Iside Calcagnile

Artista
Bologna
Foto del profilo di Iside Calcagnile
Iside Calcagnile nasce a Bologna nel 1993.
Nel 2016 si diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Simone Pellegrini, con una tesi su l'estasi di S.Maria Teresa D'Avila, dal titolo “Orbite vuote, desertificazione di centri, tentativi di disorientamento”.
Si trasferisce a Venezia, dove inizia la magistrale in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti, frequentando il primo anno nell'atelier di Carlo di Raco. Nel 2019 si diploma sotto la guida di Arthur Duff e Giuliano Lombardo, con una tesi dal titolo “L'abduzione come fenomeno descrittivo in Gregory Bateson”, che rintraccia un approccio ecologico in vari processi di conoscenza.
Il pensiero dell'epistemologo G. Bateson e di altri filosofi segna decisivamente la sua ricerca.
Nel 2020 inaugura il progetto PLURIMO, un progetto di ricerca che coinvolge artisti eterogenei, nato con l'assegnazione da parte del Comune di Sasso Marconi (BO) di uno spazio d'arte, Spazio relativo (https://www.instagram.com/spazio_relativo/), all'interno di un progetto di riqualificazione del settecentesco Borgo di Colle Ameno.
Iside Calcagnile lavora con la pittura su carta, su tavola, la scrittura e l'installazione.
Vive e lavora tra Venezia e Bologna.

 
fare talee del corpo
La porzione rivendica un'autonomia, una distanza dal corpo da cui proviene, l'interezza è indagata solo alla fine di questo processo, come esercizio ultimo, come sorte inevitabile, ma sempre rinnovata e rinnovabile.
L'articolazione viene utilizzata come emblema del movimento ridotto alle sue componenti essenziali, in un corpo semplice; essa la si ritrova nell'atto della locuzione: un gesto, una parola, un suono che abbandonano il discorso di senso compiuto.
Iside Calcagnile isola gli elementi per originarne una fisiologia diversa, riduce in frammenti corpi complessi per riscoprirne un andamento, una peculiarità poco dichiarata.
Raccoglie potature di rami, creandone rizomi instancabili rigeneratori di vita, ne crea dispositivi segnici, reliquiari organici, architetture complesse che si innestano fra loro. "Spesso nei miei lavori utilizzo le direzioni multiple e divergenti dei rami come specchio di quei percorsi non vagliati, quei sentimenti bloccati, quelle voci interrotte, perchè in conflitto con un'armonia complessiva. Nei lavori emerge come un organismo sia l'esito di una relazione fra parti, non un corpo unico, fatto di una materia omogenea, quanto la diversità, la pluralità, l'eterogeneità degli elementi costitutivi."
La porzione, sebbene sia isolata, non è mai porzione in necrosi, non deteriora. Se l'amputazione avviene è per la necessità intrinseca del corpo di uscire da se stesso. Questo fenomeno di estensione di un'articolazione, nel corpo della parola, viene detto in linguistica, propagginazione.
Vengono utilizzati materiali di recupero, organici e non, spesso il materiale è indagato secondo le sue possibilità di interazione. Ogni specificità di un materiale si innesta in quella del materiale vicino, si fa influenzare. Nella maggior parte dei casi ciascun componente del lavoro gode delle proprietà degli elementi limitrofi e grazie ad esse stabilisce una relazione; allo stesso tempo cede il passo, si fa mancante, non esaurisce le proprie funzioni, si apre all'eventualità di un incontro lasciando agli elementi circostanti terreno libero da abitare.
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