opera
con-fini
| categoria | Fotografia |
| soggetto | Viaggi, Politico/Sociale, Paesaggio, Natura |
| tags | politica, finipolitici, #confini, restrizione, costrizione, paesaggio, inferriate, guerra |
| base | 157 cm |
| altezza | 30 cm |
| profondità | 3 cm |
| anno | 2024 |
Con-fini nasce da un collage fotografico costruito a partire da una sequenza di paesaggi attraversati da recinzioni e fili spinati. Ho ricomposto queste immagini in una struttura panoramica frammentata, dove l’orizzonte del territorio appare continuo mentre il primo piano è costantemente interrotto dalla presenza della barriera.
Il lavoro prende forma osservando il contesto geopolitico attuale, in cui nuove barriere fisiche si moltiplicano tra confini militarizzati, rotte migratorie chiuse e territori contesi. In questo scenario il confine non è più soltanto una linea astratta sulle mappe ma diventa un dispositivo materiale che modifica concretamente il paesaggio e il modo in cui lo attraversiamo e lo percepiamo.
Attraverso la ripetizione della rete e del filo spinato, il limite si trasforma da elemento episodico a struttura visiva dominante. Ciò che nasce come strumento di separazione diventa una grammatica del territorio: il paesaggio rimane aperto e visibile, ma lo sguardo incontra continuamente una barriera.
Il titolo Con-fini introduce una doppia lettura. Da un lato richiama il confine come costruzione politica e dispositivo di controllo territoriale; dall’altro suggerisce la condizione di convivere con limiti che organizzano lo spazio contemporaneo. Con questo lavoro mi interessa osservare come il confine, prima ancora di essere un concetto geopolitico, diventi una presenza concreta inscritta nel paesaggio.
Opera stampata su carta certificata hahnemuhle montata su dibond con distanziatore di 3cm
Tecnica: collage fotografico
Dimensioni: 157x29,7
Tiratura di 2
Il lavoro prende forma osservando il contesto geopolitico attuale, in cui nuove barriere fisiche si moltiplicano tra confini militarizzati, rotte migratorie chiuse e territori contesi. In questo scenario il confine non è più soltanto una linea astratta sulle mappe ma diventa un dispositivo materiale che modifica concretamente il paesaggio e il modo in cui lo attraversiamo e lo percepiamo.
Attraverso la ripetizione della rete e del filo spinato, il limite si trasforma da elemento episodico a struttura visiva dominante. Ciò che nasce come strumento di separazione diventa una grammatica del territorio: il paesaggio rimane aperto e visibile, ma lo sguardo incontra continuamente una barriera.
Il titolo Con-fini introduce una doppia lettura. Da un lato richiama il confine come costruzione politica e dispositivo di controllo territoriale; dall’altro suggerisce la condizione di convivere con limiti che organizzano lo spazio contemporaneo. Con questo lavoro mi interessa osservare come il confine, prima ancora di essere un concetto geopolitico, diventi una presenza concreta inscritta nel paesaggio.
Opera stampata su carta certificata hahnemuhle montata su dibond con distanziatore di 3cm
Tecnica: collage fotografico
Dimensioni: 157x29,7
Tiratura di 2











