E' una fotografa che esplora il rapporto tra tempo, materia e impermanenza. La sua ricerca nasce da uno sguardo attento e silenzioso sulla realtà che si traduce in un linguaggio visivo essenziale, spesso ispirato alla fragilità del paesaggio naturale e alle trasformazioni lente della luce e della materia.
Si muove tra due direzioni che si intrecciano e si completano. Da una parte c'è la pratica analogica: la stampa manuale ai sali d'argento su carta, con l'emulsione stesa a pennello, in un gesto che restituisce immagini uniche, vive, segnate dalla materia e dal tempo. Dall'altra una ricerca utilizzando la fotografia digitale che guarda il reale attraverso il movimento, usandolo in modo pittorico per trasformare e dilatare la visione. Qui ciò che l'occhio cattura si allontana dal documento per avvicinarsi ad un'altra realtà: più personale, più interiore.
In entrambi le direzioni ciò che emerge non è mai una semplice rappresentazione. E' piuttosto una soglia, un punto di passaggio tra il visibile e il sensibile, tra ciò che si vede e ciò che si percepisce, nel silenzio.
Si muove tra due direzioni che si intrecciano e si completano. Da una parte c'è la pratica analogica: la stampa manuale ai sali d'argento su carta, con l'emulsione stesa a pennello, in un gesto che restituisce immagini uniche, vive, segnate dalla materia e dal tempo. Dall'altra una ricerca utilizzando la fotografia digitale che guarda il reale attraverso il movimento, usandolo in modo pittorico per trasformare e dilatare la visione. Qui ciò che l'occhio cattura si allontana dal documento per avvicinarsi ad un'altra realtà: più personale, più interiore.
In entrambi le direzioni ciò che emerge non è mai una semplice rappresentazione. E' piuttosto una soglia, un punto di passaggio tra il visibile e il sensibile, tra ciò che si vede e ciò che si percepisce, nel silenzio.








