non è solo una data, ma un punto di frattura.
È il giorno in cui la fine viene dichiarata, ma non ancora compresa. Il momento in cui qualcosa si spezza senza essere davvero assimilato dalla coscienza. La rottura arriva come un evento surreale, perché così viene vissuta: impossibile, inaspettata, soprattutto per chi non la vede arrivare.
Il vortice rappresenta questa sospensione traumatica. Una lite, una visione distorta, un tempo che si blocca. I colori sono smorti, quasi funerei, pietrificati, come se l’emozione fosse rimasta congelata nell’istante esatto della frattura. Non c’è esplosione: c’è collasso.
All’interno della composizione appare una figura maschile ridotta, quasi infantile. Un omino che incarna la codardia di chi non ha il coraggio di parlare, di spiegare, di affrontare. È la rappresentazione del ghosting: l’assenza che ferisce più della presenza, il silenzio che scarica la colpa su chi viene lasciato, annullando anni di relazione e di rispetto.
Questo vortice è la rottura nel suo senso più letterale e crudele. I sentimenti si moltiplicano: tristezza, incredulità, smarrimento. Tutto ciò che sembrava solido — amore, progetti, futuro, idea di nucleo familiare — inizia a cedere.
Attraverso il QR code integrato, l’opera si espande in una dimensione narrativa e dinamica. Nel video generativo si assiste alla lite: la donna e l’omino si confrontano, si scontrano. A un certo punto, la figura maschile viene inghiottita dal piedistallo su cui era stata posta. Scompare. Con lui si spegne tutto:
si spegne l’amore,
si spengono i sogni condivisi,
si spegne un futuro possibile,
si spegne l’idea stessa di famiglia.
Il vortice ingloba ogni cosa nel buio.
Non resta che il vuoto lasciato da ciò che non è stato affrontato.
Stampa su metallo
100 × 100 cm
2025
Edizione limitata: 10
Il 14 marzo non è solo una data, ma un punto di frattura.
È il giorno in cui la fine viene dichiarata, ma non ancora compresa. Il momento in cui qualcosa si spezza senza essere davvero assimilato dalla coscienza. La rottura arriva come un evento surreale, perché così viene vissuta: impossibile, inaspettata, soprattutto per chi non la vede arrivare.
Il vortice rappresenta questa sospensione traumatica. Una lite, una visione distorta, un tempo che si blocca. I colori sono smorti, quasi funerei, pietrificati, come se l’emozione fosse rimasta congelata nell’istante esatto della frattura. Non c’è esplosione: c’è collasso.
All’interno della composizione appare una figura maschile ridotta, quasi infantile. Un omino che incarna la codardia di chi non ha il coraggio di parlare, di spiegare, di affrontare. È la rappresentazione del ghosting: l’assenza che ferisce più della presenza, il silenzio che scarica la colpa su chi viene lasciato, annullando anni di relazione e di rispetto.
Questo vortice è la rottura nel suo senso più letterale e crudele. I sentimenti si moltiplicano: tristezza, incredulità, smarrimento. Tutto ciò che sembrava solido — amore, progetti, futuro, idea di nucleo familiare — inizia a cedere.
Attraverso il QR code integrato, l’opera si espande in una dimensione narrativa e dinamica. Nel video generativo si assiste alla lite: la donna e l’omino si confrontano, si scontrano. A un certo punto, la figura maschile viene inghiottita dal piedistallo su cui era stata posta. Scompare. Con lui si spegne tutto:
si spegne l’amore,
si spengono i sogni condivisi,
si spegne un futuro possibile,
si spegne l’idea stessa di famiglia.
Il vortice ingloba ogni cosa nel buio.
Non resta che il vuoto lasciato da ciò che non è stato affrontato.











