opera
Il pittore sciolto / The dissolved painter
categoria | Installazione |
soggetto | Astratto, Natura |
tags | |
base | 160 cm |
altezza | 50 cm |
profondità | 80 cm |
anno | 2022 |
Il pittore sciolto / The dissolved painter
2022
Resti in resina di barca a posto singolo e acquerello
160 x 80 x 50 cm
Il pittore sciolto è il frutto delle innumerevoli passeggiate osservando gli “artisti della domenica”, ossia quel gruppo di persone che è possibile trovare in grandi e piccole città di costa che dipingono ad acquerello le classiche vedute marine con piccole barche.
Riconosco in queste “barchette” delle magistrali icone popolari ormai registrate nella coscienza di ogni passante e spettatore.
La barca sola nello sconfinato mare credo che catturi e protegga il respiro della solitudine.
La stessa solitudine e gli stessi silenzi intimi che serba nel suo tempo il pescatore.
Oggi però questi reperti trascinano con sé altri mondi immaginari, ma soprattutto spaventosamente reali, sviscerando altri paurosi racconti. Dentro l’icona della barca, all’interno della sua struttura percepiamo tutta la storia contemporanea dei naufraghi e dell’immigrazione. Tutta la sofferenza della guerra, l’istinto di fuggire per mare rischiando anche la propria vita.
La pelle di questa barca è intrisa anche di queste paure. Mentalmente oggi non possiamo pensare alla barca senza pensare anche al naufragio.
Ho voluto trasportare l’immagine di questo classico paesaggio marino in un’installazione che rappresenti il suo intoccabile segreto. Il vuoto di racconti che non si riescono a spiegare, paure a cui è impossibile dare parole. Un rapporto che viene celato in questa incredibile icona quasi sacra, attraverso il mistero che intercorre tra il naufrago e il mare come tra l’artista e la pittura.
Ed ecco il pittore dissolto che si tramuta in stato liquido. Il primo vero stadio per conoscere il mare è perdere la nostra solidità. Arrenderci alle paure.
Un movimento fluido e organico muove le viscere di queste figure e non più nel pennello ossia serbatoio e contenitore d’acqua, ma in una barca ormai in disuso abbandonata e innavigabile troviamo il vero gesto pittorico.
Non più naufraghi, ma custodi di un’eredità.
<< [...] un blu che - come esplicitamente recita il titolo dell’opera, Il pittore sciolto - è concettuale essenza della pittura stessa.
[...] Il gioco dell’ambiguità è strumento poetico nei lavori di Venturi, apparentemente espliciti e narrativi ma in realtà contenitori di visioni che si insinuano nella realtà che ci circonda a suggerire altre possibili visioni, altre vie del conoscere rispetto al ri-conoscere.>>
Silvia Evangelisti, Otto passi di Adele, Edizioni Arti Grafiche della Torre, 2022, p.7-8.
2022
Resti in resina di barca a posto singolo e acquerello
160 x 80 x 50 cm
Il pittore sciolto è il frutto delle innumerevoli passeggiate osservando gli “artisti della domenica”, ossia quel gruppo di persone che è possibile trovare in grandi e piccole città di costa che dipingono ad acquerello le classiche vedute marine con piccole barche.
Riconosco in queste “barchette” delle magistrali icone popolari ormai registrate nella coscienza di ogni passante e spettatore.
La barca sola nello sconfinato mare credo che catturi e protegga il respiro della solitudine.
La stessa solitudine e gli stessi silenzi intimi che serba nel suo tempo il pescatore.
Oggi però questi reperti trascinano con sé altri mondi immaginari, ma soprattutto spaventosamente reali, sviscerando altri paurosi racconti. Dentro l’icona della barca, all’interno della sua struttura percepiamo tutta la storia contemporanea dei naufraghi e dell’immigrazione. Tutta la sofferenza della guerra, l’istinto di fuggire per mare rischiando anche la propria vita.
La pelle di questa barca è intrisa anche di queste paure. Mentalmente oggi non possiamo pensare alla barca senza pensare anche al naufragio.
Ho voluto trasportare l’immagine di questo classico paesaggio marino in un’installazione che rappresenti il suo intoccabile segreto. Il vuoto di racconti che non si riescono a spiegare, paure a cui è impossibile dare parole. Un rapporto che viene celato in questa incredibile icona quasi sacra, attraverso il mistero che intercorre tra il naufrago e il mare come tra l’artista e la pittura.
Ed ecco il pittore dissolto che si tramuta in stato liquido. Il primo vero stadio per conoscere il mare è perdere la nostra solidità. Arrenderci alle paure.
Un movimento fluido e organico muove le viscere di queste figure e non più nel pennello ossia serbatoio e contenitore d’acqua, ma in una barca ormai in disuso abbandonata e innavigabile troviamo il vero gesto pittorico.
Non più naufraghi, ma custodi di un’eredità.
<< [...] un blu che - come esplicitamente recita il titolo dell’opera, Il pittore sciolto - è concettuale essenza della pittura stessa.
[...] Il gioco dell’ambiguità è strumento poetico nei lavori di Venturi, apparentemente espliciti e narrativi ma in realtà contenitori di visioni che si insinuano nella realtà che ci circonda a suggerire altre possibili visioni, altre vie del conoscere rispetto al ri-conoscere.>>
Silvia Evangelisti, Otto passi di Adele, Edizioni Arti Grafiche della Torre, 2022, p.7-8.