I miei lavori nascono dall’amore per la natura e per il mondo. Sono il mio modo di condividere emozioni, cercando di trasmetterle a chi li osserva.
Il motivo che mi spinge a creare è ciò che definirei un processo di oggettivizzazione e universalizzazione delle emozioni.
Realizzo dipinti, disegni, sculture, installazioni impiegando liberamente quei materiali che meglio si adeguano alla mia necessità espressiva; materiali poveri, di recupero e supporti non convenzionali come plexiglas, polistirene, cartone e gommapiuma.
La mia ricerca si sviluppa intorno all’obiettivo di creare opere che non siano soltanto da guardare, ma con cui interagire.
E così:
● lascio che le immagini suggeriscano più di quanto mostrino, creando racconti aperti
● Utilizzo volumi per rappresentare i concetti
● realizzo installazioni, per creare uno spazio nel quale il pubblico possa entrare
● dipingo all’interno di volumi, costringendo l’occhio a spingersi oltre per scorgere altri mondi
● nascondo fisicamente i miei dipinti, che per essere scoperti richiedono un’azione da parte dello spettatore.
Tutto questo nasce dal pensiero che la bellezza ha un valore che va ben oltre la sua dimensione estetica; non è soltanto armonia, proporzione o equilibrio di forme, colori e volumi, ma un linguaggio delicato, intimo, capace di parlare dei sentimenti e della fragilità dell’animo umano.
Il motivo che mi spinge a creare è ciò che definirei un processo di oggettivizzazione e universalizzazione delle emozioni.
Realizzo dipinti, disegni, sculture, installazioni impiegando liberamente quei materiali che meglio si adeguano alla mia necessità espressiva; materiali poveri, di recupero e supporti non convenzionali come plexiglas, polistirene, cartone e gommapiuma.
La mia ricerca si sviluppa intorno all’obiettivo di creare opere che non siano soltanto da guardare, ma con cui interagire.
E così:
● lascio che le immagini suggeriscano più di quanto mostrino, creando racconti aperti
● Utilizzo volumi per rappresentare i concetti
● realizzo installazioni, per creare uno spazio nel quale il pubblico possa entrare
● dipingo all’interno di volumi, costringendo l’occhio a spingersi oltre per scorgere altri mondi
● nascondo fisicamente i miei dipinti, che per essere scoperti richiedono un’azione da parte dello spettatore.
Tutto questo nasce dal pensiero che la bellezza ha un valore che va ben oltre la sua dimensione estetica; non è soltanto armonia, proporzione o equilibrio di forme, colori e volumi, ma un linguaggio delicato, intimo, capace di parlare dei sentimenti e della fragilità dell’animo umano.
Il motivo che mi spinge a creare è ciò che definirei un processo di oggettivizzazione e universalizzazione delle emozioni.
Realizzo dipinti, disegni, sculture, installazioni impiegando liberamente quei materiali che meglio si adeguano alla mia necessità espressiva; materiali poveri, di recupero e supporti non convenzionali come plexiglas, polistirene, cartone e gommapiuma.
La mia ricerca si sviluppa intorno all’obiettivo di creare opere che non siano soltanto da guardare, ma con cui interagire.
E così:
● lascio che le immagini suggeriscano più di quanto mostrino, creando racconti aperti
● Utilizzo volumi per rappresentare i concetti
● realizzo installazioni, per creare uno spazio nel quale il pubblico possa entrare
● dipingo all’interno di volumi, costringendo l’occhio a spingersi oltre per scorgere altri mondi
● nascondo fisicamente i miei dipinti, che per essere scoperti richiedono un’azione da parte dello spettatore.
Tutto questo nasce dal pensiero che la bellezza ha un valore che va ben oltre la sua dimensione estetica; non è soltanto armonia, proporzione o equilibrio di forme, colori e volumi, ma un linguaggio delicato, intimo, capace di parlare dei sentimenti e della fragilità dell’animo umano.
Il motivo che mi spinge a creare è ciò che definirei un processo di oggettivizzazione e universalizzazione delle emozioni.
Realizzo dipinti, disegni, sculture, installazioni impiegando liberamente quei materiali che meglio si adeguano alla mia necessità espressiva; materiali poveri, di recupero e supporti non convenzionali come plexiglas, polistirene, cartone e gommapiuma.
La mia ricerca si sviluppa intorno all’obiettivo di creare opere che non siano soltanto da guardare, ma con cui interagire.
E così:
● lascio che le immagini suggeriscano più di quanto mostrino, creando racconti aperti
● Utilizzo volumi per rappresentare i concetti
● realizzo installazioni, per creare uno spazio nel quale il pubblico possa entrare
● dipingo all’interno di volumi, costringendo l’occhio a spingersi oltre per scorgere altri mondi
● nascondo fisicamente i miei dipinti, che per essere scoperti richiedono un’azione da parte dello spettatore.
Tutto questo nasce dal pensiero che la bellezza ha un valore che va ben oltre la sua dimensione estetica; non è soltanto armonia, proporzione o equilibrio di forme, colori e volumi, ma un linguaggio delicato, intimo, capace di parlare dei sentimenti e della fragilità dell’animo umano.








