opera
Driadic Signal
| categoria | Video |
| soggetto | Natura, Astratto |
| tags | |
| minuti | 4 |
| secondi | 0 |
| anno | 2025 |
Driadic Signal è un progetto di ricerca in corso, nato
durante la mia residenza artistica alla Biennale Olimpia
2025 nelle Langhe. Il lavoro intreccia la mia pratica di
videoarte con la ricerca sonora dell’artista Paolo della
Piana. Il video sperimentale esplora una tecnica chiamata
Fitografia, che consiste nell’imprimere direttamente sulla
pellicola 16mm materiali organici — come piante o resti
animali — attraverso un semplice processo chimico. I
materiali impiegati provengono da incontri con il territorio
e la sua comunità: ogni pianta o elemento naturale,
vegetale o animale, è stato impresso sulla pellicola,
trasformandola in una sorta di mappa vivente delle
relazioni tra individuo, collettività e ambiente. Il risultato è
un DNA ibrido, interconnesso.
Il video, generato dalla scansione della pellicola, diventa
poi la materia che interagisce con il sintetizzatore ottico
del sound designer — uno strumento capace di leggere le
immagini e tradurre colori e forme in modulazioni sonore.
L’obiettivo del progetto, che prenderà la forma
di un’installazione video-performativa, è creare
un’esperienza immersiva: un dialogo tra natura,
tecnologia e suono. La qualità analogica della pellicola si
fonde con quella del synth, aprendo a infinite variabili e
possibilità di interazione - 16 mm film (digital transfer), 4’30”, 2025 1/5 Edizioni
durante la mia residenza artistica alla Biennale Olimpia
2025 nelle Langhe. Il lavoro intreccia la mia pratica di
videoarte con la ricerca sonora dell’artista Paolo della
Piana. Il video sperimentale esplora una tecnica chiamata
Fitografia, che consiste nell’imprimere direttamente sulla
pellicola 16mm materiali organici — come piante o resti
animali — attraverso un semplice processo chimico. I
materiali impiegati provengono da incontri con il territorio
e la sua comunità: ogni pianta o elemento naturale,
vegetale o animale, è stato impresso sulla pellicola,
trasformandola in una sorta di mappa vivente delle
relazioni tra individuo, collettività e ambiente. Il risultato è
un DNA ibrido, interconnesso.
Il video, generato dalla scansione della pellicola, diventa
poi la materia che interagisce con il sintetizzatore ottico
del sound designer — uno strumento capace di leggere le
immagini e tradurre colori e forme in modulazioni sonore.
L’obiettivo del progetto, che prenderà la forma
di un’installazione video-performativa, è creare
un’esperienza immersiva: un dialogo tra natura,
tecnologia e suono. La qualità analogica della pellicola si
fonde con quella del synth, aprendo a infinite variabili e
possibilità di interazione - 16 mm film (digital transfer), 4’30”, 2025 1/5 Edizioni











