opera
Hold
| categoria | Pittura |
| soggetto | Figura umana |
| tags | #figura femminile, #corpo, #human body, #towards abstraction |
| base | 50 cm |
| altezza | 70 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2026 |
In questa ultima serie di lavori la figura femminile esce dai contorni della tela rimanendo senza volto. Le mani appaiono come elemento comunicativo di auto-ancoraggio, un riflesso di protezione contro il disorientamento.
Senza nascondimenti queste figure si pongono nude e a nudo sono spesso le costole, divenute alamari di un'immaginaria livrea ossea.
In questa serie uso materiali naturali, la calce, la polvere di marmo e l'olio di lino con la tecnica dell'affresco su tessuti di tappezzeria. I toni ottenuti con pigmenti e ossidi naturali richiamano quelli degli affreschi rinascimentali che ancora oggi resistono nelle chiese e nei palazzi nobiliari italiani. Anziché cornici lignee adopero passamanerie che contornano la tela riecheggiando lo spazio domestico, ambiguo luogo di protezione e traumi.
È un percorso verso l'astrazione, alla ricerca di modi possibili per varcare i confini del corpo che pure è immagine di ciò che lo anima. Un racconto della figura umana come contenitore resistente di forze contrastanti: quel continuo struggente desiderio di libertà e all'opposto di protezione.
Affresco: calce, polvere di marmo, olio di lino, ossidi e pigmenti naturali a spatola e pennello su tela canapa marchigiana.
Senza nascondimenti queste figure si pongono nude e a nudo sono spesso le costole, divenute alamari di un'immaginaria livrea ossea.
In questa serie uso materiali naturali, la calce, la polvere di marmo e l'olio di lino con la tecnica dell'affresco su tessuti di tappezzeria. I toni ottenuti con pigmenti e ossidi naturali richiamano quelli degli affreschi rinascimentali che ancora oggi resistono nelle chiese e nei palazzi nobiliari italiani. Anziché cornici lignee adopero passamanerie che contornano la tela riecheggiando lo spazio domestico, ambiguo luogo di protezione e traumi.
È un percorso verso l'astrazione, alla ricerca di modi possibili per varcare i confini del corpo che pure è immagine di ciò che lo anima. Un racconto della figura umana come contenitore resistente di forze contrastanti: quel continuo struggente desiderio di libertà e all'opposto di protezione.
Affresco: calce, polvere di marmo, olio di lino, ossidi e pigmenti naturali a spatola e pennello su tela canapa marchigiana.











