opera
Senti-ERI
| categoria | Installazione |
| soggetto | Paesaggio, Natura, Architettura |
| tags | Senti-ERI , Falìa, Val Camonica, Paola Cenati, Bostrico, Fusione a cera persa |
| base | 20 cm |
| altezza | 80 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2025 |
Senti-ERI
2025
Opera installata a Sommaprada (Lozio, Val Camonica) durante la residenza “Falìa”
Due fusioni a cera persa in ottone nichelato e in bronzo nichelato
80x20x0,3 cm, 15x10x0,2 cm installate su Betulla a Sommaprada e a
Villa di Lozio (Val Camonica)
Due fusioni a cera persa sono state inserite su un albero. Nel metallo è inscritta la provenienza della matrice, tronchi trovati nel bosco di Villa di Lozio
segnati dall’azione erosiva del bostrico*.
Nel tempo le due sculture, una in bronzo e l’altra in ottone (entrambe nichelate) verranno reintegrate nell’albero come traccia del periodo storico che ha caratterizzato il disastro del bostrico. I segni verranno reintegrati all’interno della forma andando a costituire un inglobamento e quindi un unicum tra naturale e artificiale che sarà visibile solo grazie a scansione a raggi x. La fusione diventerà una armatura interna incapace di essere vista che rende invisibile il procedimento di cambiamento nel corso degli anni ma la cui forma di esperienza rimane statica nel processo.
La scultura a Sommaprada funge da monumento e riflessione sul tema e sul luogo (Riflesso della cromatura in nichel – riflette la parte di fronte ad esso dove si trova appunto il disastro del bostrico)
mentre quella a Villa è situata vicino al luogo colpito fungendo da ferita da rimarginare attraverso la crescita e quindi al passaggio di anni che portano la scultura nonché il momento - sia annuale (anello dell’albero) sia storico - ad essere inglobato e superato. La riflessione e la ferita diventano due modi di realizzazione dell’opera, due momenti co-presenti ed entrambi duraturi nel tempo.
*Il bostrico tipografo, o bostrico dell’abete rosso (Ips typographus (Linnaeus, 1758) è un insetto dell’ordine dei coleotteri e della famiglia dei curculionidi che scava il legno sottostante la corteccia.
2025
Opera installata a Sommaprada (Lozio, Val Camonica) durante la residenza “Falìa”
Due fusioni a cera persa in ottone nichelato e in bronzo nichelato
80x20x0,3 cm, 15x10x0,2 cm installate su Betulla a Sommaprada e a
Villa di Lozio (Val Camonica)
Due fusioni a cera persa sono state inserite su un albero. Nel metallo è inscritta la provenienza della matrice, tronchi trovati nel bosco di Villa di Lozio
segnati dall’azione erosiva del bostrico*.
Nel tempo le due sculture, una in bronzo e l’altra in ottone (entrambe nichelate) verranno reintegrate nell’albero come traccia del periodo storico che ha caratterizzato il disastro del bostrico. I segni verranno reintegrati all’interno della forma andando a costituire un inglobamento e quindi un unicum tra naturale e artificiale che sarà visibile solo grazie a scansione a raggi x. La fusione diventerà una armatura interna incapace di essere vista che rende invisibile il procedimento di cambiamento nel corso degli anni ma la cui forma di esperienza rimane statica nel processo.
La scultura a Sommaprada funge da monumento e riflessione sul tema e sul luogo (Riflesso della cromatura in nichel – riflette la parte di fronte ad esso dove si trova appunto il disastro del bostrico)
mentre quella a Villa è situata vicino al luogo colpito fungendo da ferita da rimarginare attraverso la crescita e quindi al passaggio di anni che portano la scultura nonché il momento - sia annuale (anello dell’albero) sia storico - ad essere inglobato e superato. La riflessione e la ferita diventano due modi di realizzazione dell’opera, due momenti co-presenti ed entrambi duraturi nel tempo.
*Il bostrico tipografo, o bostrico dell’abete rosso (Ips typographus (Linnaeus, 1758) è un insetto dell’ordine dei coleotteri e della famiglia dei curculionidi che scava il legno sottostante la corteccia.











