opera
Guardarsi fuori da dentro
| categoria | Installazione |
| soggetto | Architettura |
| tags | Bevilacqua La Masa, Paola Cenati, Guardarsi fuori da dentro, Site-specific, Open studio |
| base | 500 cm |
| altezza | 240 cm |
| profondità | 400 cm |
| anno | 2025 |
Guardarsi fuori da dentro
2025
luce, legno, vetro
installazione
“Guardarsi fuori da dentro” è un’opera installativa realizzata per l’occasione degli open studio a Bevilacqua La Masa (Venezia).
I 4 elementi utilizzati sono la luce, il buio, il legno e il vetro. Elementi tra loro opposti.
L’opera riflette l’aspetto interiore ed esteriore. A luce spenta vediamo un ribaltamento del paesaggio esterno attraverso la sfera in vetro posta vicino alla finestra. A luce accesa notiamo invece il nostro corpo all’interno di una stanza grazie al riflesso nella sfera stessa.
Inoltre una fuga nel legno è stata riempita dello stesso materiale ma polverizzato. L’opera vuole costituire una dimensione interiore ed esteriore dello spazio e della persona in riferimento ad esso. La percezione dello spazio diventa riflesso interiore. Vuoti che si riempiono ma in maniera ambivalente, in contrasto con la realtà. L’opera vuole ricostituire una dimensione altra, una percezione diversa della realtà.
2025
luce, legno, vetro
installazione
“Guardarsi fuori da dentro” è un’opera installativa realizzata per l’occasione degli open studio a Bevilacqua La Masa (Venezia).
I 4 elementi utilizzati sono la luce, il buio, il legno e il vetro. Elementi tra loro opposti.
L’opera riflette l’aspetto interiore ed esteriore. A luce spenta vediamo un ribaltamento del paesaggio esterno attraverso la sfera in vetro posta vicino alla finestra. A luce accesa notiamo invece il nostro corpo all’interno di una stanza grazie al riflesso nella sfera stessa.
Inoltre una fuga nel legno è stata riempita dello stesso materiale ma polverizzato. L’opera vuole costituire una dimensione interiore ed esteriore dello spazio e della persona in riferimento ad esso. La percezione dello spazio diventa riflesso interiore. Vuoti che si riempiono ma in maniera ambivalente, in contrasto con la realtà. L’opera vuole ricostituire una dimensione altra, una percezione diversa della realtà.











