OCRA E NERO è la mia ricerca pittorica sull’universo femminile: non ritratti fedeli, ma segni essenziali e carichi di significato. Lavoro con una palette ridotta — ocra, nero, bianco e un rosso come punto ardente — per far emergere figure sospese tra forza e fragilità, in un dialogo silenzioso con ciò che resta sotto la superficie.
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BIO
Classe 1973, sono un’esteta e una creativa e derivo la mia sensibilità per l’immagine dal mondo della grafica, dell’advertising e della comunicazione.
Nel 2002 unisco la pittura a musica e scrittura, e inizio da autodidatta la produzione delle prime tele.
Ho partecipato negli anni a tre collettive:
• Art Happening Day – Varese 2007;
• Just Cavalli Glam Art – Milano 2013;
• 14° Premio Nazionale d’Arte della Città di Novara - Novara 2014.
Nel 2016 affino la mia tecnica pittorica sotto la guida del Maestro Carlo Monti.
Porto nella pittura l’attenzione per l’inquadratura, per ciò che viene messo a fuoco e per ciò che resta fuori campo. La mia è una pittura discontinua, perché tira fuori una parte di me che non sempre ho la possibilità o la forza di ascoltare: quando accade, la tela diventa il luogo in cui quella parte prende forma, senza mediazioni.
Dentro questa continuità nasce "Il corpo che guarda", serie sullo sguardo come forma di potere: desiderio, giudizio, controllo, ma anche risposta e sottrazione. Qui lo sguardo non è solo negli occhi: è postura e confine, schiena che si offre e si difende, mano che censura, gesto interrotto, soglia attraversata o negata. Anche quando gli occhi sono chiusi, la figura continua a “guardare”: attraverso il corpo, la luce e l’ombra, e la tensione tra ciò che si mostra e ciò che si trattiene.
Per amplificare questa dimensione, l’artista affianca alla pittura un intervento sonoro generato con l’AI: a partire dalle immagini dei quadri, l’intelligenza artificiale è stata guidata a comporre una melodia-interpretazione di ciascuna opera mettendo in dialogo il gesto lento e fisico del colore con una traduzione digitale e algoritmica. Non come colonna sonora descrittiva, ma come eco sensoriale: micro-variazioni, sospensioni e ripetizioni traducono in suono la pressione del giudizio, l’ambiguità del desiderio, i momenti di sottrazione.
Il metodo di definizione dello stile musicale nasce da una traduzione coerente tra parametri visivi e parametri sonori. L’AI ha analizzato i colori predominanti di ogni dipinto (palette, saturazione, luminosità e contrasti) e ha associato a ciascun colore una nota secondo una regola costante: lunghezza d’onda → altezza del suono, luminosità → ottava, saturazione → dinamica, distribuzione nello spazio → ritmo. Da questa mappa visivo-sonora ha generato una melodia originale modellata sulla composizione del quadro, restituendola in forma di partitura (notazione tradizionale) oppure come notazione semplificata (Do–Re–Mi), formato ABC, MIDI (con istruzioni per la generazione) o come descrizione armonica con accompagnamento. La musica diventa così un secondo livello di visione: non spiega l’immagine, la attraversa, rendendo udibile il modo in cui, in questa serie, lo sguardo è anche una presenza che si sente.
LE OPERE CON LA CORRISPONDENTE MUSICA GENERATIVA SONO FRUIBILI SU: YOUTUBE - playlist "Il corpo che guarda".
QUI INVECE LA MIA VIDEO PRESENTAZIONE DI: Il corpo che guarda.
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BIO
Classe 1973, sono un’esteta e una creativa e derivo la mia sensibilità per l’immagine dal mondo della grafica, dell’advertising e della comunicazione.
Nel 2002 unisco la pittura a musica e scrittura, e inizio da autodidatta la produzione delle prime tele.
Ho partecipato negli anni a tre collettive:
• Art Happening Day – Varese 2007;
• Just Cavalli Glam Art – Milano 2013;
• 14° Premio Nazionale d’Arte della Città di Novara - Novara 2014.
Nel 2016 affino la mia tecnica pittorica sotto la guida del Maestro Carlo Monti.
Porto nella pittura l’attenzione per l’inquadratura, per ciò che viene messo a fuoco e per ciò che resta fuori campo. La mia è una pittura discontinua, perché tira fuori una parte di me che non sempre ho la possibilità o la forza di ascoltare: quando accade, la tela diventa il luogo in cui quella parte prende forma, senza mediazioni.








