opera
What time is it? What is time?
| categoria | Illustrazione |
| soggetto | Astratto |
| tags | tempo , disegno , oggetti , rottura , scrittura del tempo , sistema di misurazione , progetto , diario , annotazione diaristica |
| base | 500 cm |
| altezza | 200 cm |
| profondità | 200 cm |
| anno | 2025 |
5 tavole disegno grafite su carta millimetrata, oggetti rotti, due tele disegnate
installazione variabile in base allo spazio di allestimento
What time is it - what is time è un progetto che non si chiede cosa sia il tempo ma come esso venga rappresentato e quali convenzioni si utilizzino. La ricerca parte da una registrazione diaristica durata anni, sviluppata in una prettamente scientifica, grazie al dialogo, alla ricerca e collaborazione del science advisor Massimiliano Rota, ricercatore presso l’università di Bristol (Uk).
Il concetto che abbiamo del tempo è tra l’immaginifico, il terreno e il pratico, legato al nostro spostarsi, al misurare o registrare, dall’ambito fisico a quello volutamente sentimentale. La ricerca è partita dal confronto dei tre metodi per descrivere il tempo: il primo è legato alla caduta dell’atomo di cesio -133 che definisce il secondo, il secondo è correlato ai moti della Terra in rapporto al sole e al sistema solare, mentre l’ultimo utilizza i sistemi informatici e onde radio.
Nel progetto ci sono calcoli e tabelle a confronto che delineano ombre di oggetti rotti, disegnati su carta millimetrata, disposti in successione lungo una linea, scelta come canale di trasmissione per descrivere la progressione del tempo sulla Terra.
Dopo l’accumulo di oggetti e la loro annotazione personale nel momento preciso della rottura, lo studio si concentra sull’osservare l’incertezza, quel lasso di tempo che trascorre tra la rottura reale dell’oggetto e la sua trascrizione, la stima e approssimazione dell’orologio utilizzato, confrontandoli con le convenzioni standard usa- te per rappresentare il tempo.
installazione variabile in base allo spazio di allestimento
What time is it - what is time è un progetto che non si chiede cosa sia il tempo ma come esso venga rappresentato e quali convenzioni si utilizzino. La ricerca parte da una registrazione diaristica durata anni, sviluppata in una prettamente scientifica, grazie al dialogo, alla ricerca e collaborazione del science advisor Massimiliano Rota, ricercatore presso l’università di Bristol (Uk).
Il concetto che abbiamo del tempo è tra l’immaginifico, il terreno e il pratico, legato al nostro spostarsi, al misurare o registrare, dall’ambito fisico a quello volutamente sentimentale. La ricerca è partita dal confronto dei tre metodi per descrivere il tempo: il primo è legato alla caduta dell’atomo di cesio -133 che definisce il secondo, il secondo è correlato ai moti della Terra in rapporto al sole e al sistema solare, mentre l’ultimo utilizza i sistemi informatici e onde radio.
Nel progetto ci sono calcoli e tabelle a confronto che delineano ombre di oggetti rotti, disegnati su carta millimetrata, disposti in successione lungo una linea, scelta come canale di trasmissione per descrivere la progressione del tempo sulla Terra.
Dopo l’accumulo di oggetti e la loro annotazione personale nel momento preciso della rottura, lo studio si concentra sull’osservare l’incertezza, quel lasso di tempo che trascorre tra la rottura reale dell’oggetto e la sua trascrizione, la stima e approssimazione dell’orologio utilizzato, confrontandoli con le convenzioni standard usa- te per rappresentare il tempo.











