Giuseppe Marinelli (Castellana Grotte, 1990) conclude il suo percorso di studi nel 2019 dopo aver frequentato il corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.
Durante la sua formazione concentra la sua ricerca artistica sulle tecniche della pittura tradizionale approfondendo le tematiche che da secoli hanno sensibilizzato generazioni di artisti, come nature morte, figura umana e paesaggio, ponendo particolare attenzione al dato compositivo.
Oltre alla pittura, Giuseppe Marinelli ha operato anche attraverso linguaggi sperimentali che vedono protagonista la materia organica come mezzo espressivo.
Attualmente vive e lavora tra Veneto, Trentino e Puglia, territori che stimolano la sua arte perché gli consentono di essere a contatto con la natura che diviene il tema centrale delle sue opere in diversi cicli di lavoro.
Il regno animale ha parecchia importanza per l’artista che lo ha portato anche a sperimentare attraverso la scultura, infatti, partendo da un cranio di un animale ne completa l’anatomia con un filo di acciaio intrecciato a mano come se fosse il segno continuo di una matita che lascia la sua traccia su di un foglio.
Dal 2013 partecipa a numerosi progetti espositivi organizzati in spazi pubblici e privati, tra Bari, Roma, Torino, Venezia e anche all’estero.
La sua prima mostra personale, intitolata “LA PELLE NOMADFE DELLA PITTURA”, si tiene a Bari nel 2018 presso la galleria “VERNICE ARTE”.
Lo stesso anno è selezionato al Premio Catel esponendo un’opera presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma in un progetto a cura di Vittorio Sgarbi.
Tra le mostre più importanti vi è la partecipazione alla terza edizione di “ARTEFICI DEL NOSTRO TEMPO” nel 2022 in occasione della 59^ edizione della Biennale di Venezia “THE MILK OF DREAMS”, presso il padiglione 29 di Forte Marghera, in una mostra collettiva organizzata in collaborazione con il padiglione Venezia della Biennale e MUVE.
Inoltre è finalista all’Exibart prize 2022/23 e nello stesso anno rientra nel progetto espositivo “ACCIONS- CRISI CLIMATICA, ARTE E SCIENZA” presso l’Istituto Cartografico e Geologico di Barcellona presentando i suoi “PAESAGGI EPIDERMICI” sviluppati sul tema del cambiamento climatico.
Espone a Paratissima 2023 con la mostra "ECDISI - le infinite mute dell'animo " presso la Cavallerizza reale a Torino e premiato nella stessa occasione per il CONTEMPORARY VISION PRIZE che lo porta ancora una volta tra i protagonisti dell’art week torinese nel 2024, questa volta per il progetto “TUNE IN” all’interno delle Palazzine di Corso Mortara.
Nella sua ultima mostra personale intitolata “INTERSTIZI ENTRIOPICI”, svoltasi a Palazzo Cozzolongo a Turi (BA), indaga sul tema del disordine presentando composizioni caotiche tra vari disegni a china e dipinti.
L’ultimo progetto lo svolge presso il Museo d’ Arte Contemporanea di Cavalese con la mostra “TRE ATTI”, a cura di Elsa Barbieri, esponendo le sue opere all’interno del museo e all’esterno, lungo l’argine del torrente Gambis, evocando tra la comunità locale la presenza della fauna selvatica.
Durante la sua formazione concentra la sua ricerca artistica sulle tecniche della pittura tradizionale approfondendo le tematiche che da secoli hanno sensibilizzato generazioni di artisti, come nature morte, figura umana e paesaggio, ponendo particolare attenzione al dato compositivo.
Oltre alla pittura, Giuseppe Marinelli ha operato anche attraverso linguaggi sperimentali che vedono protagonista la materia organica come mezzo espressivo.
Attualmente vive e lavora tra Veneto, Trentino e Puglia, territori che stimolano la sua arte perché gli consentono di essere a contatto con la natura che diviene il tema centrale delle sue opere in diversi cicli di lavoro.
Il regno animale ha parecchia importanza per l’artista che lo ha portato anche a sperimentare attraverso la scultura, infatti, partendo da un cranio di un animale ne completa l’anatomia con un filo di acciaio intrecciato a mano come se fosse il segno continuo di una matita che lascia la sua traccia su di un foglio.
Dal 2013 partecipa a numerosi progetti espositivi organizzati in spazi pubblici e privati, tra Bari, Roma, Torino, Venezia e anche all’estero.
La sua prima mostra personale, intitolata “LA PELLE NOMADFE DELLA PITTURA”, si tiene a Bari nel 2018 presso la galleria “VERNICE ARTE”.
Lo stesso anno è selezionato al Premio Catel esponendo un’opera presso i Musei di San Salvatore in Lauro a Roma in un progetto a cura di Vittorio Sgarbi.
Tra le mostre più importanti vi è la partecipazione alla terza edizione di “ARTEFICI DEL NOSTRO TEMPO” nel 2022 in occasione della 59^ edizione della Biennale di Venezia “THE MILK OF DREAMS”, presso il padiglione 29 di Forte Marghera, in una mostra collettiva organizzata in collaborazione con il padiglione Venezia della Biennale e MUVE.
Inoltre è finalista all’Exibart prize 2022/23 e nello stesso anno rientra nel progetto espositivo “ACCIONS- CRISI CLIMATICA, ARTE E SCIENZA” presso l’Istituto Cartografico e Geologico di Barcellona presentando i suoi “PAESAGGI EPIDERMICI” sviluppati sul tema del cambiamento climatico.
Espone a Paratissima 2023 con la mostra "ECDISI - le infinite mute dell'animo " presso la Cavallerizza reale a Torino e premiato nella stessa occasione per il CONTEMPORARY VISION PRIZE che lo porta ancora una volta tra i protagonisti dell’art week torinese nel 2024, questa volta per il progetto “TUNE IN” all’interno delle Palazzine di Corso Mortara.
Nella sua ultima mostra personale intitolata “INTERSTIZI ENTRIOPICI”, svoltasi a Palazzo Cozzolongo a Turi (BA), indaga sul tema del disordine presentando composizioni caotiche tra vari disegni a china e dipinti.
L’ultimo progetto lo svolge presso il Museo d’ Arte Contemporanea di Cavalese con la mostra “TRE ATTI”, a cura di Elsa Barbieri, esponendo le sue opere all’interno del museo e all’esterno, lungo l’argine del torrente Gambis, evocando tra la comunità locale la presenza della fauna selvatica.








