Abisso stratificato

opera
Abisso stratificato
Abisso stratificato
categoria Pittura
soggetto Natura, Astratto
tags rifiuto, natura, organico, inorganico, olastica, ambiente, inquinamneto, società, scarto, alimenti
base 60 cm
altezza 40 cm
profondità 0 cm
anno 2022
Titolo: Abisso Stratificato
Dim. 70x50x0,3cm
Supporto: stampa su forex
Tecnica: mista su micro pitture di frammenti organici e inorganici, acrilico e colle, fissati su rettangoli di acetato montati su telai per diapositive da 24×36 mm e successivamente post digitalizzati senza utilizzare AI nel processo digitale.
Fondale marino in una geografia interiore, un territorio sospeso tra organismo e materia, tra memoria e trasformazione. L’opera nasce da un processo ibrido e radicalmente sperimentale: interventi in post-produzione su acetati per diapositive, costruiti con plastiche, pigmenti e materiali organici e inorganici, successivamente digitalizzati senza l’ausilio di intelligenza artificiale. Questo elemento tecnico non è marginale, ma parte integrante della poetica del lavoro: ogni frammento è il risultato di un’azione fisica, manuale, di un tempo lento di sedimentazione.
Da questo processo emergono micro-frammenti organici e inorganici, fissati su rettangoli di acetato montati su telai per diapositive da 24×36 mm. Attraverso coloranti e colle naturali, tali residui vengono esaltati e trasformati in materia visiva. L’opera pone al centro il significato dello scarto: ciò che viene considerato rifiuto non scompare, ma persiste, si trasforma, lascia tracce. In questa prospettiva, lo spreco non è solo un dato ambientale, ma una condizione culturale che modifica irreversibilmente il paesaggio.
La superficie si presenta come una sedimentazione complessa: strati translucidi si sovrappongono generando tensioni tra opacità e trasparenza. Le cromie – verdi ossidati, bruni ferrosi, bianchi lattiginosi – evocano un ecosistema sottomarino in cui luce e materia si contendono lo spazio. Le forme frastagliate ricordano alghe, resti corallini, membrane organiche e detriti plastici, suggerendo un ambiente insieme naturale e antropizzato. Non vi è un punto focale definito: lo sguardo è costretto a un’esplorazione lenta, quasi tattile, come immerso in un abisso torbido e contemporaneo.
Dal punto di vista compositivo, linee diagonali e fratture spezzate generano un movimento interno continuo. Il fondale non è quiete, ma tensione: un ecosistema vivo e fragile, attraversato da lacerazioni che rimandano tanto ai processi geologici quanto all’impatto umano. La plastica, fisicamente incorporata nel processo creativo, diventa simbolo e testimonianza: ciò che nella realtà inquina il mare viene qui trasfigurato in linguaggio visivo, assumendo un valore critico e riflessivo.
La scala intima della micropittura amplifica il senso di immersione. La dimensione ridotta impone uno sguardo ravvicinato, quasi microscopico, ribaltando la percezione del paesaggio: l’infinitamente piccolo si fa vasto, l’elemento marginale diventa universo. La digitalizzazione non altera la natura materica dell’opera, ma ne estende la fruizione, rendendo percepibile ogni dettaglio, ogni increspatura, ogni inclusione.
Abisso Stratificato si configura così come una mappa simbolica del mare contemporaneo: non una rappresentazione mimetica, ma una stratificazione critica che interroga il rapporto tra natura e artificio, tra memoria biologica e residuo industriale. È un’opera che chiede tempo, attenzione e responsabilità, invitando l’osservatore ad attraversare un fondale in cui convivono bellezza e inquietudine, fragilità e resistenza.
Elisabetta Accoto
artista
ElisabettAccoto
Artista, Roma
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