Roberto Visani

Scultore
Carpenedolo
Foto del profilo di Roberto Visani
SEMI DI ALBERI CHE ASSORBONO PIÙ CO2

In questo momento storico dove i grandi della terra si riuniscono per trovare soluzioni e accordarsi sul destino del nostro pianeta,  per cercare di diminuire la CO2 in atmosfera.
Nella mia ricerca ho selezionato alcuni semi di alberi che assorbono più CO2 .
Realizzati in Bronzo, in Bronzo bianco. Sono alcune delle tante piccole creature che possano generare alberi così diversi e assorbire Anidride Carbonica. (CO2)
IL SEME DI TIGLIO,
IL SEME DI GINKO BILOBA,
IL SEME DI BETULLA,
SEME D’ ACERO,
SEME DI FRASSINO,
SEME DI ACERO RICCIO,
E MOLTI ALTRI.

Seme di TIGLIO ( https://it.wikipedia.org/wiki/Tilia )
Seme di GINKO ( https://it.wikipedia.org/wiki/Ginkgo_biloba )
Seme diBETULLA( https://it.wikipedia.org/wiki/Betula_pendula )
Seme d’ ACERO ( https://it.wikipedia.org/wiki/Acer_pseudoplatanus )
Seme del FRASSINO ( https://it.wikipedia.org/wiki/Fraxinus_excelsior )
Seme di ACERO RICCIO ( https://it.wikipedia.org/wiki/Acer_platanoides )


“I miei occhi sono piccoli ma vedono cose enormi”...

Così scriveva un grande poeta persiano del Tredicesimo secolo.....Roberto Visani al contrario, con i suoi occhi vede cose piccolissime ha scoperto un microcosmo, colleziona e gioca con immagini di un mondo invisibile e sconosciuto a quasi tutti noi, abituati a vedere e percepire solo la realtà materica che ci circonda.

Vive in un mondo a sè: il mondo dei semi il vero sale della terra, la riproduzione del creato, il potenziale creativo del nostro ambiente.

Da questo mondo invisibile Roberto Visani crea opere scultoree ingrandendo e forgiando, e nonostante la pietra, il metallo le forme sono vibranti e vive, essenziali ed arcaiche, ma raffinate, raffinatezza raggiunta con l’umiltà di un lavoro serio e costante di ricerca ed elaborazione di materiali e tecniche.

In un momento come questo, dove il mondo che fino qui ci ha accompagnato da millenni viene distrutto senza pietà, dove i semi estinti ed esistenti vengono conservati nella banca di ghiaccio, alla Global Seed Vault in Norvegia, il gesto di Roberto Visani va aldilà di un semplice intervento artistico, è un canto alla terra, è un’impegno per il futuro della umanità è un grido che chiama alla bellezza, alla perfezione del creato, e davanti a queste grandi forme perfette di pietra che appese al ramo di un albero si muovono muovendo dentro di noi antiche memorie, sorge un senso di conciliazione.

V.E.

In Natura il seme è il trasmettitore della vita stessa, nel mondo vegetale vibra quando è sulla pianta, appena si stacca da essa avviene una metamorfosi prima della rinascita, perde le sue qualità di splendore.

Roberto Visani, con attenzione botanica, lo coglie nell’attimo fuggente e lo ferma, lo arricchisce di particolari, lo magnifica in un fulgore cromatico che lascia stupefatti.

Dalla madre, madre terra, terracotta, viene riportato nel suo habitat originario, il cerchio si chiude tra le mani dell’artista che ci offre una fedele interpretazione, fedele e fantastica, macinata dal suo immaginario onirico e visivo.

La riproduzione avviene in scala variabile: come un demiurgo, mi diverte reinventare il mondo giocando a sovvertire non solo i volumi ma anche i valori. Così come i diamanti si estraggono dalla terra, i semi, che da essa germogliano, diventano nella mia arte gioielli che vivono di vita propria su di un piedistallo, e allo stesso modo trovano collocazione nell’ambiente naturale da cui traggono vita. Partito dunque dall’origine torno ad essa nell’eterno fluire della vita.

Pensando allo stretto rapporto che da sempre esiste tra arte e natura, e tralasciando le esperienze artistiche ottocentesche che miravano ad una diretta rappresentazione del dato naturale sulla tela, una delle tendenze artistiche che affiora immediatamente alla mente è quella della land art: in essa colui che crea l’opera interviene direttamente sullo spazio macroscopico della natura, manipolando la sua geografia e la sua conformazione. L’intervento che ne deriva assume spesso proporzioni monumentali, esattamente quanto i segni e le tracce lasciate come testimonianza dell’azione dell’artista.

Ma vi è un modo di affrontare la natura che è essenzialmente opposto: la volontà di indagare l’elemento naturale infinitamente piccolo, quasi attraverso un microscopio, che permette di ammirare anche elementi minuscoli, ed apparentemente insignificanti, in tutte le loro impercettibili varianti e peculiarità.

È in questa direzione che si muove il lavoro di Roberto Visani, giovane scultore che da tempo ha eletto a sua primaria fonte d’ispirazione l’oggetto naturale; strumento e soggetto dell’opera nel suo caso non è il territorio, ma l’elemento originario per eccellenza, il seme, sul quale egli esercita caparbiamente una ricerca incentrata sulla forma essenziale, non manipolata, bella, di una bellezza che non ha bisogno dell’intervento umano per mostrarsi in tutta la sua perfezione.

Il lavoro dall’artista non interferisce con il paesaggio, non lo segna in modo più o meno indelebile, ma diviene oggetto a sé stante, capace però al contempo, di mimetizzarsi e nascondersi in esso, cercando un accordo affinché ci possa essere coabitazione tra ciò che preesisteva e ciò che viene prodotto ed inserito. Le sculture realizzate da Visani hanno infatti questa particolare duttilità: risultano di forte impatto sia collocate su un piedistallo sia posizionate nell’ambiente naturale. Ciò è possibile grazie alla loro conformazione, alle linee elementari di cui sono costituite, al senso di purezza estrema che emanano.

Egli agisce attraverso la natura senza tentare di rappresentarla, ma servendosi di essa per la creazione di forme originali ed originarie. Esiste una similitudine particolarmente rappresentativa, ed utilizzata in passato per far comprendere che anche l’arte astratta può derivare dalla realtà che ci circonda: il seme piantato nella terra cresce generando prima un albero e poi i frutti, ma né l’albero né i frutti somigliano a ciò che li ha generati. Allo stesso modo l’artista trae ispirazione dalla realtà, che rappresenta la terra fertile, producendo forme ed immagini che non necessariamente somigliano a ciò di cui i suoi occhi si sono nutriti.

L’osservazione del seme permette di accrescerne la conoscenza delle linee e dei volumi intimamente scrutati e riprodotti, in scala variabile, spesso con materiali nobili; marmo e bronzo sostituiscono con le loro superfici lisce e riflettenti la porosità o la pelle originaria dell’oggetto. Elevano ciò che tutti tendiamo a tralasciare nella quotidianità e che torna, nelle opere di Roberto, impreziosito da una veste nuova. Il compito dell’artista è allora quello di creare forme naturali ma durevoli, dotate di un’aspettativa di vita estremamente diversa da quelle che egli estrapola dalla natura; semi nati per trasformarsi ed essere inghiottiti nel ciclo naturale della vita, riproposti come gioielli preziosi ed eterni.

A differenza dell’approccio nei confronti della natura messo in atto dai rappresentanti della già citata Land Art, la poetica dell’artista non affonda le radici nelle tematiche concettualistiche, ma rivaluta la potenza della forma semplice, astratta, brancusiana; una forma che porta con sé una carica vitale equiparabile a quella racchiusa nei semi osservati. Ogni orpello viene tralasciato per lasciare spazio all’essenziale, al primordiale, al vero.

Pensando allo stretto rapporto che da sempre esiste tra arte e natura, e tralasciando le esperienze artistiche ottocentesche che miravano ad una diretta rappresentazione del dato naturale sulla tela, una delle tendenze artistiche che affiora immediatamente alla mente è quella della land art: in essa colui che crea l’opera interviene direttamente sullo spazio macroscopico della natura, manipolando la sua geografia e la sua conformazione. L’intervento che ne deriva assume spesso proporzioni monumentali, esattamente quanto i segni e le tracce lasciate come testimonianza dell’azione dell’artista.

Ma vi è un modo di affrontare la natura che è essenzialmente opposto: la volontà di indagare l’elemento naturale infinitamente piccolo, quasi attraverso un microscopio, che permette di ammirare anche elementi minuscoli, ed apparentemente insignificanti, in tutte le loro impercettibili varianti e peculiarità.

È in questa direzione che si muove il lavoro di Roberto Visani, giovane scultore che da tempo ha eletto a sua primaria fonte d’ispirazione l’oggetto naturale; strumento e soggetto dell’opera nel suo caso non è il territorio, ma l’elemento originario per eccellenza, il seme, sul quale egli esercita caparbiamente una ricerca incentrata sulla forma essenziale, non manipolata, bella, di una bellezza che non ha bisogno dell’intervento umano per mostrarsi in tutta la sua perfezione.

Il lavoro dall’artista non interferisce con il paesaggio, non lo segna in modo più o meno indelebile, ma diviene oggetto a sé stante, capace però al contempo, di mimetizzarsi e nascondersi in esso, cercando un accordo affinché ci possa essere coabitazione tra ciò che preesisteva e ciò che viene prodotto ed inserito. Le sculture realizzate da Visani hanno infatti questa particolare duttilità: risultano di forte impatto sia collocate su un piedistallo sia posizionate nell’ambiente naturale. Ciò è possibile grazie alla loro conformazione, alle linee elementari di cui sono costituite, al senso di purezza estrema che emanano.

Egli agisce attraverso la natura senza tentare di rappresentarla, ma servendosi di essa per la creazione di forme originali ed originarie. Esiste una similitudine particolarmente rappresentativa, ed utilizzata in passato per far comprendere che anche l’arte astratta può derivare dalla realtà che ci circonda: il seme piantato nella terra cresce generando prima un albero e poi i frutti, ma né l’albero né i frutti somigliano a ciò che li ha generati. Allo stesso modo l’artista trae ispirazione dalla realtà, che rappresenta la terra fertile, producendo forme ed immagini che non necessariamente somigliano a ciò di cui i suoi occhi si sono nutriti.

L’osservazione del seme permette di accrescerne la conoscenza delle linee e dei volumi intimamente scrutati e riprodotti, in scala variabile, spesso con materiali nobili; marmo e bronzo sostituiscono con le loro superfici lisce e riflettenti la porosità o la pelle originaria dell’oggetto. Elevano ciò che tutti tendiamo a tralasciare nella quotidianità e che torna, nelle opere di Roberto, impreziosito da una veste nuova. Il compito dell’artista è allora quello di creare forme naturali ma durevoli, dotate di un’aspettativa di vita estremamente diversa da quelle che egli estrapola dalla natura; semi nati per trasformarsi ed essere inghiottiti nel ciclo naturale della vita, riproposti come gioielli preziosi ed eterni.

A differenza dell’approccio nei confronti della natura messo in atto dai rappresentanti della già citata Land Art, la poetica dell’artista non affonda le radici nelle tematiche concettualistiche, ma rivaluta la potenza della forma semplice, astratta, brancusiana; una forma che porta con sé una carica vitale equiparabile a quella racchiusa nei semi osservati. Ogni orpello viene tralasciato per lasciare spazio all’essenziale, al primordiale, al vero.

C.Z.

Bio

Roberto Visani

nato a Brescia il 07 marzo 1974

STUDI

Maturità applicata presso l’Istituto d’Arte Caravaggio a Brescia. Diploma di Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

MOSTRE

1993:

Primo premio - Concorso “Una nuova immagine” per la copertina della rivista “Civiltà bresciana”.

2000:

Collettiva “Il Sogno e la Forma” nella Chiesa San Antonio Roccafranca, Brescia. A cura di Emiliano Valturini.

2006:

Personale “Grano Salis” nel Castello Bonoris di Montichiari, Brescia. A cura di Claudia Bontempi.

Collettiva “StonaRte” presso Palazzo Menghini di Castiglione delle Stiviere, Mantova.

A cura dell’Assessorato alla Cultura di Castiglione delle Stiviere.

Personale “Grano Salis” presso l’Hotel “La Corte” di Bagnolo San Vito, Mantova.

2007:

Collettiva “Progetto Joyce adotta un Artista” in Villa Conti Cipolla a Olfino di Monzambano, Mantova.

Collettiva “Ricognizione 2007-2008” Associazione AAB presso Vicolo delle Stelle, Brescia. A cura di Vasco Frati e Giuseppina Ragusini.

Collettiva - Terzo premio sezione scultura - Secondo Concorso Nazionale “Giacomo Malfanti” presso Castello Pallavicini Casali Monticelli d’Ongina, Piacenza. A cura di Albino Casarola.

Evento “Abitare il Tempo” Fiera di Verona, stand Mosaique, Verona.

2008:

Collettiva “Pietra & Co. Public art a Sirmione - Incontro con la scultura di pietra ... e non solo” Parco Callas

, Sirmione del Garda, Brescia. A cura di Lillo Marciano.

Collettiva “VillArt Miscellanea” Palazzo Bottagisio, Villafranca di Verona, Verona.

 

2009:

Collettiva “Cresce una nuova energia” Mazzoleni Art gallery ad Alzano Lombardo, Bergamo. A cura di Beniamino Piantoni.

Collettiva - Primo premio sezione scultura - Quarto Concorso Nazionale “Giacomo Malfanti” presso Castello Pallavicini Casali Monticelli d’Ongina, Piacenza. A cura di Albino Casarola. Collettiva Selezione Concorso “Le Stagioni degli Alberi” Parco di Villa Guzzi, Lecco. A cura dell’Associazione Culturale Coricancha.

Evento “Ossigeno per la Mente” Paghera Green Filosofy, Lonato del Garda, Brescia. A cura di Anna Paghera.

Collettiva Castello Pallavicini Casali, Monticelli d’Ongina, Piacenza.

Evento “Arte Fiera” Galleria Amarillo Arte a Reggio Emilia.

Personale “Chi semina raccoglie” a Vintage Wine Gallery, Brescia.

2010:

Personale “Mojito Café”, Lecco.

Evento “Fiori per tutte le passioni” Viva il Verde a Ponte San Marco, Brescia. A cura di Erica Cherubini.

Personale “Art Studio Café”, Roma. A cura di Alessandra Savelli.

2011:

Personale “Arte semi-nata” Galleria Spazio Aref, Brescia. A cura di Cinzia Zanetti.

Collettina “Ambient Festival” Art Contest, Galleria Ucai, Brescia. A cura di Enrico Squassina e Melania Gazzotti.

Evento " Il Giardino di Delizia " Villa Bettoni Garniano, Brescia, A cura dell' Architetto Frassoni.

Collettiva “Calici sotto le stelle” Palazzo Colella, Pratola Peligna, L’Aquila. A cura di Emiliano D’Andreamatteo.

Collettiva “Incontri 2011” Centro Arte Moderna e Contemporanea, GAMEC, Pisa. A cura di Massimiliano Sbrana.

Collettiva “Rassegna d’Arte Contemporanea” Museo Cà dei Carraresi, Treviso. A cura di Barbara Vincenzi e Daniel Buso.

Personale “ Raccolti” Bivio 73, Gallignano di Soncino, Cremona. A cura di Michela Franzelli.

Collettiva:"Semefioredonna" caffetteria di Palazzo Braschi, Piazza Navona, Roma.

Collettiva: Primo premio Scultura " Il richiamo della foresta" expo di arti visive VIlla Pisani, Stra Venezia. A cura di Maria Grazia Todaro.

2012:

Collettiva " Arte in Primopiano " Orzinuovi, Brescia, a cura di Michela Franzelli

Evento " A ritmo di Jazz e opere d' Arte " Palazzo Trecchi, Cremona, a cura di Michela Franzelli

Aggiudicazione un opera in periferia -Concorso Opere d' Arte in periferia Roma

Collettiva CONNUBBIO arte e grafica a cura di Michela Franzelli Quinzano d' Oglio, Brescia

Personale Scultura Galleria Spazio Aref a cura di Michela Franzelli Piazza Loggia Brescia Personale Rinascita Galleria Spazio Aref a cura di Michela Franzelli Piazza Loggia Brescia.

2013

Collettiva: " Forme, Colori e Frammenti Contemporanei " Milano, Deutsche Bank, a cura di Michela Franzelli

Personale “The Secret World of Seeds" Gardens by the Bay, Singapore, a cura di Francesca Nannini

Collettiva: Coffee Art Project Milan, Arcamfactory,Milano, a cura di Silvia Lioci

2014

Residenza d' Artista, Masseria Panareo, Lecce a cura di Francesca Nannini.

Personale: Aperitivo con l' artista, ristorante La Filanda Asola, Mantova.

2015

Personale Vintage Vine Gallery Brescia.

2016

Collettiva: Tre viaggi, spazio Paghera, Lonato del Garda, a cura di Anna Paghera.

2017

Personale: Genesi, Villa Erba, Cernobbio a cura di Anna Rapisarda.

Collettiva : 10 Years Anniversary Hilton Molino Stucky, Venezia.

Personale: Hortus Floridus, Villa Pisani Bolognesi Scalabrin, Vescovana, Padova, a cura di Mariella Bolognesi Scalabrin.

2018

Personale: Origin >> Nature Galleria Spazio Aref Brescia, a cura di Silvia Iacobelli.

Personale : Giardinity 2018, Giardini immaginati,dove riconoscersi o smarrirsi.Villa Pisani Bolognesi Scalabrin, a cura di Mariella Bolognesi Scalabrin.

2019

Collettiva: galleria Punto G Pietrasanta, Lucca

Fiera ArtePadova: stand galleria Punto G Padova

 

 
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