opera
Confine dell’infinito
| categoria | Installazione |
| soggetto | Architettura, Astratto, Bellezza, Politico/Sociale |
| tags | |
| base | 60 cm |
| altezza | 258 cm |
| profondità | 60 cm |
| anno | 2026 |
L’installazione si configura come un sito archeologico contemporaneo, in cui una colonna con capitello ionico emerge come reliquia di un presente già stratificato. L’opera è accompagnata da un video che ne amplifica la dimensione temporale e simbolica.
La colonna, costruita in filo spinato, assume la forma di un corpo architettonico ferito. Il materiale, storicamente legato alla separazione e al controllo, diventa la rappresentazione dei confini che l’umanità ha continuamente edificato: limiti mentali, culturali e sociali che definiscono la nostra identità.
Nel groviglio del filo spinato restano impigliati oggetti-simbolo: una corona, un passaporto, bandiere nazionali, un burka con un rosario cristiano e tibetano, un preservativo, una croce farmaceutica; frammenti di potere, fede, appartenenza, corpo.
Questi elementi non raccontano altro che il presente, fissato come reperto.
L’opera invita a riflettere sulla necessità di abbattere tali barriere, non per negare il concetto di confine, ma per ricrearne di nuovi: confini più consapevoli, capaci di rappresentare una futura evoluzione dell’essere umano.
Guarda il video: https://www.instagram.com/p/DUVhmawDOfP/
installazione con video, tecnica mista , materiali: plexiglass, polistirolo, pvc, tessuto, carta, alluminio, lattice, Swarovski
La colonna, costruita in filo spinato, assume la forma di un corpo architettonico ferito. Il materiale, storicamente legato alla separazione e al controllo, diventa la rappresentazione dei confini che l’umanità ha continuamente edificato: limiti mentali, culturali e sociali che definiscono la nostra identità.
Nel groviglio del filo spinato restano impigliati oggetti-simbolo: una corona, un passaporto, bandiere nazionali, un burka con un rosario cristiano e tibetano, un preservativo, una croce farmaceutica; frammenti di potere, fede, appartenenza, corpo.
Questi elementi non raccontano altro che il presente, fissato come reperto.
L’opera invita a riflettere sulla necessità di abbattere tali barriere, non per negare il concetto di confine, ma per ricrearne di nuovi: confini più consapevoli, capaci di rappresentare una futura evoluzione dell’essere umano.
Guarda il video: https://www.instagram.com/p/DUVhmawDOfP/
installazione con video, tecnica mista , materiali: plexiglass, polistirolo, pvc, tessuto, carta, alluminio, lattice, Swarovski











