La mia ricerca artistica si concentra sul mondo femminile e sulla sua natura, indagando i condizionamenti di genere e di ruolo, la costruzione dell’identità e la tensione verso la libertà. Attraverso la figura umana, e talvolta animale, esploro il conflitto tra ciò che viene imposto e ciò che autenticamente siamo, mettendo in discussione modelli interiorizzati e aspettative sociali. Il progetto "Edmea Revolution" prende il nome dalla mia bisnonna Edmea, vissuta tra Otto e Novecento e ricordata in famiglia per aver scardinato i ruoli di genere del suo tempo. A lei è dedicata una riflessione che attraversa la pittura e la scultura come atto di affermazione e di resistenza silenziosa. Nelle mie opere pittoriche le figure sono caratterizzate da occhi ispirati all’oculo del Pantheon, simbolo di apertura e di connessione tra interiorità e infinito. Capigliature in ferro battuto, tacchi vertiginosi, anelli giganteschi, guaine maiolicate, sfondi di tappezzeria, nappe e accessori evocano un universo domestico e simbolico, familiare e insieme ambivalente. La nudità diventa un manifesto di libertà, uno spazio non mediato in cui l’essere può finalmente sottrarsi al giudizio.Attraverso la scultura modulare esprimo una visione dell’umanità ispirata ai frattali e alle leggi di aggregazione molecolare. Creo frammenti d’infinito che, solo ruotando e combinandosi, trovano il proprio incastro generando forme che ricordano fiori, nuvole o cristalli. Strutture aperte, potenzialmente illimitate, che alludono a relazioni umane capaci di superare il singolo per costruire l’universale.

