opera
Giubileo 2000
| categoria | Pittura |
| soggetto | Figura umana |
| tags | memoria, società, pace, bambini, preghiera, fede, tempo, speranza |
| base | 110 cm |
| altezza | 50 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2000 |
L’opera presenta una grande lastra di metallo graffiata, sporca, quasi ossidata, su cui convivono tre registri: disegno, scrittura e collage fotografico.
A sinistra emergono, appena tracciati, volti urlanti o sofferenti, come fantasmi: sono sagome nervose, lineari, che suggeriscono paura, dolore, protesta. Al centro esplode un nucleo compatto di immagini di bambini: volti di diverse etnie, espressioni che vanno dal sorriso alla malinconia, piccoli corpi stretti in abbracci, sovrapposti tra loro. Il tutto è circondato da una massa irregolare di materia scura, quasi bruciata, che sembra una ferita o un’esplosione. Attorno, piccoli riquadri fotografici di altri bambini si disperdono verso destra, come frammenti di memoria.
Sul lato destro la lastra è più vuota e chiara: qui compaiono una lunga scritta manoscritta e il profilo inciso di un volto barbuto (forse una figura sacra o simbolica), collegato da una linea che parte dal cuore del collage centrale e arriva a un piccolo elemento circolare rosso, come un chiodo o un sigillo. In alto a sinistra, un timbro rosso inclinato con la scritta “PRIORITÀ” sottolinea la dimensione d’urgenza.
Nel complesso l’opera mette in dialogo il dolore e la vulnerabilità dei bambini con uno sguardo adulto o spirituale che osserva, forse protegge, forse giudica. La durezza del metallo e delle incisioni contrasta con la fragilità delle fotografie, creando un forte impatto emotivo: è una denuncia, ma anche un invito alla responsabilità e alla cura.
A sinistra emergono, appena tracciati, volti urlanti o sofferenti, come fantasmi: sono sagome nervose, lineari, che suggeriscono paura, dolore, protesta. Al centro esplode un nucleo compatto di immagini di bambini: volti di diverse etnie, espressioni che vanno dal sorriso alla malinconia, piccoli corpi stretti in abbracci, sovrapposti tra loro. Il tutto è circondato da una massa irregolare di materia scura, quasi bruciata, che sembra una ferita o un’esplosione. Attorno, piccoli riquadri fotografici di altri bambini si disperdono verso destra, come frammenti di memoria.
Sul lato destro la lastra è più vuota e chiara: qui compaiono una lunga scritta manoscritta e il profilo inciso di un volto barbuto (forse una figura sacra o simbolica), collegato da una linea che parte dal cuore del collage centrale e arriva a un piccolo elemento circolare rosso, come un chiodo o un sigillo. In alto a sinistra, un timbro rosso inclinato con la scritta “PRIORITÀ” sottolinea la dimensione d’urgenza.
Nel complesso l’opera mette in dialogo il dolore e la vulnerabilità dei bambini con uno sguardo adulto o spirituale che osserva, forse protegge, forse giudica. La durezza del metallo e delle incisioni contrasta con la fragilità delle fotografie, creando un forte impatto emotivo: è una denuncia, ma anche un invito alla responsabilità e alla cura.











