opera
Portale di una fine promessa
| categoria | Fotografia |
| soggetto | Paesaggio |
| tags | #war, #black&white, #confine, #silenzio, #memoria |
| base | 70 cm |
| altezza | 100 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2026 |
l'immagine come superficie satura e restituirle la sua
funzione sensibile, capace di evocare una relazione profonda e non spettacolare con lo sguardo. In un
contesto visivo dominato dall'eccesso e dall'assuefazione, la fotografia diventa strumento per rendere
percepibile ciò che normalmente rimane invisibile: soglie, tracce, presenze minime che abitano lo
spazio senza imporsi. La ricerca si concentra sul concetto di confine, inteso non come linea fissa o
limite geografico, ma come costruzione mentale e percettiva. La soglia emerge come spazio intermedio
e instabile, luogo di attraversamento piuttosto che di separazione. Attraverso immagini essenziali, prive
di enfasi narrativa, si esplorano i punti in cui interno ed esterno, visibile e invisibile, controllo e
abbandono entrano in tensione. Nodi, intrecci, ombre e segni diventano elementi centrali della ricerca
visiva: punti di accumulazione e resistenza che trasformano il confine in relazione. L'immagine non
descrive, ma suggerisce; non documenta, ma attiva una memoria corporea e percettiva nello spettatore.
La fotografia si configura come un campo sensibile, dove la materia dello spazio e quella
dell'esperienza si fondono, generando una percezione rallentata e stratificata. La visione proposta è
gentile e silenziosa, in contrasto con l'aggressività delle immagini contemporanee. Ogni scatto si offre
come una soglia da abitare, un'occasione di ascolto e sospensione, dove il confine perde la sua
funzione di barriera e si rivela come uno spazio fluido, aperto all'indeterminato e alla trasformazione.
L'immagine assume così una funzione etica e percettiva: non impone significati, ma apre alla possibilità
della relazione. Lo sguardo è invitato a soffermarsi, a riconoscere una misura, a confrontarsi con ciò
che resta ai margini, dove il paesaggio si fa esperienza e il tempo si dilata, lasciando emergere una
dimensione intima e riflessiva. Una pratica che privilegia l'attesa. È silenziosa.
funzione sensibile, capace di evocare una relazione profonda e non spettacolare con lo sguardo. In un
contesto visivo dominato dall'eccesso e dall'assuefazione, la fotografia diventa strumento per rendere
percepibile ciò che normalmente rimane invisibile: soglie, tracce, presenze minime che abitano lo
spazio senza imporsi. La ricerca si concentra sul concetto di confine, inteso non come linea fissa o
limite geografico, ma come costruzione mentale e percettiva. La soglia emerge come spazio intermedio
e instabile, luogo di attraversamento piuttosto che di separazione. Attraverso immagini essenziali, prive
di enfasi narrativa, si esplorano i punti in cui interno ed esterno, visibile e invisibile, controllo e
abbandono entrano in tensione. Nodi, intrecci, ombre e segni diventano elementi centrali della ricerca
visiva: punti di accumulazione e resistenza che trasformano il confine in relazione. L'immagine non
descrive, ma suggerisce; non documenta, ma attiva una memoria corporea e percettiva nello spettatore.
La fotografia si configura come un campo sensibile, dove la materia dello spazio e quella
dell'esperienza si fondono, generando una percezione rallentata e stratificata. La visione proposta è
gentile e silenziosa, in contrasto con l'aggressività delle immagini contemporanee. Ogni scatto si offre
come una soglia da abitare, un'occasione di ascolto e sospensione, dove il confine perde la sua
funzione di barriera e si rivela come uno spazio fluido, aperto all'indeterminato e alla trasformazione.
L'immagine assume così una funzione etica e percettiva: non impone significati, ma apre alla possibilità
della relazione. Lo sguardo è invitato a soffermarsi, a riconoscere una misura, a confrontarsi con ciò
che resta ai margini, dove il paesaggio si fa esperienza e il tempo si dilata, lasciando emergere una
dimensione intima e riflessiva. Una pratica che privilegia l'attesa. È silenziosa.











