opera
Porcellum
| categoria | Scultura |
| soggetto | Politico/Sociale |
| tags | Scultura contemporanea, Simbolismo, Identità nazionale, Grottesco, Critica sociale, Satira, Scultura figurativa, Legno, Pittura a olio, Terracotta, Ceramica, Scultura, Punk Art, Pezzo unico, Luke Sodano |
| base | 18 cm |
| altezza | 28 cm |
| profondità | 9 cm |
| anno | 2024 |
Ceramica modellata e dipinta a mano a olio, smaltata con smalto per ceramica. Croce in legno dorato. Pezzo unico (1/1).
Descrizione:
Porcellum è una scultura che fonde la tradizione della ceramica smaltata con una narrazione grottesca contemporanea.
La figura zoomorfa, vividamente dipinta a olio, è fissata a una croce dorata, l'accostamento tra la raffinata tecnica della ceramica e la doratura a freddo della croce enfatizza il contrasto tra l'aspirazione al sacro e la natura posticcia della realtà contemporanea. L'opera esplora il martirio del "maiale sociale", vittima di un consumo compulsivo che diventa l'unico rito rimasto in una società svuotata di spiritualità. L'opera incorpora i colori della bandiera italiana, trasformando il soggetto in un'incarnazione grottesca della nazione stessa.
Il titolo Porcellum richiama esplicitamente il lessico della satira politica italiana, elevando l'opera a metafora di un sistema degradato e vittima del proprio consumo compulsivo.
Descrizione:
Porcellum è una scultura che fonde la tradizione della ceramica smaltata con una narrazione grottesca contemporanea.
La figura zoomorfa, vividamente dipinta a olio, è fissata a una croce dorata, l'accostamento tra la raffinata tecnica della ceramica e la doratura a freddo della croce enfatizza il contrasto tra l'aspirazione al sacro e la natura posticcia della realtà contemporanea. L'opera esplora il martirio del "maiale sociale", vittima di un consumo compulsivo che diventa l'unico rito rimasto in una società svuotata di spiritualità. L'opera incorpora i colori della bandiera italiana, trasformando il soggetto in un'incarnazione grottesca della nazione stessa.
Il titolo Porcellum richiama esplicitamente il lessico della satira politica italiana, elevando l'opera a metafora di un sistema degradato e vittima del proprio consumo compulsivo.











