opera
Lascia gli occhi
| categoria | Installazione |
| soggetto | Natura |
| tags | |
| base | 150 cm |
| altezza | 250 cm |
| profondità | 150 cm |
| anno | 2025 |
L’opera nasce come un’installazione site specific per i
piani superiori- ex carcere- di Castello Orsini a Soriano
nel Cimino. Il progetto riflette sul doppio significato della parola accecamento. Essa è rivolta sia alla privazione
permanente o momentanea della vista, sia alla pratica
botanica di recidere e potatura di giovani “gemme” - dette occhi- da differenti alberi o piante da frutto.
L’opera possiede due momenti progettuali. La prima,
prevede una fase di raccolta, selezione e fusione in
piombo di gemme tagliate, appartenenti a faggi e nocciole del territorio.
La seconda fase, invece, riporta l’attenzione agli spazi coercitivi del carcere, riflettendo sulla condizione umana e
spaziale di mancata autonomia e negazione della luce.
A livello formale l’installazione richiama la struttura
degli antichi lampadari di stile napoleonico, composto
però da materiali non convenzionali, come Innumerevoli cavi d’acciaio, piastrine di vetro inattinico e piccole
forme in piombo che richiamano le originali gemme recise e poi fuse; negate alla luce.
piani superiori- ex carcere- di Castello Orsini a Soriano
nel Cimino. Il progetto riflette sul doppio significato della parola accecamento. Essa è rivolta sia alla privazione
permanente o momentanea della vista, sia alla pratica
botanica di recidere e potatura di giovani “gemme” - dette occhi- da differenti alberi o piante da frutto.
L’opera possiede due momenti progettuali. La prima,
prevede una fase di raccolta, selezione e fusione in
piombo di gemme tagliate, appartenenti a faggi e nocciole del territorio.
La seconda fase, invece, riporta l’attenzione agli spazi coercitivi del carcere, riflettendo sulla condizione umana e
spaziale di mancata autonomia e negazione della luce.
A livello formale l’installazione richiama la struttura
degli antichi lampadari di stile napoleonico, composto
però da materiali non convenzionali, come Innumerevoli cavi d’acciaio, piastrine di vetro inattinico e piccole
forme in piombo che richiamano le originali gemme recise e poi fuse; negate alla luce.











