opera
Studio#8,
| categoria | Disegno |
| soggetto | Astratto, Paesaggio, Figura umana |
| tags | |
| base | 40 cm |
| altezza | 40 cm |
| profondità | 0 cm |
| anno | 2021 |
In "Studio #8", Fontana sposta l'indagine sulla dimensione ritmica e temporale del segno. Qui il disegno si configura come una mappatura di frequenze: un'alternanza metodica di addensamenti e rarefazioni che traduce l'atto sonoro in una sequenza visiva discontinua.
L'opera esplora il concetto di "pausa" e di "intervallo" trasposti in ambito grafico. Il segno non cerca la massa, ma agisce come una vibrazione che incide il supporto a intervalli irregolari, mimando il battito e il respiro di una presenza evocata. La grafite diventa lo strumento per misurare il tempo dell'azione; ogni tratto è una traccia autonoma che non descrive un oggetto, ma testimonia la persistenza di un gesto nel vuoto del foglio. In "Studio #8", la carta smette di essere un piano d'appoggio per diventare uno spazio di risonanza, dove il residuo grafico fissa la memoria di una partitura muta, trasformando la fragilità della grafite in una struttura visiva carica di tensione ontologica.
Tecnica: Grafite su carta
Tiratura: Unico pezzo
Supporto: cornice con ganci sul retro
L'opera esplora il concetto di "pausa" e di "intervallo" trasposti in ambito grafico. Il segno non cerca la massa, ma agisce come una vibrazione che incide il supporto a intervalli irregolari, mimando il battito e il respiro di una presenza evocata. La grafite diventa lo strumento per misurare il tempo dell'azione; ogni tratto è una traccia autonoma che non descrive un oggetto, ma testimonia la persistenza di un gesto nel vuoto del foglio. In "Studio #8", la carta smette di essere un piano d'appoggio per diventare uno spazio di risonanza, dove il residuo grafico fissa la memoria di una partitura muta, trasformando la fragilità della grafite in una struttura visiva carica di tensione ontologica.
Tecnica: Grafite su carta
Tiratura: Unico pezzo
Supporto: cornice con ganci sul retro











