ElisabettAccoto

Artista
Roma
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LASTRE DI METALLO: IL TEMPO LO SPECCHIO DELL'ANIMA

L’opera nasce dall’intuizione di utilizzare la lastra di metallo come metafora della lettera: un sottile foglio che, attraversando terre e secoli, si fa testimone silenzioso di gioie e dolori. Il metallo, materiale freddo e apparentemente inerte, sostituisce la fragilità della carta trasformando la comunicazione in memoria fossilizzata.
La superficie ossidata diventa così archivio del tempo. La scrittura, intesa come origine della memoria, si manifesta come traccia incisa: ricordi fissati e stratificati fino a cristallizzarsi nell’oblio. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla tecnologia, la lettera — lenta, attesa, fisica — assume il valore di una reliquia, quasi una lapide simbolica di un gesto umano destinato a scomparire.
La lastra metallica si configura come uno specchio opaco dell’identità: non restituisce un riflesso nitido, ma un’immagine frammentata e corrosa, difficile da decifrare. Nella ruggine, nelle abrasioni e nelle polveri metalliche emergono segni primordiali, archetipi visivi che precedono la scrittura stessa. Sono tracce ancestrali che riaffermano la necessità di riconoscersi e di ricomporre la propria storia interiore.
Una lettera chiusa è anche la stessa busta aperta. Appare come una grande busta sigillata: la superficie, segnata da ossidazioni e stratificazioni materiche, suggerisce il trascorrere del tempo, come se questa lettera avesse attraversato lunghi viaggi o fosse rimasta sospesa tra partenza e destinazione.
Elemento centrale dell’opera è l’idea della lettera senza destinatario. Non vi è nome né indirizzo: queste sono lettere inviate all’umanità, messaggi universali sospesi nel tempo. La corrispondenza diventa così metafora dell’esistenza e del bisogno umano di comunicare, lasciare tracce, affidare pensieri a un viaggio incerto.
Il tema del viaggio emerge non solo nella simbologia postale ma anche nella materia stessa del metallo, trasformata dall’ossidazione e dalle incisioni. Il tempo, l’assenza e il ricordo si depositano come stratificazioni visive: ciò che rimane non è il messaggio completo, ma la traccia del passaggio.


Elisabetta Accoto: L'Estetica dell'Assenza e la Materia Memoria
Elisabetta Accoto è un'artista visiva, art director e docente la cui indagine concettuale si muove lungo il sottile confine che separa la  materia  dall' essenza . La sua ricerca, avviata nel 2000 con il diploma in Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce, trova il suo nucleo originario nella riflessione sul "segreto delle cose". Ispirandosi alla poetica dell'assenza di Domenico Gnoli, Accoto trasforma l'oggetto in un pretesto per esplorare ciò che non è visibile, ma profondamente presente.
Tra Sperimentazione e Impegno Civile
Il percorso dell'artista si distingue per una profonda consapevolezza dei materiali. Dalle prime incisioni della serie  Mondo Sorriso  — dove polveri e scarti industriali su lastre metalliche diventano messaggi universali privi di destinatario — fino alle recenti sperimentazioni sulla  "materia invisibile" , Accoto esplora il potenziale semantico del rifiuto.
Nelle sue ultime produzioni, l'artista opera una sorta di alchimia contemporanea:


Micropitture:  Realizzate con microplastiche e scarti organici, frammenti di un'antropizzazione invasiva.
Transmedialità:  Il passaggio alla digitalizzazione trasforma lo scarto in sorgenti luminose, microcosmi visivi che invitano a una riflessione critica sul consumo e sulla sostenibilità.

Una Vocazione Multidisciplinare
La sua figura professionale si articola in una rara sintesi tra creazione, didattica e gestione culturale. Dal 2008 è docente di ruolo per il Ministero dell'Istruzione e del Merito, un ruolo che nutre e si nutre della sua attività di ricerca. La sua formazione specialistica — che spazia dal management dello spettacolo alla tutela del patrimonio — converge dal 2019 nella direzione di  SpazioGem  a Roma. Questo studio d'arte e associazione culturale rappresenta oggi un polo nevralgico per la promozione delle arti visive, dei workshop e della progettualità curatoriale.

Presenza nel Sistema dell'Arte e Riconoscimenti
Attiva dal 2014 nel movimento del  Presenteismo , Elisabetta Accoto ha consolidato la propria posizione nel panorama nazionale e internazionale partecipando a prestigiosi premi e rassegne. La sua traiettoria espositiva e concorsuale vanta presenze costanti in contesti di alto profilo:
·       Rassegne Internazionali:  Premio Arte Laguna  (edizioni 19/23/26),  Luxembourg Art Prize  (dove ha ottenuto il  Certificato di Merito Artistico 2025 ),  Artavita25 ,  Circle Foundation25  e il  Premio Modigliani  (23/26).
·       Concorsi Nazionali di Prestigio:  Premio Terna ,  Combat Prize 25 ,  Quotidiana '06 ,  Mellone Art Prize 25 , e le partecipazioni alla  Rome Art Week  (24-25).
Impegno Istituzionale:  Il concorso  “Costruire la pace”  presso l'Università La Sapienza di Roma, i concorsi  BeNatural/BeWild  e il  Premio Zanolo  (vinto al Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea del Comune di Trivero). A questi si aggiunge il riconoscimento del  Premio Celeste 05 , che l'ha selezionato come artista di rilievo per la  comunicazione mediatica , confermando la capacità del suo lavoro di dialogare con i nuovi linguaggi della contemporaneità. La Realizzazione plastico urbano per la riqualificazione del centro storico della città di Giurdignano (Le) '08.
Si rimanda al cv artistico link e sito
https://www.canva.com/design/DAGEhx1F_j8/Ynjjzl5pVfqkUXt0U2a_sw/view?utm_content=DAGEhx1F_j8&utm_campaign=designshare&utm_medium=link&utm_source=publishsharelink&mode=preview
www.spaziogem.it
exibart prize EP6
ideato e organizzato da exibartlab srl,
Via Placido Zurla 49b, 00176 Roma - Italy
 
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