La mia ricerca pittorica esplora i processi di trasformazione e degrado indotti dal tempo, con il memento mori come nucleo concettuale: un invito alla riflessione sulla transitorietà della materia e sulla relazione tra linguaggio, immagine ed ecosostenibilità.
Il lavoro prende avvio dalla destrutturazione di parole chiave e delle loro stratificazioni semantiche, dando forma a una pratica sperimentale che privilegia metalli e processi di ossidazione. Attraverso un approccio quasi scientifico, l’artista indaga reazioni chimiche diverse, ponendo la sperimentazione come principio operativo.
Le immagini nascono dall’interazione di elementi opposti. I residui delle reazioni diventano pigmenti con cui vengono acquerellate stampe e disegni, creando una continuità tra processo e immagine. Il caso assume ruolo di co-autore, e alcune opere continuano a trasformarsi nel tempo, mutando tonalità e superficie in relazione a temperatura e umidità.
Il lavoro prende avvio dalla destrutturazione di parole chiave e delle loro stratificazioni semantiche, dando forma a una pratica sperimentale che privilegia metalli e processi di ossidazione. Attraverso un approccio quasi scientifico, l’artista indaga reazioni chimiche diverse, ponendo la sperimentazione come principio operativo.
Le immagini nascono dall’interazione di elementi opposti. I residui delle reazioni diventano pigmenti con cui vengono acquerellate stampe e disegni, creando una continuità tra processo e immagine. Il caso assume ruolo di co-autore, e alcune opere continuano a trasformarsi nel tempo, mutando tonalità e superficie in relazione a temperatura e umidità.








