opera
Lilith
| categoria | Installazione |
| soggetto | Natura, Figura umana, Astratto |
| tags | essenza, suono, codice morse, mappatura, mappa, esistenza |
| base | 120 cm |
| altezza | 120 cm |
| profondità | 500 cm |
| anno | 2025 |
Protagonista di quest’opera è la voce:
impronta fisica e intangibile del sé,
vibrazione che attraversa la materia e la modifica.
Da qui nasce la domanda:
dove va a finire la voce?
Nell’anima dell’acciaio armonico delle spirali delle molle sospese, è custodito l’eco di alcune voci raccolte nel 2024.
Ogni traccia è stata elaborata ricercandone la frequenza essenziale, trasformata in codice Morse e condotta progressivamente verso la dissolvenza: un moto verso l’assenza, intesa non come vuoto assoluto, ma come trasformazione dell’esistenza.
Le frequenze vocali, una a una, si armonizzano fino a confluire in una frequenza comune, un canto collettivo destinato a farsi parte del Tutto.
Anche quando la voce si dissolve, continua ad agire.
Nell'immaginario dell'artista, a vegliare su queste voci è Lilith.
La prima donna creata da Dio e poi omessa dalla narrazione diventa qui figura del silenzio che opera: assenza attiva, presenza che persiste.
È Lilith a custodire le voci e le parole, a conservarle nella rete su cui galleggia l’universo, dove tempo e spazio si curvano e il suono non si estingue.
Lilith è un’installazione sonora di dimensioni variabili (circa 5 × 1,5 m).
Tredici tracce vocali, donate su invito tra febbraio e giugno 2024, sono udibili attraverso diffusori audio sospesi a una rete di molle in acciaio armonico.
Le voci sono state rielaborate con echi, riverberi e omissioni.
Voci di:
Giulio Corda, Elisa Montessori, Domitilla Dardi, Andrea Scazzola, Benedetta Lucherini, Rodolfo Belcastro, Cristallo Odescalchi, Daniela Di Lullo, Anton Giulio Onofri, Ayse Burcin Sonmez, Jacopo Castelnuovo, Alessandra Zucchi, Laura Melidoni.
impronta fisica e intangibile del sé,
vibrazione che attraversa la materia e la modifica.
Da qui nasce la domanda:
dove va a finire la voce?
Nell’anima dell’acciaio armonico delle spirali delle molle sospese, è custodito l’eco di alcune voci raccolte nel 2024.
Ogni traccia è stata elaborata ricercandone la frequenza essenziale, trasformata in codice Morse e condotta progressivamente verso la dissolvenza: un moto verso l’assenza, intesa non come vuoto assoluto, ma come trasformazione dell’esistenza.
Le frequenze vocali, una a una, si armonizzano fino a confluire in una frequenza comune, un canto collettivo destinato a farsi parte del Tutto.
Anche quando la voce si dissolve, continua ad agire.
Nell'immaginario dell'artista, a vegliare su queste voci è Lilith.
La prima donna creata da Dio e poi omessa dalla narrazione diventa qui figura del silenzio che opera: assenza attiva, presenza che persiste.
È Lilith a custodire le voci e le parole, a conservarle nella rete su cui galleggia l’universo, dove tempo e spazio si curvano e il suono non si estingue.
Lilith è un’installazione sonora di dimensioni variabili (circa 5 × 1,5 m).
Tredici tracce vocali, donate su invito tra febbraio e giugno 2024, sono udibili attraverso diffusori audio sospesi a una rete di molle in acciaio armonico.
Le voci sono state rielaborate con echi, riverberi e omissioni.
Voci di:
Giulio Corda, Elisa Montessori, Domitilla Dardi, Andrea Scazzola, Benedetta Lucherini, Rodolfo Belcastro, Cristallo Odescalchi, Daniela Di Lullo, Anton Giulio Onofri, Ayse Burcin Sonmez, Jacopo Castelnuovo, Alessandra Zucchi, Laura Melidoni.











