opera
Venerdì pomeriggio
categoria | Installazione |
soggetto | Politico/Sociale |
tags | polvere , pulizie , quotidiano, alterazioni spaziali |
base | 250 cm |
altezza | 50 cm |
profondità | 200 cm |
anno | 2024 |
"Venerdì pomeriggio" si fa rito, un atto di consapevolezza dedicato al culto del pulito. È una riflessione sul tempo che sfugge, un tentativo di arrestare il fluire veloce del quotidiano attraverso l'osservazione delle piccole azioni che scandiscono la nostra vita. In questo lavoro, la polvere, elemento evanescente e perennemente in movimento, viene intrappolata nella resina trasparente, trasformandosi in forme levigate, quasi cristalline. Ogni pezzo, come un frammento di quarzo, richiama la morfologia di quegli strumenti intimi, destinati al gesto della pulizia, ma anche a un rito che si ripete e si rinnova senza fine
Le sculture, che sembrano pietre antiche o reliquie sospese nel tempo, raccontano di un processo eterno di accumulo e sottrazione, dove la nasce dal ciclo di perdita e recupero. L'oggetto, che nasce dal quotidiano e dalla banalità del gesto domestico, si trasforma in un simbolo, quasi sacro, di una ricerca di ordine in un mondo che si fa sempre più frenetico e incontrollabile.
Eppure, nell'epoca del controllo e delle ossessioni maniacali, la polvere, non più dispersa, si cristallizza e diventa materia nobile, come un reperto di un'epoca che ha cercato, invano, di fermare il tempo. In questo lavoro, la pulizia non è solo un atto fisico, ma un rito che sfida la fugacità dell'esistenza, un'arte che celebra il perfetto equilibrio tra l'accumulo e la sottrazione, tra l'ordine e il caos.
Le sculture, che sembrano pietre antiche o reliquie sospese nel tempo, raccontano di un processo eterno di accumulo e sottrazione, dove la nasce dal ciclo di perdita e recupero. L'oggetto, che nasce dal quotidiano e dalla banalità del gesto domestico, si trasforma in un simbolo, quasi sacro, di una ricerca di ordine in un mondo che si fa sempre più frenetico e incontrollabile.
Eppure, nell'epoca del controllo e delle ossessioni maniacali, la polvere, non più dispersa, si cristallizza e diventa materia nobile, come un reperto di un'epoca che ha cercato, invano, di fermare il tempo. In questo lavoro, la pulizia non è solo un atto fisico, ma un rito che sfida la fugacità dell'esistenza, un'arte che celebra il perfetto equilibrio tra l'accumulo e la sottrazione, tra l'ordine e il caos.