Mi interessa la condizione esistenziale femminile, profondamente scissa tra l’aspirazione a realizzarsi fuori, nel mondo dell’uomo (l’avventura, la conquista, il potere, la carriera professionale, l’identità culturale, etc.) e l’altra, quella più intima e nascosta, del corpo-relazione e il suo ritmo profondo e autentico connesso con la natura, il sacro, il mistero. Dunque il mio campo d’indagine è il corpo femminile, poiché porta all’interno di sé la nostalgia dell’Altrove, la nostalgia di un legame con la Natura che la società contemporanea ha irrimediabilmente perduto.
Tutta la mia attività artistica è dunque la ricerca di questa origine, della persistenza di qualcosa di originario, insito nella vita, nella natura vivente, in un corpo integrante e pensante, organismo materico, cosciente, esperienziale, sensibile, in costante interazione con l’ambiente.
Attraverso la stesura coloristica, che costruisce la forma e poi in alcuni punti la disfa, e la scelta dei colori e il loro accostamento in un processo sostanzialmente intuitivo, e il senso intimamente corporeo che attribuisco al colore e alla sensazione che esso può evocare, e il gesto pittorico con la sua perturbazione, posso creare dei luoghi, forse, dove la percezione può lavorare sul corpo dall’interno, ed entrare in un tempo sospeso, in uno stato di contemplazione di espansione della coscienza, dove poter sentire la condivisione del respiro con tutti gli esseri e le cose, identificarsi con la terra e tutte le sue creature, dissolversi, ricostituirsi, espandersi in un ritmo vitale eterno e circolare, in una relazione costante e continua, in un perpetuo scambio di materia mediante il quale l’essere umano è immerso nel mondo.
Per la necessità urgente di una diversa percezione dell’ambiente, non più come terreno da conquistare e sfruttare, ma come invece luogo da proteggere e da coabitare.
Tutta la mia attività artistica è dunque la ricerca di questa origine, della persistenza di qualcosa di originario, insito nella vita, nella natura vivente, in un corpo integrante e pensante, organismo materico, cosciente, esperienziale, sensibile, in costante interazione con l’ambiente.
Attraverso la stesura coloristica, che costruisce la forma e poi in alcuni punti la disfa, e la scelta dei colori e il loro accostamento in un processo sostanzialmente intuitivo, e il senso intimamente corporeo che attribuisco al colore e alla sensazione che esso può evocare, e il gesto pittorico con la sua perturbazione, posso creare dei luoghi, forse, dove la percezione può lavorare sul corpo dall’interno, ed entrare in un tempo sospeso, in uno stato di contemplazione di espansione della coscienza, dove poter sentire la condivisione del respiro con tutti gli esseri e le cose, identificarsi con la terra e tutte le sue creature, dissolversi, ricostituirsi, espandersi in un ritmo vitale eterno e circolare, in una relazione costante e continua, in un perpetuo scambio di materia mediante il quale l’essere umano è immerso nel mondo.
Per la necessità urgente di una diversa percezione dell’ambiente, non più come terreno da conquistare e sfruttare, ma come invece luogo da proteggere e da coabitare.