La mia ricerca si configura come un percorso di sintesi tra due mondi solo apparentemente antitetici. Il percorso accademico in Pittura, preceduto da una formazione universitaria giuridica (focalizzata sulle strutture urbane quali variabili indipendenti della criminalità), non ha rappresentato una frattura, bensì il motore di una necessità espressiva: indagare i contenuti simbolici/invisibili della realtà e la relazione tra spazio, forma e percezione.
La pittura è per me strumento di indagine psicologica e formale, un mezzo di introspezione per tradurre in forme e percezioni la complessa relazione tra individuo e ambiente. Mi incuriosisce esplorare le fragilità dell’io, utilizzando forme fluide, blocchi monocromatici e sovrapposizioni materiche, che richiamano, in parte, la scomposizione cubista, generando un’astrazione quasi sofferente, in cerca di una propria identità e profondità emotiva.
Parallelamente, nel mio lavoro emerge anche una dimensione più strutturata, quasi architettonica: un campo di forze dove forme acute e campiture dialogano tra loro, scandendo un ritmo compositivo serrato, in cui la geometria è lo strumento per “abitare” la superficie pittorica, in continua ricerca di equilibrio tra tensione e stasi.
Le mie opere si distinguono anche per la capacità di far convivere la struttura geometrica con l’informe materico, offrendo allo spettatore una riflessione profonda sulla perdita di identità contemporanea e sulla fragile architettura del corpo e della mente.
Da qualche anno, esploro inoltre il rapporto tra corpo e spazio, anche attraverso la performance, utilizzando il corpo nelle scene urbane attraverso l’ibridazione uomo-animale e l’uso della Street Art (sculture viventi urbane); il fine è quello di decontestualizzare la realtà e creare un contrasto tra ambiente urbano realistico e rappresentazioni oniriche atemporali, invitando lo spettatore ad una libera interpretazione.
La pittura è per me strumento di indagine psicologica e formale, un mezzo di introspezione per tradurre in forme e percezioni la complessa relazione tra individuo e ambiente. Mi incuriosisce esplorare le fragilità dell’io, utilizzando forme fluide, blocchi monocromatici e sovrapposizioni materiche, che richiamano, in parte, la scomposizione cubista, generando un’astrazione quasi sofferente, in cerca di una propria identità e profondità emotiva.
Parallelamente, nel mio lavoro emerge anche una dimensione più strutturata, quasi architettonica: un campo di forze dove forme acute e campiture dialogano tra loro, scandendo un ritmo compositivo serrato, in cui la geometria è lo strumento per “abitare” la superficie pittorica, in continua ricerca di equilibrio tra tensione e stasi.
Le mie opere si distinguono anche per la capacità di far convivere la struttura geometrica con l’informe materico, offrendo allo spettatore una riflessione profonda sulla perdita di identità contemporanea e sulla fragile architettura del corpo e della mente.
Da qualche anno, esploro inoltre il rapporto tra corpo e spazio, anche attraverso la performance, utilizzando il corpo nelle scene urbane attraverso l’ibridazione uomo-animale e l’uso della Street Art (sculture viventi urbane); il fine è quello di decontestualizzare la realtà e creare un contrasto tra ambiente urbano realistico e rappresentazioni oniriche atemporali, invitando lo spettatore ad una libera interpretazione.




