Ho iniziato a dipingere nel 2016, dopo un viaggio a Parigi che ha segnato per me l’inizio di un percorso creativo personale. Non ho una formazione accademica in arte: sono autodidatta e ho imparato negli anni, ritagliando tempo quando possibile, spesso durante le ferie.
Da oltre dieci anni lavoro nel mondo umanitario, in contesti segnati da povertà, guerra e sofferenza. Ho vissuto e lavorato in luoghi come l’Iraq, l’Afghanistan e Gaza, dove la realtà quotidiana mette costantemente alla prova lo sguardo e le emozioni.
La pittura è diventata per me uno spazio necessario: un modo per dare forma a ciò che vedo e, soprattutto, a ciò che sento. Dipingere mi permette di elaborare esperienze intense, di trasformare il peso delle immagini e delle storie incontrate in colore, materia e gesto. Le mie opere nascono da questo bisogno di espressione: non come racconto diretto della realtà, ma come tentativo di restituirne l’impatto emotivo e umano.
Da oltre dieci anni lavoro nel mondo umanitario, in contesti segnati da povertà, guerra e sofferenza. Ho vissuto e lavorato in luoghi come l’Iraq, l’Afghanistan e Gaza, dove la realtà quotidiana mette costantemente alla prova lo sguardo e le emozioni.
La pittura è diventata per me uno spazio necessario: un modo per dare forma a ciò che vedo e, soprattutto, a ciò che sento. Dipingere mi permette di elaborare esperienze intense, di trasformare il peso delle immagini e delle storie incontrate in colore, materia e gesto. Le mie opere nascono da questo bisogno di espressione: non come racconto diretto della realtà, ma come tentativo di restituirne l’impatto emotivo e umano.





