opera
Finché morte non ci separi
categoria | Installazione |
soggetto | Politico/Sociale |
tags | feminicide, Femminicidio, femicides, woman, patriarchy, gender violence |
base | 200 cm |
altezza | 50 cm |
profondità | 200 cm |
anno | 2025 |
Finché morte non ci separi. Un vincolo che diventa condanna, un gesto quotidiano spezzato dalla violenza. Su piastrelle di marmo, fredde come lapidi, giacciono rossetti massacrati da una lama. Accanto, un coltello macchiato di colore sigilla la trasposizione tra il corpo del rossetto e quello della donna.
Il marmo è memoria e irreversibilità, un segno inciso nel tempo. I rossetti, diversi nei colori e nelle forme, raccontano la trasversalità della violenza di genere: non ha confini, non ha età.
Il titolo ribalta il giuramento coniugale nella sua forma più brutale. Nella maggior parte dei femminicidi, il carnefice è un partner o un ex partner, e l’arma più usata è il coltello.
Il marmo è memoria e irreversibilità, un segno inciso nel tempo. I rossetti, diversi nei colori e nelle forme, raccontano la trasversalità della violenza di genere: non ha confini, non ha età.
Il titolo ribalta il giuramento coniugale nella sua forma più brutale. Nella maggior parte dei femminicidi, il carnefice è un partner o un ex partner, e l’arma più usata è il coltello.