opera
Missing
| categoria | Pittura |
| soggetto | Figura umana, Politico/Sociale, Viaggi |
| tags | persone, tempo, assenza, memoria, viaggio, essenza, società |
| base | 100 cm |
| altezza | 40 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2025 |
Scheda tecnica
Titolo: Missing
Dimensione: 100x40cm
Tecnica : tecnica mista/pittura e incisione di stampa sperimentale
Supporto: lastra di metallo
Tiratura : inedita, non riproducibile
Lastra di metallo incisa, dipinta e stratificata, segnata da tracce di stampa, volti e frammenti testuali. L’opera evoca la memoria collettiva, il passare del tempo e l’idea del viaggio come attraversamento sociale e interiore. Un paesaggio visivo sospeso tra presenza e assenza.
Quest’opera si presenta come una lastra di metallo segnata da incisioni e residui di stampa, in cui l’immagine non si offre mai come unità stabile, ma come stratificazione di tracce. Volti, parole e superfici consumate emergono e scompaiono, costruendo un campo visivo in cui la memoria è frammentaria e continuamente riscritta.
Il metallo, materiale resistente e industriale, diventa qui supporto vulnerabile: inciso, abraso, attraversato dal tempo. La superficie trattiene segni di una società in movimento, fatta di identità parziali, presenze evanescenti e narrazioni interrotte. Il viaggio non è rappresentato come spostamento geografico, ma come condizione esistenziale: un attraversamento di stati, epoche e ruoli sociali.
Il tempo agisce come forza corrosiva e generativa allo stesso tempo, cancellando e rivelando. In questo processo, l’opera si configura come archivio instabile, in cui ciò che manca — il “missing” — diventa elemento centrale, spazio di riflessione sul rapporto tra individuo e collettività, tra memoria privata e immaginario condiviso.
Elisabetta Accoto
Titolo: Missing
Dimensione: 100x40cm
Tecnica : tecnica mista/pittura e incisione di stampa sperimentale
Supporto: lastra di metallo
Tiratura : inedita, non riproducibile
Lastra di metallo incisa, dipinta e stratificata, segnata da tracce di stampa, volti e frammenti testuali. L’opera evoca la memoria collettiva, il passare del tempo e l’idea del viaggio come attraversamento sociale e interiore. Un paesaggio visivo sospeso tra presenza e assenza.
Quest’opera si presenta come una lastra di metallo segnata da incisioni e residui di stampa, in cui l’immagine non si offre mai come unità stabile, ma come stratificazione di tracce. Volti, parole e superfici consumate emergono e scompaiono, costruendo un campo visivo in cui la memoria è frammentaria e continuamente riscritta.
Il metallo, materiale resistente e industriale, diventa qui supporto vulnerabile: inciso, abraso, attraversato dal tempo. La superficie trattiene segni di una società in movimento, fatta di identità parziali, presenze evanescenti e narrazioni interrotte. Il viaggio non è rappresentato come spostamento geografico, ma come condizione esistenziale: un attraversamento di stati, epoche e ruoli sociali.
Il tempo agisce come forza corrosiva e generativa allo stesso tempo, cancellando e rivelando. In questo processo, l’opera si configura come archivio instabile, in cui ciò che manca — il “missing” — diventa elemento centrale, spazio di riflessione sul rapporto tra individuo e collettività, tra memoria privata e immaginario condiviso.
Elisabetta Accoto











