ElisabettAccoto

Artista
Roma
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COSMICO

Serie Micro pitture
Cosmico
Tecnica mista di colori, colle e materiale organico e inorganico su supporti in acetato montati su telai per diapositive da 24×36 mm, successivamente digitalizzati e stampati o video proiettati
L’opera si presenta come un’immagine sospesa tra figurazione e dissoluzione, in cui due presenze antropomorfe, prive di lineamenti e identità, si fronteggiano in uno spazio indefinito, attraversato da stratificazioni cromatiche verdi, blu e violacee. I corpi, appena accennati e quasi diafani, sembrano emergere da un fondale fluido e cosmico, mentre il gesto — una mano che tocca il collo dell’altra figura — introduce una tensione ambigua: intimità o conflitto, cura o controllo.
La superficie visiva è attraversata da macchie, velature, micro-incrostazioni che non sono semplici effetti pittorici, ma il risultato di un processo tecnico preciso e concettualmente fondante. Da questo processo emergono micro-frammenti organici e inorganici, fissati su rettangoli di acetato montati su telai per diapositive da 24×36 mm. Attraverso coloranti e colle naturali, tali residui vengono esaltati e trasformati in materia visiva. L’opera pone al centro il significato dello scarto: ciò che viene considerato rifiuto non scompare, ma persiste, si trasforma, lascia tracce. Successivamente le micro pitture prodotte vengono fotografate e digitalizzate senza modificarle con AI, lasciando anche la casualità del gesto pittorico, e in seguito stampate su qualsiasi materiale o video proiettate.
Questa metodologia produce un ribaltamento percettivo: ciò che nasce in scala microscopica — frammento, residuo, scarto — diventa immagine monumentale, espansa. L’ingrandimento amplifica l’imperfezione, rende visibile l’invisibile, trasformando la casualità in struttura compositiva. Le macchie e le sedimentazioni assumono così una doppia natura: da un lato tracce fisiche di un processo chimico-organico, dall’altro paesaggi interiori o galattici, superfici biologiche o memorie geologiche.
Le figure umane, integrate in questo campo materico, sembrano esse stesse composte di residui: la loro identità si dissolve nella stessa sostanza che le circonda. Il corpo non è più entità compatta ma accumulo, deposito, superficie attraversata dal tempo. Il gesto relazionale tra i due soggetti diventa allora metafora della condizione contemporanea: l’essere umano come materia fragile, stratificata, interdipendente.
La scelta di non intervenire digitalmente sull’immagine — di non correggere o manipolare tramite intelligenza artificiale — è coerente con la poetica dello scarto e della traccia. La casualità non viene controllata ma accolta; l’errore diventa linguaggio. La successiva possibilità di stampa su diversi supporti o di proiezione video estende l’opera oltre il formato originario, mantenendo però intatta la sua origine materica e manuale.
Criticamente, l’opera si colloca in una riflessione contemporanea sul rapporto tra micro e macro, tra residuo e rappresentazione, tra analogico e digitale. Non si limita a rappresentare corpi: li genera a partire da ciò che normalmente verrebbe eliminato. In questo senso, la micropittura diventa atto ecologico e filosofico insieme — un’estetica della persistenza, dove ogni scarto è potenziale immagine e ogni frammento è memoria.

Elisabetta Accoto: L'Estetica dell'Assenza e la Materia Memoria
Elisabetta Accoto è un'artista visiva, art director e docente la cui indagine concettuale si muove lungo il sottile confine che separa la  materia  dall' essenza . La sua ricerca, avviata nel 2000 con il diploma in Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce, trova il suo nucleo originario nella riflessione sul "segreto delle cose". Ispirandosi alla poetica dell'assenza di Domenico Gnoli, Accoto trasforma l'oggetto in un pretesto per esplorare ciò che non è visibile, ma profondamente presente.
Tra Sperimentazione e Impegno Civile
Il percorso dell'artista si distingue per una profonda consapevolezza dei materiali. Dalle prime incisioni della serie  Mondo Sorriso  — dove polveri e scarti industriali su lastre metalliche diventano messaggi universali privi di destinatario — fino alle recenti sperimentazioni sulla  "materia invisibile" , Accoto esplora il potenziale semantico del rifiuto.
Nelle sue ultime produzioni, l'artista opera una sorta di alchimia contemporanea:


Micropitture:  Realizzate con microplastiche e scarti organici, frammenti di un'antropizzazione invasiva.
Transmedialità:  Il passaggio alla digitalizzazione trasforma lo scarto in sorgenti luminose, microcosmi visivi che invitano a una riflessione critica sul consumo e sulla sostenibilità.

Una Vocazione Multidisciplinare
La sua figura professionale si articola in una rara sintesi tra creazione, didattica e gestione culturale. Dal 2008 è docente di ruolo per il Ministero dell'Istruzione e del Merito, un ruolo che nutre e si nutre della sua attività di ricerca. La sua formazione specialistica — che spazia dal management dello spettacolo alla tutela del patrimonio — converge dal 2019 nella direzione di  SpazioGem  a Roma. Questo studio d'arte e associazione culturale rappresenta oggi un polo nevralgico per la promozione delle arti visive, dei workshop e della progettualità curatoriale.

Presenza nel Sistema dell'Arte e Riconoscimenti
Attiva dal 2014 nel movimento del  Presenteismo , Elisabetta Accoto ha consolidato la propria posizione nel panorama nazionale e internazionale partecipando a prestigiosi premi e rassegne. La sua traiettoria espositiva e concorsuale vanta presenze costanti in contesti di alto profilo:
·       Rassegne Internazionali:  Premio Arte Laguna  (edizioni 19/23/26),  Luxembourg Art Prize  (dove ha ottenuto il  Certificato di Merito Artistico 2025 ),  Artavita25 ,  Circle Foundation25  e il  Premio Modigliani  (23/26).
·       Concorsi Nazionali di Prestigio:  Premio Terna ,  Combat Prize 25 ,  Quotidiana '06 ,  Mellone Art Prize 25 , e le partecipazioni alla  Rome Art Week  (24-25).
Impegno Istituzionale:  Il concorso  “Costruire la pace”  presso l'Università La Sapienza di Roma, i concorsi  BeNatural/BeWild  e il  Premio Zanolo  (vinto al Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea del Comune di Trivero). A questi si aggiunge il riconoscimento del  Premio Celeste 05 , che l'ha selezionato come artista di rilievo per la  comunicazione mediatica , confermando la capacità del suo lavoro di dialogare con i nuovi linguaggi della contemporaneità. La Realizzazione plastico urbano per la riqualificazione del centro storico della città di Giurdignano (Le) '08.
Si rimanda al cv artistico link e sito
https://www.canva.com/design/DAGEhx1F_j8/Ynjjzl5pVfqkUXt0U2a_sw/view?utm_content=DAGEhx1F_j8&utm_campaign=designshare&utm_medium=link&utm_source=publishsharelink&mode=preview
www.spaziogem.it
exibart prize EP6
ideato e organizzato da exibartlab srl,
Via Placido Zurla 49b, 00176 Roma - Italy
 
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