“Poche cose contano, non il nulla ma quanto basta. L’essenziale"
Il lavoro di Elisa Zadi esplora le questioni della femminilità, dell'identità e dell'appartenenza attraverso il ritratto e l'autoritratto. Il suo percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico. Artista poliedrica si occupa di pittura, installazione, performance e poesia.
Elisa Zadi indaga le possibilità del ritratto e della rappresentazione dell'identità attraverso una serie di figure che cercano una connessione tra di loro e con la natura in uno spazio immaginifico e metafisico. Queste figure rappresentano la sfida di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento in cui le relazioni umane sono compromesse dalla complessità e l'effimero della vita moderna e l'allontanamento dalla natura simboleggia anche la distanza dalla verità propria dell'esistenza.
Durante il lockdown nasce sua nuova serie di opere intitolata "Mondi Possibili", Zadi si ispira a Gottfried Wilhelm Leibniz e ai concetti di Mondi Possibili, intesi come idee perfette nella mente di Dio e come la ricerca di Verità. Questo tema viene utilizzato come base per esplorare le possibilità dell'autoritratto e della rappresentazione dell'identità. "Tempo Perduto" è una serie che parla di figure che cercano una connessione tra di loro e con la natura. Rappresenta la sfida di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento, secondo le teorie di Zygmunt Bauman sulla liquidità delle relazioni umane. Questo lavoro riflette sulla complessità e l'effimero della vita moderna.
Nel 2023 prende forma la serie di opere “Bruciare Illusioni”. Qui l'artista esplora il concetto di rinascita e trasformazione rappresentato dalla simbologia del fuoco. Distruggere le illusioni e le false conformità per permettere la nascita di un'autentica crescita personale e spirituale. In questa serie di lavori, l'artista esplora le connessioni tra il mito, la storia e la sua propria esperienza personale, offrendo una riflessione sulla condizione femminile e sulla lotta per l'identità dando vita a lavori intimi e suggestivi.
Nel 2024 comincia la serie di opere “Cruentum”. In questa serie di nuove opere dal titolo “Florilegium Cruentum” si indaga sul concetto di relazione; le figure cercano di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento per trovare una riconnessione con loro stesse e con la Natura. “Florilegium Cruentum” rappresenta una raccolta di fiori, una scelta di piante selvatiche e resilienti che l'artista ha adottato per esprimere l'ampliamento di uno stato d'animo appassionato, appunto cruento, che vuole riflettere sulla complessità e la crudezza della vita moderna, in cui le relazioni umane e la connessione con la natura possono sfuggire e cambiare facilmente.
Elisa Zadi è nata ad Arezzo. Si diploma come Maestro d’Arte e successivamente ottiene con il massimo dei voti la Maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte di Arezzo. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma con lode in Pittura; dal 2007 al 2009 lavora nella stessa cattedra come “Assistente Tecnico di Laboratorio”. Nel 2009 si abilita all’insegnamento delle Discipline Grafiche e Pittoriche tenendo attualmente la cattedra presso il Liceo Artistico Porta Romana di Firenze. Nel 2010 ottiene con lode il Master di II° livello in “Architettura e Arti Sacre” presso l’Università Europea di Roma. Attualmente vive e lavora a Firenze.
Fra le principali partecipazioni artistiche si ricorda “ Life Is but a day” a cura di Maria Vittoria Pinotti presso Mucciaccia Gallery Project di Roma, “ La misura umana” a cura di Eugenia Carabba Tettamanti e Giuseppe Cotroneo, Circolo degli Esteri, Roma, “Cara Enfanta” a cura di Greta Beccaglia e Marco Palamidessi presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, “Vitamine- tavolette energetiche” a cura di Carlo Palli e Laura Monaldi presso il MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto e Museo Novecento di Firenze, “Looking for Monnalisa” a cura di Valerio Dehò presso Castello Visconteo e Palazzo Broletto di Pavia, “Mondi Possibili” a cura di Marco Botti presso Palazzo Datini di Prato, “Nelle Rapide”, Laboratorio 13 – Spazio d’Arte, Firenze, a cura di Rosanna Tempestini Frizzi, “L’orma che vedi è la mia”, Rosy Boa, Arezzo, a cura di Matilde Puleo, “100X100 Piccolo Formato”, Sincresis, Empoli (FI), a cura di Alessandra Scappini e Spela Zidar. Nel 2024 la personale “Florilegium Cruentum” a cura di Laura Davitti presso il Museo di Fraternita ad Arezzo.
Fra i numerosi Premi si ricorda nel 2024 la selezione come finalista a Exibart Prize 5 e Arteam Cup 9 oltre alla selezione con merito del Premio Mestre Pittura 2024; la Residenza Situ Festival #3 nel 2022, la selezione al Premio Combat e Premio Cairo Arte nel 2015, Il Premio Limen 2014 e il Premio Casorati nel 2008. Nel 2021 pubblica con Polistampa la sua prima silloge poetica "Il profumo del Giglio". Nel 2023 è Vincitrice del Progetto Satus-Tempora, a cura di Benedetta Falteri e Cristian Caliandro, Montelupo Fiorentino, Firenze. Nel 2024 viene inserita da Exibart Prize n°4 nella pubblicazione Studio Visit edita per la 60esima Biennale di Venezia. Sempre nel 2024 è vincitrice di Mavare con ForoG Gallery, a cura di Roberta Guarnera e Mariateresa Zagone, Messina e di Arcipelago Contest 2024, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, a cura di Sandro Malossini e Francesco Finotti, Bologna.
https://www.zadielisa.it/
Il lavoro di Elisa Zadi esplora le questioni della femminilità, dell'identità e dell'appartenenza attraverso il ritratto e l'autoritratto. Il suo percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico. Artista poliedrica si occupa di pittura, installazione, performance e poesia.
Elisa Zadi indaga le possibilità del ritratto e della rappresentazione dell'identità attraverso una serie di figure che cercano una connessione tra di loro e con la natura in uno spazio immaginifico e metafisico. Queste figure rappresentano la sfida di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento in cui le relazioni umane sono compromesse dalla complessità e l'effimero della vita moderna e l'allontanamento dalla natura simboleggia anche la distanza dalla verità propria dell'esistenza.
Durante il lockdown nasce sua nuova serie di opere intitolata "Mondi Possibili", Zadi si ispira a Gottfried Wilhelm Leibniz e ai concetti di Mondi Possibili, intesi come idee perfette nella mente di Dio e come la ricerca di Verità. Questo tema viene utilizzato come base per esplorare le possibilità dell'autoritratto e della rappresentazione dell'identità. "Tempo Perduto" è una serie che parla di figure che cercano una connessione tra di loro e con la natura. Rappresenta la sfida di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento, secondo le teorie di Zygmunt Bauman sulla liquidità delle relazioni umane. Questo lavoro riflette sulla complessità e l'effimero della vita moderna.
Nel 2023 prende forma la serie di opere “Bruciare Illusioni”. Qui l'artista esplora il concetto di rinascita e trasformazione rappresentato dalla simbologia del fuoco. Distruggere le illusioni e le false conformità per permettere la nascita di un'autentica crescita personale e spirituale. In questa serie di lavori, l'artista esplora le connessioni tra il mito, la storia e la sua propria esperienza personale, offrendo una riflessione sulla condizione femminile e sulla lotta per l'identità dando vita a lavori intimi e suggestivi.
Nel 2024 comincia la serie di opere “Cruentum”. In questa serie di nuove opere dal titolo “Florilegium Cruentum” si indaga sul concetto di relazione; le figure cercano di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento per trovare una riconnessione con loro stesse e con la Natura. “Florilegium Cruentum” rappresenta una raccolta di fiori, una scelta di piante selvatiche e resilienti che l'artista ha adottato per esprimere l'ampliamento di uno stato d'animo appassionato, appunto cruento, che vuole riflettere sulla complessità e la crudezza della vita moderna, in cui le relazioni umane e la connessione con la natura possono sfuggire e cambiare facilmente.
Elisa Zadi è nata ad Arezzo. Si diploma come Maestro d’Arte e successivamente ottiene con il massimo dei voti la Maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte di Arezzo. Successivamente si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma con lode in Pittura; dal 2007 al 2009 lavora nella stessa cattedra come “Assistente Tecnico di Laboratorio”. Nel 2009 si abilita all’insegnamento delle Discipline Grafiche e Pittoriche tenendo attualmente la cattedra presso il Liceo Artistico Porta Romana di Firenze. Nel 2010 ottiene con lode il Master di II° livello in “Architettura e Arti Sacre” presso l’Università Europea di Roma. Attualmente vive e lavora a Firenze.
Fra le principali partecipazioni artistiche si ricorda “ Life Is but a day” a cura di Maria Vittoria Pinotti presso Mucciaccia Gallery Project di Roma, “ La misura umana” a cura di Eugenia Carabba Tettamanti e Giuseppe Cotroneo, Circolo degli Esteri, Roma, “Cara Enfanta” a cura di Greta Beccaglia e Marco Palamidessi presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, “Vitamine- tavolette energetiche” a cura di Carlo Palli e Laura Monaldi presso il MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto e Museo Novecento di Firenze, “Looking for Monnalisa” a cura di Valerio Dehò presso Castello Visconteo e Palazzo Broletto di Pavia, “Mondi Possibili” a cura di Marco Botti presso Palazzo Datini di Prato, “Nelle Rapide”, Laboratorio 13 – Spazio d’Arte, Firenze, a cura di Rosanna Tempestini Frizzi, “L’orma che vedi è la mia”, Rosy Boa, Arezzo, a cura di Matilde Puleo, “100X100 Piccolo Formato”, Sincresis, Empoli (FI), a cura di Alessandra Scappini e Spela Zidar. Nel 2024 la personale “Florilegium Cruentum” a cura di Laura Davitti presso il Museo di Fraternita ad Arezzo.
Fra i numerosi Premi si ricorda nel 2024 la selezione come finalista a Exibart Prize 5 e Arteam Cup 9 oltre alla selezione con merito del Premio Mestre Pittura 2024; la Residenza Situ Festival #3 nel 2022, la selezione al Premio Combat e Premio Cairo Arte nel 2015, Il Premio Limen 2014 e il Premio Casorati nel 2008. Nel 2021 pubblica con Polistampa la sua prima silloge poetica "Il profumo del Giglio". Nel 2023 è Vincitrice del Progetto Satus-Tempora, a cura di Benedetta Falteri e Cristian Caliandro, Montelupo Fiorentino, Firenze. Nel 2024 viene inserita da Exibart Prize n°4 nella pubblicazione Studio Visit edita per la 60esima Biennale di Venezia. Sempre nel 2024 è vincitrice di Mavare con ForoG Gallery, a cura di Roberta Guarnera e Mariateresa Zagone, Messina e di Arcipelago Contest 2024, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, a cura di Sandro Malossini e Francesco Finotti, Bologna.
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