opera
ManiLegate
| categoria | Pittura |
| soggetto | Politico/Sociale, Figura umana, Erotico |
| tags | impotenza, san sebastiano, martirio, mani legate, shibari |
| base | 29 cm |
| altezza | 42 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2025 |
Quest’opera nasce come una riflessione sulla condizione di impotenza che attraversa il presente. La fotografia mette in scena il corpo dell'artista con le mani legate sopra la testa. La posa richiama volutamente alcune iconografie della storia dell’arte legate al martirio, ma qui non vi è violenza visibile né ferita. Il corpo non rappresenta la vittima diretta del conflitto, ma la condizione di chi osserva e assiste.
L’ambientazione introduce un elemento domestico: sul lato sinistro dell’immagine si intravedono dei quadri appesi alla parete, suggerendo lo spazio privato della casa. È da questo spazio protetto che oggi assistiamo, attraverso i media, al moltiplicarsi delle crisi e dei confini nel mondo. Il corpo appare quindi sospeso tra due dimensioni: la sicurezza domestica e la consapevolezza di una realtà esterna su cui non sembra possibile intervenire.
Lo sguardo rivolto verso l’alto introduce una tensione ambigua: può essere letto come attesa, interrogazione o semplice atto di osservazione. In questo modo la figura diventa una sorta di testimone contemporaneo, immobilizzato non dalla violenza diretta ma da una forma di impotenza collettiva.
Il titolo ManiLegate sintetizza questa condizione: non la sofferenza fisica del martire, ma la sensazione diffusa di trovarsi di fronte a eventi storici che sembrano superare la possibilità di azione individuale.
Fotografia digitale e legatura fatta dal Rigger Abajapa
Opera unica.
Supporto variabile
L’ambientazione introduce un elemento domestico: sul lato sinistro dell’immagine si intravedono dei quadri appesi alla parete, suggerendo lo spazio privato della casa. È da questo spazio protetto che oggi assistiamo, attraverso i media, al moltiplicarsi delle crisi e dei confini nel mondo. Il corpo appare quindi sospeso tra due dimensioni: la sicurezza domestica e la consapevolezza di una realtà esterna su cui non sembra possibile intervenire.
Lo sguardo rivolto verso l’alto introduce una tensione ambigua: può essere letto come attesa, interrogazione o semplice atto di osservazione. In questo modo la figura diventa una sorta di testimone contemporaneo, immobilizzato non dalla violenza diretta ma da una forma di impotenza collettiva.
Il titolo ManiLegate sintetizza questa condizione: non la sofferenza fisica del martire, ma la sensazione diffusa di trovarsi di fronte a eventi storici che sembrano superare la possibilità di azione individuale.
Fotografia digitale e legatura fatta dal Rigger Abajapa
Opera unica.
Supporto variabile











