opera
ADESCAMENTO
L'opera sovverte il linguaggio del segno, trasformando un simbolo di sicurezza e attenzione in un inquietante monito. Il cartello stradale, nato per segnalare l’uscita degli alunni da scuola, viene manipolato attraverso un sottile ma decisivo intervento: l’inclinazione della figura femminile. Questo gesto minimo e quasi impercettibile inverte la dinamica della scena, mutando il significato del segnale e destabilizzando la percezione dello spettatore.
La bambina, tradizionalmente raffigurata in movimento accanto a un compagno di scuola, sembra ora perdere l’equilibrio, come se venisse strattonata o attirata in una direzione opposta alla sua volontà. Il messaggio, che in origine indicava un’area di passaggio protetta, ora evoca pericolo, suggerendo la presenza minacciosa di un adulto che induce o forza il contatto. La semplice inclinazione non è solo una variazione grafica, ma un atto di denuncia: il segnale diventa un simbolo dell’ambiguità dello spazio pubblico, dove protezione e pericolo si sovrappongono.
Questa rilettura dell’icona stradale spinge a riflettere sul sottile confine tra ciò che è percepito come sicuro e ciò che, invece, nasconde insidie. La città, che dovrebbe essere un luogo di crescita e tutela per i più piccoli, si carica qui di un sottotesto inquietante, suggerendo un ambiente in cui l’innocenza può essere messa in discussione. L’artista usa il linguaggio del design funzionale per innescare una riflessione sociale: è sufficiente un piccolo spostamento per rivelare ciò che normalmente rimane invisibile agli occhi, trasformando un simbolo convenzionale in un potente atto di consapevolezza.
File digitale
La bambina, tradizionalmente raffigurata in movimento accanto a un compagno di scuola, sembra ora perdere l’equilibrio, come se venisse strattonata o attirata in una direzione opposta alla sua volontà. Il messaggio, che in origine indicava un’area di passaggio protetta, ora evoca pericolo, suggerendo la presenza minacciosa di un adulto che induce o forza il contatto. La semplice inclinazione non è solo una variazione grafica, ma un atto di denuncia: il segnale diventa un simbolo dell’ambiguità dello spazio pubblico, dove protezione e pericolo si sovrappongono.
Questa rilettura dell’icona stradale spinge a riflettere sul sottile confine tra ciò che è percepito come sicuro e ciò che, invece, nasconde insidie. La città, che dovrebbe essere un luogo di crescita e tutela per i più piccoli, si carica qui di un sottotesto inquietante, suggerendo un ambiente in cui l’innocenza può essere messa in discussione. L’artista usa il linguaggio del design funzionale per innescare una riflessione sociale: è sufficiente un piccolo spostamento per rivelare ciò che normalmente rimane invisibile agli occhi, trasformando un simbolo convenzionale in un potente atto di consapevolezza.
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