FIONA

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Rome
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MacroEco+

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The Plastic Flowers+

The Plastic Flowers

The Vortices+

The Vortices

Vedo nei dettagli, ascolto i silenzi dei materiali, rincorro il respiro delle cose vive.

La mia ricerca artistica nasce dal tentativo di dare forma a ciò che non è visibile: emozioni, tensioni e trasformazioni che attraversano l’essere umano. Il vortice è diventato il linguaggio attraverso cui traduco queste energie, uno spazio di attraversamento in cui materia, memoria e percezione entrano in relazione.

Mi chiamo Fiona Sartoretto Verna e il mio percorso si sviluppa tra arte, architettura e sperimentazione immersiva. Sono architetto di formazione, ma ho sempre sentito la necessità di superare i confini disciplinari per costruire un linguaggio più libero, capace di muoversi tra pittura, immagine digitale, video e installazione. Mi sono laureata in Architettura all’Università La Sapienza di Roma, ma una parte fondamentale della mia formazione è avvenuta negli Stati Uniti, in South Carolina, dove ho studiato pittura con l’astrattista Aj Finley McRee. In quel contesto, immersa nei paesaggi selvaggi della Lowcountry americana, ho iniziato a sperimentare il colore, il collage e una pittura più istintiva e gestuale. Tornata a Roma, ho approfondito le tecniche pittoriche tradizionali all’Accademia RUFA con Simonetta Gagliano. Successivamente i viaggi e il mio lavoro di architetto mi hanno portata ad attraversare culture, paesaggi e forme artistiche differenti, alimentando una ricerca sempre più aperta alla contaminazione dei linguaggi.

Oggi il mio lavoro si concentra sulla relazione tra esperienza emotiva, trasformazione percettiva e immersione. Le opere nascono spesso come immagini, ma si espandono attraverso video, QR code e strumenti digitali, trasformandosi in spazi da attraversare più che da osservare. L’intelligenza artificiale entra nel mio processo creativo come estensione del gesto e della visione: non sostituisce l’artista, ma amplifica la possibilità di tradurre immagini interiori e tensioni emotive in esperienze sensoriali contemporanee.

Mi interessa che l’arte non sia soltanto vista, ma abitata. Porto con me anche un’eredità affettiva importante: mia nonna, Lea Razzetti Galvan, era pittrice e le sue opere vivono oggi in collezioni private in diversi Paesi. Da lei ho imparato l’intuito, il rapporto con il colore e l’ascolto di ciò che ancora non ha forma.

Negli ultimi anni ho esposto in mostre personali e collettive, tra cui Oltre me in me a Via Margutta - Roma, Il Respiro dei Fiori e Radici di Blu. Ogni progetto rappresenta una tappa di una ricerca in continua evoluzione, che non cerca risposte definitive ma esperienze capaci di generare risonanze emotive e consapevolezza.

Il vortice, per me, è la forma visibile delle forze invisibili che attraversano l’essere umano.

 
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