opera
L’ospite
| categoria | Fotografia |
| soggetto | Paesaggio, Natura, Figura umana |
| tags | |
| base | 70 cm |
| altezza | 50 cm |
| profondità | 2 cm |
| anno | 2023 |
Fotografia digitale
Stampa Fine Art
Edizione 1/5
"L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello, ma inutile, destinato a morire" (...)
"Qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Mi dia retta, vada via."
(La meglio gioventù, 2003)
Il progetto “L’ospite” nasce dall’esigenza di esprimere il sentimento di non
appartenenza che dilaga tra la maggior parte dei giovani in Italia, costretti a emigrare
per trovare fortuna. Sono oltre duecentocinquantamila le persone che sono partite
negli ultimi dieci anni, la maggior parte per la mancanza di opportunità occupazionali.
Come un’emorragia che non accenna né a diminuire né a rallentare, sempre più
giovani si distaccano dal proprio paese, risultando egoisti agli occhi di adulti che,
forse, non si accorgono del buio pesto che avvolge la strada del futuro.
Generazioni che lasciano vacante il proprio posto, usurato dal tempo e mai più
rioccupato, abbandonato, senza alcun senso di appartenenza, riflesso del sentimento di
un giovane adulto del ventunesimo secolo.
Stampa Fine Art
Edizione 1/5
"L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello, ma inutile, destinato a morire" (...)
"Qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Mi dia retta, vada via."
(La meglio gioventù, 2003)
Il progetto “L’ospite” nasce dall’esigenza di esprimere il sentimento di non
appartenenza che dilaga tra la maggior parte dei giovani in Italia, costretti a emigrare
per trovare fortuna. Sono oltre duecentocinquantamila le persone che sono partite
negli ultimi dieci anni, la maggior parte per la mancanza di opportunità occupazionali.
Come un’emorragia che non accenna né a diminuire né a rallentare, sempre più
giovani si distaccano dal proprio paese, risultando egoisti agli occhi di adulti che,
forse, non si accorgono del buio pesto che avvolge la strada del futuro.
Generazioni che lasciano vacante il proprio posto, usurato dal tempo e mai più
rioccupato, abbandonato, senza alcun senso di appartenenza, riflesso del sentimento di
un giovane adulto del ventunesimo secolo.











