opera
Paesaggio n°10
| categoria | Pittura |
| soggetto | Architettura |
| base | 80 cm |
| altezza | 100 cm |
| profondità | 4 cm |
| anno | 2025 |
In quest'opera, Giulio Patrizi rivolge la sua attenzione al tessuto urbano compatto delle città medievali. Costruita attraverso una composizione piatta di elementi lignei colorati che richiamano i tradizionali intarsi, l'immagine si dispiega come un fitto intreccio di torri, facciate e volumi architettonici che saturano il campo pittorico.
L'opera fa un chiaro riferimento formale alla pittura del Trecento, in particolare ai grandi cicli di affreschi del Trecento italiano, dove l'architettura non funziona come spazio realistico, bensì come struttura simbolica e narrativa. Come in quelle città dipinte che incorniciano storie sacre e civiche, gli edifici qui si sovrappongono e comprimono il campo visivo, generando una superficie ritmica e ordinata.
"Patrizi riattiva la grammatica visiva della pittura del Trecento, trasformando la città medievale in un'immagine contemporanea. L'architettura perde la sua funzione descrittiva e diventa una struttura modulare di forme, dove memoria, schema e astrazione convergono in un'icona urbana senza tempo."
L'opera fa un chiaro riferimento formale alla pittura del Trecento, in particolare ai grandi cicli di affreschi del Trecento italiano, dove l'architettura non funziona come spazio realistico, bensì come struttura simbolica e narrativa. Come in quelle città dipinte che incorniciano storie sacre e civiche, gli edifici qui si sovrappongono e comprimono il campo visivo, generando una superficie ritmica e ordinata.
"Patrizi riattiva la grammatica visiva della pittura del Trecento, trasformando la città medievale in un'immagine contemporanea. L'architettura perde la sua funzione descrittiva e diventa una struttura modulare di forme, dove memoria, schema e astrazione convergono in un'icona urbana senza tempo."











