opera
Alterazioni spaziali
categoria | Installazione |
soggetto | Politico/Sociale |
tags | alterazioni spaziali, lenti d'ingrandimento, cemento , carta, vetro, elementi organici |
base | 150 cm |
altezza | 80 cm |
profondità | 70 cm |
anno | 2024 |
"Alterazioni spaziali" si configura come un’indagine sensibile sullo spazio abitato, sulle trasformazioni invisibili che il tempo e la vita imprimono negli interstizi del quotidiano. L’opera si compone di frammenti architettonici in cemento, riproduzioni parziali di abitazioni che, nella loro riduzione in scala, assumono una dimensione sospesa tra il reale e il modellato. Al loro interno, delicatamente incastonati, emergono fogli intrisi di tracce organiche: sottili filamenti e depositi lasciati dall’attività silenziosa di ragni ed insetti che hanno abitato gli angoli delle case per un lungo periodo di tempo.
Queste impronte, quasi impalpabili, si rivelano come segni di una presenza discreta, una scrittura involontaria che altera lo spazio senza sovrastarlo, ma piuttosto arricchendolo di una dimensione temporale e biologica. L’installazione non si limita alla mera esposizione, ma invita a un’osservazione ravvicinata grazie all’inclusione di lenti d’ingrandimento, strumenti di esplorazione che amplificano l’esperienza percettiva e sollecitano una riflessione sulla relazione tra micro e macro, tra il dettaglio e l’insieme.
Attraverso questa stratificazione di elementi – il cemento, il fragile deposito della vita animale, lo sguardo indagatore – Alterazioni spaziali dischiude un dialogo tra architettura e natura, tra la fissità della costruzione umana e la continua, impercettibile mutazione della materia. L’opera si fa così luogo di tensione tra l’apparente immobilità dello spazio e la sua sottile, inarrestabile trasformazione.
Queste impronte, quasi impalpabili, si rivelano come segni di una presenza discreta, una scrittura involontaria che altera lo spazio senza sovrastarlo, ma piuttosto arricchendolo di una dimensione temporale e biologica. L’installazione non si limita alla mera esposizione, ma invita a un’osservazione ravvicinata grazie all’inclusione di lenti d’ingrandimento, strumenti di esplorazione che amplificano l’esperienza percettiva e sollecitano una riflessione sulla relazione tra micro e macro, tra il dettaglio e l’insieme.
Attraverso questa stratificazione di elementi – il cemento, il fragile deposito della vita animale, lo sguardo indagatore – Alterazioni spaziali dischiude un dialogo tra architettura e natura, tra la fissità della costruzione umana e la continua, impercettibile mutazione della materia. L’opera si fa così luogo di tensione tra l’apparente immobilità dello spazio e la sua sottile, inarrestabile trasformazione.