Gabriele Brugnaro - artista e saggista d'avanguardia - elegge lo spazio digitale e i canali culturali a palinsesto di indagine fenomenologica. Attraverso la fusione tra pittura concettuale e filosofica, l'autore conduce una propria analisi critica della società e dell’essere umano che la abita.
Esposizioni
2018 | Spazio Martucci 56, Napoli. Cromie, a cura di S. Pasquali.
2014 | Times Square, New York City. #SEEMETAKEOVER.
2014 | Casa dei Carraresi, Treviso. IV Rassegna di Arte Contemporanea, a cura di D. Buso.
2013 | Casa dei Carraresi, Treviso. III Rassegna di Arte Contemporanea, a cura di D. Buso.
2013 | Caffè Letterario, Via Ostiense, Roma. Mostra collettiva, a cura di S. Pasquali.
2012 | L'Officina / Studio Tommaseo, Trieste. Progetto Internazionale 20x20, a cura di Galleria Associazione Culturale.
2009 | Studio D'Ars, Via S. Agnese, Milano. Il Corpo – Sopra la pelle, sotto la pelle, a cura di G. Chiesa (Presentazione del ciclo Caos Sommerso).
2009 | Forlì. Vernice Art Fair (7ª Edizione), ForlìFiera (Primi sviluppi sperimentali del Ciclo della Stratificazione).
2008 | Superstudio Più, Milano (Novembre). Arte Accessibile Milano (AAM) (Presentazione dell'opera Massa Refrattaria e dei lavori strutturali su basi rigide).
2008 | SpazioUno MDA, Milano. Mostra collettiva 345.
1996 | Miart, Milano. Prima edizione – Parco Novegro – Fiera d'Arte Moderna e Contemporanea.
1995 | MALTA. First International Art Biennale, a cura di Dame F. Tempra.
Nota Bio-Critica
Gabriele Brugnaro delinea la figura di un artefice il cui percorso d'avanguardia si dipana attraverso un’incessante metamorfosi dei linguaggi, fondando la propria ricerca sul concetto di stratificazione ed evoluzione temporale. Attivo dagli anni '90, l'artista muove i primi passi all'interno di una rigorosa indagine pittorica figurativa, intesa come fondamentale palestra strutturale per la gestione dello spazio e del soggetto.
Il punto di svolta della sua ricerca si compie attraverso un radicale superamento della bidimensionalità tradizionale, in cui la superficie dell'opera cessa di essere piano inerte per farsi corpo vivo e palinsesto sensibile. L'accumulo reiterato di elementi antropici e industriali sottratti al circuito del consumo avvia la fase della sedimentazione polimaterica. Questo viaggio analitico, teso a indagare la profondità plastica e concettuale dell'opera, si sviluppa in anni recenti anche sul fronte della grafica generativa digitale e nella dimensiona effimera della performance, senza tuttavia mai abbandonare la ricerca sulla materia fisica. La sua produzione artistica vive così di un moto pendolare, un'alternanza metodologica e concettuale che si esprime a volte attraverso un linguaggio puramente metafisico e astratto, altre vezes attraverso una prassi empirica e ancorata alla realtà oggettuale.
Nelle sue architetture visive contemporanee, la densità plastica si struttura come un'archeologia spietata della condizione umana. L’opera diviene una membrana liminale, una soglia permeabile posta a custodia e comunicazione tra l'abisso psicologico dell'Io e la reality collettiva, risolvendosi in un dialogo continuo tra l’oggettualità pesante del detrito empirico e il flusso algoritmico del puro codice metafisico.
Poetica e Filosofia
L'Alternanza Linguistica: Tra l'Assoluto Metafisico e la Prassi Empirica
L'intero impianto teorico di Brugnaro è governato da una feconda tensione bipolare che vede l'artista oscillare costantemente tra l'indagine empirica e la sintesi metafisica. Da un lato, la componente empirica si manifesta nell'esperienza diretta e sensoriale della materia grezza, del detrito quotidiano e della manipolazione fisica delle cose, assunte come testimonianze tangibili del vissuto e della cronaca dell'umanità. Dall'altro, interviene lo sguardo metafisico che estrae questi elementi dal loro contesto logico per proiettarli in una dimensione universale, dove le forme si purificano, si fanno silenziose e interrogano i principi primi dell'Essere. Questa alternanza non genera frammentazione, ma costituisce il battito cardiaco di una ricerca che decodifica la complessità del reale sia attraverso l'immanenza dell'oggetto sia attraverso la trascendenza del concetto.
Il Flusso Pendolare: La Coesistenza di Materia e Digitale
Lungi dal rappresentare una rottura o un definitivo abbandono della fisicità, l'approdo dell'artista alla grafica generativa digitale e alle azioni performative costituisce l'estensione logica della sua pratica polimaterica. I due mondi coesistono e si alimentano a vicenda in un ciclo continuo: la densità della stratificazione fisica si sublima e si specchia nel codice algoritmico, mentre la rarefazione immateriale del digitale trova nuova linfa e spessore plastico nel ritorno alla tridimensionalità terrestre. In questa alternanza controllata, l'archetipo materico non scompare, ma si converte temporaneamente in flusso energetico, per poi riappropriarsi della gravità del supporto rigido, dimostrando che l'immateriale e il corporeo sono manifestazioni parallele della medesima urgenza espressiva.
L'Evoluzione della Memoria: dall'Immagine alla Maieutica Socratica
Se nella prima stagione figurativa la memoria era affidata alla fedeltà documentaria della forma, nella maturità l'atto creativo agisce come catalizzatore di una vera e propria maieutica socratica. L'opera non imita il reale e non impone verità dogmatiche; al contrario, attraverso lo shock intellettuale della provocazione e dell'ironia visiva, Brugnaro scardina le false certezze del quotidiano per far partorire alla materia grezza la sua essenza più profonda. Il manufatto si traduce in un invito pressante al "Conosci te stesso", elevando l'osservatore oltre le illusioni del contingente e spingendolo a rintracciare la propria autentica dimensione spirituale sotto il peso delle sovrastrutture contemporanee.
Esposizioni
2018 | Spazio Martucci 56, Napoli. Cromie, a cura di S. Pasquali.
2014 | Times Square, New York City. #SEEMETAKEOVER.
2014 | Casa dei Carraresi, Treviso. IV Rassegna di Arte Contemporanea, a cura di D. Buso.
2013 | Casa dei Carraresi, Treviso. III Rassegna di Arte Contemporanea, a cura di D. Buso.
2013 | Caffè Letterario, Via Ostiense, Roma. Mostra collettiva, a cura di S. Pasquali.
2012 | L'Officina / Studio Tommaseo, Trieste. Progetto Internazionale 20x20, a cura di Galleria Associazione Culturale.
2009 | Studio D'Ars, Via S. Agnese, Milano. Il Corpo – Sopra la pelle, sotto la pelle, a cura di G. Chiesa (Presentazione del ciclo Caos Sommerso).
2009 | Forlì. Vernice Art Fair (7ª Edizione), ForlìFiera (Primi sviluppi sperimentali del Ciclo della Stratificazione).
2008 | Superstudio Più, Milano (Novembre). Arte Accessibile Milano (AAM) (Presentazione dell'opera Massa Refrattaria e dei lavori strutturali su basi rigide).
2008 | SpazioUno MDA, Milano. Mostra collettiva 345.
1996 | Miart, Milano. Prima edizione – Parco Novegro – Fiera d'Arte Moderna e Contemporanea.
1995 | MALTA. First International Art Biennale, a cura di Dame F. Tempra.
Nota Bio-Critica
Gabriele Brugnaro delinea la figura di un artefice il cui percorso d'avanguardia si dipana attraverso un’incessante metamorfosi dei linguaggi, fondando la propria ricerca sul concetto di stratificazione ed evoluzione temporale. Attivo dagli anni '90, l'artista muove i primi passi all'interno di una rigorosa indagine pittorica figurativa, intesa come fondamentale palestra strutturale per la gestione dello spazio e del soggetto.
Il punto di svolta della sua ricerca si compie attraverso un radicale superamento della bidimensionalità tradizionale, in cui la superficie dell'opera cessa di essere piano inerte per farsi corpo vivo e palinsesto sensibile. L'accumulo reiterato di elementi antropici e industriali sottratti al circuito del consumo avvia la fase della sedimentazione polimaterica. Questo viaggio analitico, teso a indagare la profondità plastica e concettuale dell'opera, si sviluppa in anni recenti anche sul fronte della grafica generativa digitale e nella dimensiona effimera della performance, senza tuttavia mai abbandonare la ricerca sulla materia fisica. La sua produzione artistica vive così di un moto pendolare, un'alternanza metodologica e concettuale che si esprime a volte attraverso un linguaggio puramente metafisico e astratto, altre vezes attraverso una prassi empirica e ancorata alla realtà oggettuale.
Nelle sue architetture visive contemporanee, la densità plastica si struttura come un'archeologia spietata della condizione umana. L’opera diviene una membrana liminale, una soglia permeabile posta a custodia e comunicazione tra l'abisso psicologico dell'Io e la reality collettiva, risolvendosi in un dialogo continuo tra l’oggettualità pesante del detrito empirico e il flusso algoritmico del puro codice metafisico.
Poetica e Filosofia
L'Alternanza Linguistica: Tra l'Assoluto Metafisico e la Prassi Empirica
L'intero impianto teorico di Brugnaro è governato da una feconda tensione bipolare che vede l'artista oscillare costantemente tra l'indagine empirica e la sintesi metafisica. Da un lato, la componente empirica si manifesta nell'esperienza diretta e sensoriale della materia grezza, del detrito quotidiano e della manipolazione fisica delle cose, assunte come testimonianze tangibili del vissuto e della cronaca dell'umanità. Dall'altro, interviene lo sguardo metafisico che estrae questi elementi dal loro contesto logico per proiettarli in una dimensione universale, dove le forme si purificano, si fanno silenziose e interrogano i principi primi dell'Essere. Questa alternanza non genera frammentazione, ma costituisce il battito cardiaco di una ricerca che decodifica la complessità del reale sia attraverso l'immanenza dell'oggetto sia attraverso la trascendenza del concetto.
Il Flusso Pendolare: La Coesistenza di Materia e Digitale
Lungi dal rappresentare una rottura o un definitivo abbandono della fisicità, l'approdo dell'artista alla grafica generativa digitale e alle azioni performative costituisce l'estensione logica della sua pratica polimaterica. I due mondi coesistono e si alimentano a vicenda in un ciclo continuo: la densità della stratificazione fisica si sublima e si specchia nel codice algoritmico, mentre la rarefazione immateriale del digitale trova nuova linfa e spessore plastico nel ritorno alla tridimensionalità terrestre. In questa alternanza controllata, l'archetipo materico non scompare, ma si converte temporaneamente in flusso energetico, per poi riappropriarsi della gravità del supporto rigido, dimostrando che l'immateriale e il corporeo sono manifestazioni parallele della medesima urgenza espressiva.
L'Evoluzione della Memoria: dall'Immagine alla Maieutica Socratica
Se nella prima stagione figurativa la memoria era affidata alla fedeltà documentaria della forma, nella maturità l'atto creativo agisce come catalizzatore di una vera e propria maieutica socratica. L'opera non imita il reale e non impone verità dogmatiche; al contrario, attraverso lo shock intellettuale della provocazione e dell'ironia visiva, Brugnaro scardina le false certezze del quotidiano per far partorire alla materia grezza la sua essenza più profonda. Il manufatto si traduce in un invito pressante al "Conosci te stesso", elevando l'osservatore oltre le illusioni del contingente e spingendolo a rintracciare la propria autentica dimensione spirituale sotto il peso delle sovrastrutture contemporanee.








