BIO
1973 Reggio Calabria
Si diploma nel 2000 presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nel corso di Decorazione.
La sua ricerca artistica segnata dalla conoscenza e padronanza ormai ventennale del silicone unito ai pigmenti lo porta ad esplorare vari settori creativi, tra cui la pittura, la moda ed i gioielli.
Partecipa a diverse esposizioni in Italia ed all’estero, nel 2012 “The trip” collettiva d’arte presso la Vibe gallery di Londra e alla Galerie du forum Kamil di Montecarlo. Nel 2104 espone al Centro Politecnico di “Leonards Kanelopoulos” a Elefsina-Grecia e sempre nel 2014 ritorna al Principato di Monaco-Montecarlo per esporre all’Ambasciata Italiana per il “Mese della cultura e della lingua italiana”.
Nel 2016 espone presso la galleria d’arte contemporanea Bongiovanni – Bologna e nel 2020 partecipa a Geni comuni presso Museo del presente di Rende (CS) e nello stesso anno ad Art in the bin presso Palazzo Nicolaci di Noto (SR).
Nel 2022 espone al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria con “Materiae” bipersonale con l’artista Saso Pippia. Nel 2022 vince il premio “ELMO” per la categoria arti visive. Nel 2023 partecipa alla collettiva “Forme in superficie” presso il Palazzo della Cultura di Reggio Calabria. Nel 2023 personale dal titolo “Rituali” presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizeferi. Nel 2024 espone alla Galleria Nazionale di Cosenza con la bipersonale “My secret room”. Sempre nel 2024 partecipa alla residenza d’artisti Aspromondo, presso “il Bosco degli artisti” a Gambarie d’Aspromonte realizzando una scultura permanente dal titolo “ il grido silenzioso del bosco” e con le opere SKIN partecipa alla 2° Biennale dello stretto presso il forte Siacci di Campo Calabro.
Vive e lavora a Reggio Calabria
Pubblicazioni
Plubblicazione dell’opera “stelle cadenti” nella rivista Postcolonial Studies Journal dal titolo Postcolonial Europe a cura di Cristina Lombardi-Diop e Caterina Romeo. L’opera risulta nella copertina del volume e nell’introduzione. La rivista cartacea è pubblicata negli Stati Uniti, Australia e Regno Unito ed on line in tutto il mondo, 2016. ISSN 1368-8790
Percorsi d’arte italiana – Rubbettino editore, 2016 a cura di Giorgio Di Genova, Enzo Le Pera ISBN 9788849849448
Forme in superficie - Silvana Editoriale, 2023 a cura di Pasquale Fameli ISBN 9788836655441
Sono un artista che lavora sulla soglia: tra visibile e invisibile, tra materia e tensione, tra gesto e conseguenza. La mia ricerca nasce da un’urgenza concreta, fisica, che mi porta a trasformare materiali e superfici in luoghi di pressione, dove qualcosa accade davvero, non viene semplicemente rappresentato.
Il vetro e lo specchio sono elementi centrali nel mio lavoro. Mi interessano per la loro fragilità e per la loro capacità di riflettere, ma soprattutto per il momento in cui questa funzione si interrompe. La frattura, per me, non è distruzione: è rivelazione. È il punto in cui una forza invisibile diventa forma. Quando piego il vetro dopo averlo rotto, non cerco di ripararlo, ma di continuare quel processo, di accompagnare la materia oltre il suo limite. In quel gesto c’è una violenza controllata, una tensione che non esplode ma si trattiene, si organizza, si rende visibile.
Non separo mai l’idea dal gesto. L’opera non rappresenta qualcosa: accade. Utilizzo materiali come silicone, acqua, pigmenti, chiodi, martelli. Il silicone, in particolare, è un elemento che ritorna spesso nella mia ricerca: è un materiale ambiguo, elastico, capace di unire e allo stesso tempo di trattenere. Mi permette di lavorare sulla relazione tra le parti, sulla sospensione, sulla tenuta delle tensioni. Non è solo un legante, ma una presenza attiva, quasi organica, che partecipa alla costruzione dell’opera.
Attraverso questi materiali costruisco dispositivi: sistemi in cui le forze si incontrano, si contrastano, si stabilizzano temporaneamente. Mi interessa rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto: una pressione, una vibrazione, un equilibrio instabile.
Il mio lavoro si muove dentro una dimensione concettuale, ma resta sempre legato alla materia. Ho bisogno che l’energia si incarni, che lasci una traccia reale. Ogni opera è un tentativo di rendere visibile una tensione, interiore e allo stesso tempo universale.
Non cerco un risultato estetico, ma una necessità. L’opera, per me, è il punto in cui qualcosa si rivela: quando la materia smette di essere neutra e diventa testimonianza di una forza che l’ha attraversata.
1973 Reggio Calabria
Si diploma nel 2000 presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nel corso di Decorazione.
La sua ricerca artistica segnata dalla conoscenza e padronanza ormai ventennale del silicone unito ai pigmenti lo porta ad esplorare vari settori creativi, tra cui la pittura, la moda ed i gioielli.
Partecipa a diverse esposizioni in Italia ed all’estero, nel 2012 “The trip” collettiva d’arte presso la Vibe gallery di Londra e alla Galerie du forum Kamil di Montecarlo. Nel 2104 espone al Centro Politecnico di “Leonards Kanelopoulos” a Elefsina-Grecia e sempre nel 2014 ritorna al Principato di Monaco-Montecarlo per esporre all’Ambasciata Italiana per il “Mese della cultura e della lingua italiana”.
Nel 2016 espone presso la galleria d’arte contemporanea Bongiovanni – Bologna e nel 2020 partecipa a Geni comuni presso Museo del presente di Rende (CS) e nello stesso anno ad Art in the bin presso Palazzo Nicolaci di Noto (SR).
Nel 2022 espone al Palazzo della Cultura di Reggio Calabria con “Materiae” bipersonale con l’artista Saso Pippia. Nel 2022 vince il premio “ELMO” per la categoria arti visive. Nel 2023 partecipa alla collettiva “Forme in superficie” presso il Palazzo della Cultura di Reggio Calabria. Nel 2023 personale dal titolo “Rituali” presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizeferi. Nel 2024 espone alla Galleria Nazionale di Cosenza con la bipersonale “My secret room”. Sempre nel 2024 partecipa alla residenza d’artisti Aspromondo, presso “il Bosco degli artisti” a Gambarie d’Aspromonte realizzando una scultura permanente dal titolo “ il grido silenzioso del bosco” e con le opere SKIN partecipa alla 2° Biennale dello stretto presso il forte Siacci di Campo Calabro.
Vive e lavora a Reggio Calabria
Pubblicazioni
Plubblicazione dell’opera “stelle cadenti” nella rivista Postcolonial Studies Journal dal titolo Postcolonial Europe a cura di Cristina Lombardi-Diop e Caterina Romeo. L’opera risulta nella copertina del volume e nell’introduzione. La rivista cartacea è pubblicata negli Stati Uniti, Australia e Regno Unito ed on line in tutto il mondo, 2016. ISSN 1368-8790
Percorsi d’arte italiana – Rubbettino editore, 2016 a cura di Giorgio Di Genova, Enzo Le Pera ISBN 9788849849448
Forme in superficie - Silvana Editoriale, 2023 a cura di Pasquale Fameli ISBN 9788836655441
Sono un artista che lavora sulla soglia: tra visibile e invisibile, tra materia e tensione, tra gesto e conseguenza. La mia ricerca nasce da un’urgenza concreta, fisica, che mi porta a trasformare materiali e superfici in luoghi di pressione, dove qualcosa accade davvero, non viene semplicemente rappresentato.
Il vetro e lo specchio sono elementi centrali nel mio lavoro. Mi interessano per la loro fragilità e per la loro capacità di riflettere, ma soprattutto per il momento in cui questa funzione si interrompe. La frattura, per me, non è distruzione: è rivelazione. È il punto in cui una forza invisibile diventa forma. Quando piego il vetro dopo averlo rotto, non cerco di ripararlo, ma di continuare quel processo, di accompagnare la materia oltre il suo limite. In quel gesto c’è una violenza controllata, una tensione che non esplode ma si trattiene, si organizza, si rende visibile.
Non separo mai l’idea dal gesto. L’opera non rappresenta qualcosa: accade. Utilizzo materiali come silicone, acqua, pigmenti, chiodi, martelli. Il silicone, in particolare, è un elemento che ritorna spesso nella mia ricerca: è un materiale ambiguo, elastico, capace di unire e allo stesso tempo di trattenere. Mi permette di lavorare sulla relazione tra le parti, sulla sospensione, sulla tenuta delle tensioni. Non è solo un legante, ma una presenza attiva, quasi organica, che partecipa alla costruzione dell’opera.
Attraverso questi materiali costruisco dispositivi: sistemi in cui le forze si incontrano, si contrastano, si stabilizzano temporaneamente. Mi interessa rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto: una pressione, una vibrazione, un equilibrio instabile.
Il mio lavoro si muove dentro una dimensione concettuale, ma resta sempre legato alla materia. Ho bisogno che l’energia si incarni, che lasci una traccia reale. Ogni opera è un tentativo di rendere visibile una tensione, interiore e allo stesso tempo universale.
Non cerco un risultato estetico, ma una necessità. L’opera, per me, è il punto in cui qualcosa si rivela: quando la materia smette di essere neutra e diventa testimonianza di una forza che l’ha attraversata.








