Vincenzo Bartoli

Pittore
Roma
Foto del profilo di Vincenzo Bartoli
2020+

2020

Idee19 Set 2021
Sospendendo le intenzioni di ricerca metafisica, le opere di quest'ultimo periodo sono l'urgenza dei nostri momenti presenti con un ritorno a quell'arte dal profondo significato psicologico. La sua ricerca rimarca nuovamente la riflessione costante sulla frammentarietà dell’animo umano riacutizzata dalle recenti tragedie dell'umana pietà esistenziale, una lotta tra tensioni interne, divergenti e soverchianti. La metamorfosi del disordine umano che si percepisce nelle sue ultime opere viene generata da una variegata gamma di stati psichici ed emotivi, ed è condizione primaria che l’artista sente ed esperisce con urgenza espressiva. Lo stesso Bartoli descrive quest'ultimi lavori come un processo di “dispersioni erranti del fluire inconscio”.  A ritroso troviamo invece una ricerca sviluppata con la raffigurazione di semplici elementi di forma geometrica, talora dotati di terza dimensione, che originavano immagini depurate dall’utilizzo di colori e caratterizzate da un purismo costruttivo che rievoca, pur differenziandosene, gli stilemi dell’astrattismo geometrico. Queste immagini, inserite all’interno di una scala cromatica riferita principalmente ai toni del grigio e del nero e dalla dialettica cromatica tra loro, creano un’atmosfera fatta di sensazioni metafisiche e di sospensione degli oggetti nello spazio e al di fuori del tempo. Bartoli plasma immagini semplificate nell’organizzazione e con una gamma cromatica ridotta all’essenzialità del nero e del bianco, per ritrarre forme e volumi, connotati dall’antitesi fra luce e ombra, dentro e fuori, visibile e invisibile, noto e ignoto che richiamano a eterei spazi di luce e atmosfere metafisiche. L’artista mette a fuoco, come oggetto della propria investigazione, quel luogo di confine, tra il percepito ed il nascosto, tra l’apparente ed il celato, attraverso il gioco significante della luce e il contatto che avviene tra loro, lasciando intuire la frammentarietà di ogni nostro sapere e della sola percezione sensoriale, sintomo di mera soggettività e pura sensazione. La sua ricerca si connota all’interno della pittura metafisica, intesa quale esplorazione e discussione su ciò che è al di là, da ciò che appare nell’esperienza ed oltre alla fisica, attraverso la realizzazione di immagini che originano una spazialità dilatata da forme immanenti ma che la ragione converte in un sentimento evocativo verso ciò a cui alla fisica è negato. L’opera di Bartoli, nella sua tangibile ed esteticamente apprezzabile manifestazione esteriore, si addentella in modo manifesto all’arte concettuale, richiamandosi ad idee filosofiche e teoremi di pensieri di intensa cultura scientifica, significando il suo interesse per una ricerca volta ad analizzare il mondo della materia e della mente, dell’immanente e del trascendente, secondo un atteggiamento razionale, nell’approccio e nei metodi, che trae spunto significativo dal Neoplatonismo, nel tentativo di conciliare il suo microcosmo “l’essere” con il macrocosmo “l’universale”, ad indagare i misteri dell’inconoscibile, sfidando il caos dei tempi presenti con un messaggio di bellezza che vuole strapparci dall’indifferenza, lasciandoci attoniti a contemplare, stupefatti, le sue magiche astrazioni intellettuali. Per lui l’arte è consapevolezza di pensiero e allo stesso tempo slancio mistico, aspirazione ad una meta irraggiungibile, nostalgia di un non luogo dove tutto origina. Il palpito immateriale che si respira nelle sue opere rende conto dell’operazione culturale dell’artista, che fra richiami scientifici, filosofici e matematici e una pittura monocromatica fatta di silenzio e mistero, scandaglia la propria e la nostra interiorità, rappresentando un sentire del mondo invisibile trasfigurato in quello del visibile.

 

Vincenzo Bartoli nasce in Sicilia in una piccola cittadina del messinese Barcellona Pozzo di Gotto il 14 novembre del 1974. La sua carriera artistica inizia nel 1994 con la frequenza alla scuola libera del nudo presso l’Accademia di Belle Arti a Roma. Nel 1998 la sua prima personale alla Galleria Vittoria di Enrico Todi a Roma. Dal 2001 al 2004 si perfeziona nella pittura realista in particolare nella ritrattistica. Nel 2004 si avvicina alla pittura di Giorgio De Chirico ed inizia a studiare la metafisica. Nel 2005 personale alla Galeriè Deridad di Parigi e nello stesso anno personale alla Galleria della Tartaruga a Roma. Nel 2007 personale alla Soucces Dane Gallery di Londra. Nel 2008 si avvicina ai disegni di Kubin ed inizia a studiare la pittura surrealista. Nel 2009 inizia a leggere la filosofia greca e la psicoanalisi freudiana in particolare l'interpretazione dei sogni. Nel 2010 dipinge venti tele dal titolo ”Frammenti Onirici“. Nello stesso anno espone alla Stellanholm Gallery di New York. Nel 2011 espone alla Galleria Tretyakov di Mosca. Dal 2015 è presente come artista permanente nella DWY Art Gallery di New York. Nel 2016 gli viene assegnato dal presidente della giuria Prof. Luca Beatrice la targa Creatività e il premio 10.000,00 €  alla Triennale di Arte Contemporanea al Palaexpo di Verona . Nello stesso anno vengono aggiudicate in asta pubblica tre opere dell’artista, rispettivamente una presso Mecenate Aste a Milano e due alla Sotheby’s di Londra. Sempre nello stesso anno partecipa al MAG a Montreaux in Svizzera. Nel 2017 partecipa alla Biennale del Mediterraneo a Palermo, alla Biennale a Barcellona in Spagna, alla DWY Art Gallery a New York, al Birla Millenium Gallery a Londra Nel 2018 partecipa alla collettiva organizzata presso la Galleria Wikiarte di Bologna, alla collettiva "The Dream" organizzata presso la galleria Blom a Stoccolma, alla collettiva organizzata dalla galleria Farini Concept di Bologna presso la Arthill Gallery a Londra. Nel 2019 personale alla galleria del Giglio a Torino, personale a Palazzo Velli a Roma, personale alla DWY Art Gallery a New York e Art Fiera a Padova. A gennaio 2020 partecipa ad Art Innubruck in Austria, a febbraio ad Arte Fiera a Genova, a marzo a Firenze al museo Zeffirelli fondazione Amedeo Modigliani Moovart.
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