Gaia Bellini

Artista
Verona
Foto del profilo di Gaia Bellini
Le Sindoni vegetali che creo sono un modo di distacco dalla dimensione spazio tempo e, grazie alla stessa, di osservazione dell'accadimento naturale che si manifesta sulla tela in maniera fenomenica. Tramite la tecnica di stampa vegetale racchiudo all'interno delle tele crude materiale vegetale che, nel lasso di un lungo tempo di contemplazione, scandagliato da forti variabili che influiranno sul risultato, assorbiranno quel che è l'impronta ed il colore del materiale contenuto al suo interno, diventando pelli di una natura che ora c'è e domani non più, in un silenzioso e continuo mutamento di colori vibrazionali. I miei ultimi lavori si presentano in una serie di sindoni che dal pensiero vogliono sfociare nel linguaggio simbolico e visivo con il concetto di pelle. Pelle come rappresentazione del sé psichico che esiste finché un involucro corporeo ne garantisce l'individualità. L'integrità del proprio io-pelle. Pelle che come nel mito di Marsia può sopravvivere come contenitore al contenuto basta che mantenga la sua continuità, e può sopravvivere a se stessa come simbolo della continuità del Sé fecondo. Su alcune delle Sindoni vegetali le tracce mutano alla luce solare sino a lasciare in superficie solo quelli che sono stati i segni più intensi che il tempo ha inciso rendendo intrinseci alla tela. In questa serie di sindoni la componente primaria non è più l'impronta ma l'assenza della stessa, in un movimento a ritroso di creazione, che in un cerchio a spirale diventa distruzione che a sua volta crea un nuovo tipo di creazione. Così noi vedremo una superficie del già accaduto, un'immagine in cui il processo è giunto al termine: memoria di un passato diventando la tela stessa narrazione storica. È questa caducità delle sindoni ad accompagnarci nella bellezza dell’impermanenza, al commovente e continuo cambiamento della natura.

 

Gaia Bellini nasce a Bardolino, tra le colline del Lago di Garda, nel 1996. Terminati gli studi, dopo un anno passato in Sud America durante il quale ha modo di assistere e studiare la materia del colore che scaturisce dal mondo vegetale, torna in Italia dove si laurea all'Accademia di Belle Arti di Venezia in Arti Visive e, parallelamente, da sempre amante e attenta osservatrice della natura, approfondisce lo studio di piante tintorie e stampa vegetale, arrivando a trovare la sua cifra poetica esprimendosi attraverso quelle che chiama Sindoni vegetali: tele pittoriche che crea ricercando armonia e delicatezza sul tessuto che, avvolto in crisalidi, si lascerà imprimere nel tempo dando forma in questo modo alla sensibilità estetica ricercata, nel mezzo tra ricerca  cosciente e scoperta.

 

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